Corretti stili di vita, nasce l’app che dà voce a chi non sa a chi parlare
La Gazzetta dello Sport

Corretti stili di vita, nasce l’app che dà voce a chi non sa a chi parlare

Venerdì 9 ottobre 2026
1 visualizzazione

Gratuita e anonima, nasce dall'Associazione degli Atleti Olimpici e Azzurri per prevenire e contrastare anoressia, bulimia e gli altri disturbi alimentari. Si rivolge ai ragazzi, e ai genitori che non sanno da dove cominciare

Gratuita e anonima, nasce dall'Associazione degli Atleti Olimpici e Azzurri per prevenire e contrastare anoressia, bulimia e gli altri disturbi alimentari. Si rivolge ai ragazzi, e ai genitori che non sanno da dove cominciare

Laerte Salvini 9 ottobre - 11:48 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Si parte da segnali spesso nascosti, silenziosi. La loro presenza però, se non intercettata, esce dall'ombra della semplice defezione fino a diventare malattia. Tutto inizia da cose semplici. Un piatto lasciato a metà. Una cena consumata in fretta, di nascosto. Uno specchio che è giudice, non più in grado di riflettere la realtà. E un silenzio che pesa due volte: su chi soffre e non trova le parole, e su chi gli sta accanto e non sa come trovarle. È in questo spazio vuoto che si inserisce "Corretti stili di vita", l'app gratuita, disponibile su iOS e Android, pensata per prevenire e combattere anoressia, bulimia e gli altri disturbi della nutrizione e dell'alimentazione:dalbinge eating disorder, cioè il mangiare in grandi quantità e in fretta, al vomito autoindotto, fino all'alimentazione compulsiva notturna. Tutto a portata di smartphone, per entrare senza trambusto nella quotidianità, al passo veloce di un click. Che offre ascolto, informazione, ma soprattutto una strada sicura per chiedere aiuto. 

Un'emergenza che comincia sempre prima

—  

In Italia ne soffrono 3 milioni di persone. Tra i pazienti dei centri censiti dall'Istituto Superiore di Sanità, il 58% ha tra i 13 e i 25 anni. Un giovane su venti presenta un disturbo alimentare, e l'età d'esordio si abbassa: oggi si arriva anche ai 10 anni. Sono numeri che raccontano un'emergenza sanitaria e insieme educativa, che attraversa le famiglie, le scuole, e in generale tutti gli ambienti sociali. L'app si rivolge soprattutto a due interlocutori. I ragazzi che sospettano di avere un rapporto sbagliato con il cibo e non sanno con chi parlarne. E i genitori, spaventati, che non sanno come affrontare l'argomento.

Sport, scienza e territorio insieme

—  

Il progetto è stato ideato e rilasciato dall'Associazione Nazionale degli Atleti Olimpici e Azzurri d'Italia (ANAOAI), con il contributo di Fondazione Roma, il patrocinio della Regione Lazio e la partnership scientifica dell'Università di Tor Vergata. Un'alleanza tra mondi diversi che condividono un obiettivo. Lo spiega Franco Parasassi, presidente di Fondazione Roma: "Con il sostegno a questo progetto, intendiamo contribuire alla diffusione di strumenti capaci di favorire la prevenzione dei disturbi alimentari e di offrire un punto di riferimento a ragazzi e famiglie. Nella convinzione che la collaborazione tra istituzioni, mondo dello sport e comunità scientifica sia fondamentale per promuovere una cultura della consapevolezza".

come funziona

—  

Il primo principio è il più importante: il totale anonimato. Nessuno si deve sentire esposto. L'app spiega ai ragazzi che cosa sono i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, aiuta a riconoscere i segnali d'allarme e propone un questionario a punteggio. Oltre i 20 punti si entra in una zona di rischio: a quel punto l'app offre consigli e indica i centri più vicini a cui rivolgersi, in tutta Italia. Una sezione è dedicata ai genitori, con domande mirate che aiutano a cogliere nei figli i campanelli d'allarme. E per chi ha bisogno di un confronto diretto, ragazzi e famiglie possono scrivere allo staff di medici, psicologi e nutrizionisti all'indirizzo info@correttistilidivita.it. Perché il tempo, qui, è decisivo. Alcuni segnali, se riconosciuti presto, permettono interventi precoci ed evitano complicanze serie come problemi cardiaci, osteoporosi, depressione.

Che cosa dice la scienza

—  

A guidare il lavoro scientifico è il professor Luigi Mazzone, direttore dell'Unità Operativa di Neuropsichiatria infantile del Policlinico di Tor Vergata, membro del Comitato scientifico e supervisore del progetto, affiancato dalla neuropsichiatra infantile Maria Stellato e dalle consulenti psicologiche Roberta Bottino e Alessandra Bottino. Completano il Comitato scientifico il professor Fabio Cominelli, della Case Western Reserve University di Cleveland, e il professor Gabriele Naldini, direttore della Scuola di Proctologia e Pavimento Pelvico della Società Italiana di Chirurgia. "I Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione rappresentano una sfida clinica e di sanità pubblica sempre più rilevante, in particolare nell'età evolutiva. Le evidenze più recenti stimano che globalmente circa 1 giovane su 20 presenti un Disturbo della Nutrizione e dell'Alimentazione. I servizi di Neuropsichiatria Infantile sono chiamati sempre più frequentemente a confrontarsi con esordi prima dei 13 anni, e con forme che possono comparire prima dei 10 anni. La app 'Corretti stili di vita' può contribuire a promuovere una maggiore consapevolezza sulla natura e la presentazione dei disturbi alimentari. Le evidenze scientifiche più recenti sottolineano l'importanza degli interventi preventivi in età evolutiva. In particolare, i programmi che integrano psicoeducazione, promozione di un'immagine corporea positiva, media literacy, rafforzamento dell'autostima e strategie di contrasto agli ideali estetici disfunzionali hanno mostrato effetti promettenti nella riduzione dei fattori di rischio", sottolinea Mazzone.

azzurra

—  

Per raggiungere i più giovani serviva un linguaggio vicino al loro. Così, a promuovere l'app c'è un cartone animato a farsi ambasciatore del progetto. La protagonista si chiama Azzurra, ha 13 anni e fa sport. Attraversa tutte le tappe di un disturbo alimentare: nasconde il problema agli altri, poi ne prende coscienza, infine accetta di farsi aiutare. Un racconto che sensibilizza senza colpevolizzare, e che mostra come da quel tunnel si possa uscire.

Una campionessa in prima linea

—  

L'app è stata presentata nella Sala dei Presidenti del Coni, a Roma, da Novella Calligaris, presidente ANAOAI e coordinatrice del progetto. Una figura che lo sport italiano conosce bene: a Monaco '72 è stata la prima nuotatrice italiana a vincere una medaglia olimpica, e la prima a stabilire un primato mondiale. Ma conosce i disturbi alimentari anche per averne sofferto in prima persona. È anche per questo che il suo impegno ha il peso della testimonianza. Accanto a lei, oltre a Parasassi e Mazzone, l'avvocato Giorgio Quadri, segretario generale ANAOAI, l'associazione che riunisce chi ha indossato almeno una volta la maglia azzurra nelle discipline riconosciute dal Coni. "Ho voluto questa app soprattutto per i giovani, ma anche per le persone adulte che sono colpite più di quanto pensiamo da questo tipo di disturbi. E poi per i genitori, con l'obiettivo che non si sentano colpevolizzati, ma responsabilizzati e coinvolti", dice Calligaris. D'altronde, nello sport si impara presto che nessun traguardo si raggiunge da soli. Vale anche fuori dall'ambiente competitivo, nel quotidiano, lontano dai riflettori. A volte la gara più importante comincia con una domanda, fatta nel posto giusto. Il resto è il coraggio di cominciare.

Leggi anche Disturbi alimentari: quali sono i sintomi, le cause e come uscirne? Risponde ErzegovesiOrtoressia nervosa: come riconoscerla, le cause e le cure

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo