Amarezza Giacomel: "Delusione cocente, sono molto arrabbiato". Botn, oro e lacrime
La Gazzetta dello Sport

Amarezza Giacomel: "Delusione cocente, sono molto arrabbiato". Botn, oro e lacrime

Martedì 10 febbraio 2026
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L'azzurro non va oltre il sesto posto nella 20 km, ma proverà a rifarsi nelle prossime quattro gare. Vince il norvegese, commosso nel ricordo del compagno Bakken

L'azzurro non va oltre il sesto posto nella 20 km, ma proverà a rifarsi nelle prossime quattro gare. Vince il norvegese, commosso nel ricordo del compagno Bakken

Dal nostro inviato  Pierfrancesco Archetti 10 febbraio - 17:04 - ANTERSELVA

Tommaso Giacomel, sesto al traguardo, si aspettava di più dalla 20 km che ha aperto il programma individuale del biathlon all’Olimpiade. Lo si è visto quando è arrivato e ha lanciato i bastoncini. E poi con l’umore nero del dopo gara. “Sono molto, molto deluso. Per tanti un sesto posto all’Olimpiade sarebbe molto buono, per me invece è una delusione cocente”. Le occasioni per il riscatto nelle prossime quattro gare ci sono, ma al momento prevale la rabbia e la demoralizzazione: “Chance per rifarmi? Sì, peccato che oggi sia fisicamente sia al tiro non mi sia sentito benissimo. Sugli sci già dal primo giro, e poi non riesco a fare una serie al tiro in piedi fatta bene, in gara; in allenamento va bene mentre in gara mi scappa sempre qualcosa di troppo e questo mi fa arrabbiare molto”. Anche Giacomel era rimasto molto scosso dalla morte di Bakken, un suo amico stretto; la mattina della scomparsa lo aspettava sulla porta dell’hotel, per allenarsi insieme, mentre Botn, il vincitore di questa gara, è stato colui che l’ha scoperto cadavere in camera. Dice l’azzurro: “Ho abbracciato Botn al traguardo, poi ci parleremo in privato. Sono molto fiero di lui, ha dimostrato di avere una fibra molto importante. Io adesso devo recuperare perché fisicamente non è andata come speravo”.

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RAMMARICO

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Anche Lukas Hofer, alla fine 16°, terzo degli azzurri dopo anche Patrick Braunhofer (14°), sperava in qualcosa di più: “Un errore a terra è l’unico rammarico che ho perché è stato un errore da principiante, quello in piedi invece era per l’affaticamento nelle gambe. Il resto è buono, mi tengo la metà buona della gara, per fortuna la sprint ha solo due poligoni così dovrebbe andare meglio”.

LE LACRIME

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Il vincitore della gara, Johan-Olav Botn, dopo aver gridato il nome del compagno Sivert Bakken ed essere scoppiato in lacrime all’arrivo, ha guardato verso il cielo con le dita verso l’alto durante la premiazione, poi ha descritto la sua commozione già in gara: “Ho pensato a lui per tutto il tempo, al fatto che ci eravamo allenati insieme ogni giorno appositamente per questo appuntamento. Questo era il grande obiettivo di entrambi. Ho sentito di averlo con me nell’ultimo giro. Spero che mi stesse guardando”.

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