Palladino vara il nuovo Bologna: il modulo 3-4-3, tanta corsa e la porta blindata
La Gazzetta dello Sport

Palladino vara il nuovo Bologna: il modulo 3-4-3, tanta corsa e la porta blindata

Venerdì 9 ottobre 2026
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Skorupski resta fra i pali. Duelli e tenuta difensiva le basi della ripartenza. Darmian ha firmato

Skorupski resta fra i pali. Duelli e tenuta difensiva le basi della ripartenza. Darmian ha firmato

Matteo Dalla Vite Giornalista 9 ottobre - 11:42 - BOLOGNA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Ci sono molte altre cose da fare anche se... alcune sono già state fatte. La gara di Lecce è già un allarme da spegnere, vista la piena zona-rossa: vincere spargerebbe acqua, perdere significherebbe agire di calmanti, pareggiare sarebbe un altro passettino verso il chissà che sarà. Raffaele Palladino ha sì lavorato 20 giorni coi nuovi giocatori dopo aver fatto solamente cinque allenamenti pre-Torino; ma lo ha fatto senza molti nazionali più un crack (Holm) che ha portato ieri alla firma (e alla convocazione per Lecce?) di Matteo Darmian fino al 2027 con opzione-2028. Resta il fatto che fra le tante cose fatte c’è un cambio sostanziale già operato: la difesa a 3, ed è da lì che Palladino ripartirà.

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Skorupski resiste

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Il Mondo Bologna attende di vivere un mese che dirà tantissimo: Lecce, Inter e Monza in casa inframezzate dal Cagliari in trasferta, poi Milan, Parma e Udinese: se la frustata non arriverà, la preoccupazione salirà inevitabilmente. Raffaele Palladino, che oggi riprenderà voce dopo la presentazione avvenuta il 17 settembre scorso, ha già cambiato svariate cose. La parte atletica ha subìto una rivisitazione e anche un’accelerazione: i ritmi tenuti da Tedesco erano diversi da quelli dell’ex tecnico viola che vuole uomo contro uomo, duelli, tragitto diretto vero la porta e in poco tempo, aggressione alta e più frequente. Per quello serve più sprint e per quello ha lavorato in queste settimane di sosta. Palladino ha ritoccato anche l’alimentazione attorno a nuove e fisse abitudini, ha portato un dronista ma soprattutto tanto dialogo coi propri giocatori, per lui da proteggere sempre e comunque. È proprio tramite il dialogo che probabilmente non rinuncerà a Skorupski nonostante i due erroracci del portiere polacco contro Atalanta e Torino. Non solo Lukasz è rimasto a Casteldebole a lavorare ma chi ci ha parlato racconta di un ragazzo pronto a reagire: come ai tempi in cui nessuno lo metteva in discussione e divenne anche decisivo in molte storie che hanno portato a Champions League, Europa League e vittoria della Coppa Italia. Massimo Pessina, che si è allenato con coloro che il ct Roberto Mancini ha reputato come migliori, ha l’entusiasmo esondante addosso ma probabilmente la trasferta di Lecce la vivrà da vice-Skorupski.

Porta da chiudere

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Altra priorità: primo, non prenderle. Il che non significa mettere il pullman ma chiudere l’emorragia di gol presi. L’ultima volta che il Bologna non ha preso gol era il 25 luglio - c’era Tedesco - amichevole contro l’Iraklis, 2-0, piccoli segnali ma non definitivi. Poi, altri test (compresi i 4 gol dal Pisa e i 3 dall’Ascoli sabato scorso), il campionato che comincia e la rete della Lazio, quella a un niente dalla fine dell’Atalanta, i due del Sassuolo, quello del Napoli e poi del Torino alla quinta giornata: attori difensivi cambiati ma c’è sempre una feritoia decisiva, che sia di un interno che non copre, un centrale che “ritarda” o Skorupski che diventa non impeccabile. Chiudere la porta è un comandamento non più differibile. Occhio, fra i tre, a una chance per Casale o Vitik (che è tornato a giocare 90’, contro l’Inghilterra): il resto vedrà Heggem e Theate.

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Tempo, Orso e Moro

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E poi, il tempo. Pensare che essendo solo la quinta giornata e quindi il tempo per recuperare c’è, beh, spesso diventa un alibi. Gli allenatori lo sanno: per questo la fretta serve, anche per alzare l’attenzione. Palladino lo ha fatto in queste settimane e adesso deve decidere: probabilmente Orsolini (7 gol al Lecce in carriera) sarà titolare con Piccoli centravanti e Cambiaghi a sinistra; rischiare Bernardeschi - rientrato da poco dopo una noia muscolare - sarebbe rischioso. E in mezzo al campo? Moro oppure no? Ferguson ha fatto 4 gare su 4 con la nazionale: insieme sarebbero perfetti, chissà, ma Pobega “frigge”.

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