Sfidò Tyson, Moorer, Holyfield, Klitschko: Botha, il bisonte bianco che non temeva le leggende
La Gazzetta dello Sport

Sfidò Tyson, Moorer, Holyfield, Klitschko: Botha, il bisonte bianco che non temeva le leggende

Mercoledì 7 ottobre 2026
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"Sfida a White Buffalo": non è soltanto il titolo di una pellicola western del 1977 unica nel suo genere, interpretata da un formidabile Charles Bronson nei panni di un cacciatore sulle piste del leggendario bisonte bianco. È anche la storia di uno bello grosso, un metro e ottantotto per circa centodieci chili, il cui cammino ha spesso incrociato quello dei grandi o, anche indirettamente, ne è stato condizionato

Francois Botha, sudafricano di Witbank, classe 1968; buono da portarsi in guerra ancora più che sul ring. Tosto come un muro e al tempo stesso sempre incline al rischio di andarci a sbattere contro. Nelle prime riprese dava fondo all'assalto del suo battaglione di colpi; quando il match si protraeva un avversario di rango riusciva a individuare i punti più cedevoli della sua trincea. Non è nei suoi numeri, o nelle statistiche dei suoi match, la spiegazione del tipo di pugile che è stato. Sono gli snodi più altisonanti della sua carriera a dirci chi sia stato e cosa abbia rappresentato Francois Botha come peso massimo tra gli anni Novanta e la prima metà del decennio che ha inaugurato il Ventunesimo secolo.

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