A Singapore c'è anche l'emergenza "haze", lo smog tossico prodotto dagli incendi dell'Indonesia
I membri dei team hanno ricevuto la raccomandazione di non svolgere attività fisica all'aperto. Ma il fenomeno da queste parti è molto sentito a causa delle infezioni respiratorie che in Malesia hanno persino obbligato alla chiusura delle scuole
I membri dei team hanno ricevuto la raccomandazione di non svolgere attività fisica all'aperto. Ma il fenomeno da queste parti è molto sentito a causa delle infezioni respiratorie che in Malesia hanno persino obbligato alla chiusura delle scuole
dall'inviata Giulia Toninelli 9 ottobre - 14:47 - SINGAPORE  Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google La foschia tra i grattacieli di SingaporeAlle difficoltà che già rendono quello di Marina Bay uno degli appuntamenti più impegnativi della stagione di Formula 1 si aggiunge questo weekend il peggioramento della qualità dell’aria in diverse aree del Sud-est asiatico, dove i terribili incendi che stanno colpendo l’Indonesia stanno alimentando una densa foschia, che ha prima colpito la Malesia e poi ha raggiunto anche Singapore. Una situazione che porta l’attenzione anche nel paddock, dove alle tradizionali alte temperature, con un’umidità superiore al 70%, si aggiunge questa componente. Per piloti e squadre, Singapore rappresenta infatti una prova particolarmente impegnativa, con la necessità di adattare la preparazione agli orari del GP e di sostenere uno sforzo considerevole per tutta la durata dell’evento, soprattutto se, come in questo caso, la gara notturna arriva come ultimo appuntamento di una tripletta particolarmente sfidante.
VIDEO: F1 a Singapore: è la pista più severa per i freniquadro delicato
—Quest’anno il quadro potrebbe essere reso ancora più delicato da un fattore esterno al circuito: lo haze, il fenomeno atmosferico provocato dalla presenza di fumo e particelle inquinanti sospese nell’aria. All’origine dell’emergenza ci sono gli incendi che da settimane interessano alcune zone dell’Indonesia, in particolare le isole di Sumatra, Borneo e Papua. I roghi sono favoriti dalla stagione secca, che nel 2026 si sta prolungando in un contesto aggravato da El Niño. Le condizioni climatiche hanno contribuito a rendere più difficile il contenimento delle fiamme, mentre il fumo prodotto dagli incendi si è esteso ben oltre le aree direttamente coinvolte, raggiungendo anche la Malesia e Singapore. Il fenomeno non riguarda soltanto la visibilità: la presenza di particolato fine nell’atmosfera rappresenta un rischio per la salute, soprattutto in caso di esposizione prolungata. A Singapore, infatti, l’indice PSI ha raggiunto valori fino a 170, secondo le informazioni disponibili, un dato che evidenzia la gravità delle condizioni registrate. Irritazione agli occhi, fastidi alla gola e difficoltà respiratorie sono tra i disturbi associati all'esposizione a questo tipo di inquinamento.
LEGGI ANCHE
San Marino si tiene stretto il "suo" Kimi. Papà Marco smentisce le voci su Monaco: "Stiamo bene qui"
infezioni e precauzioni
—La portata del problema emerge anche dai dati provenienti dall’Indonesia. Tra agosto e la metà di settembre sono stati segnalati oltre 170.000 casi di infezioni respiratorie acute nelle zone colpite dallo haze, secondo il ministero della Salute indonesiano. Più di 40.000 casi hanno riguardato bambini piccoli. Nel frattempo, le conseguenze si sono estese anche al sistema scolastico: in Malesia numerosi istituti hanno sospeso le lezioni, mentre in Indonesia oltre 1,4 milioni di studenti sono passati alla didattica a distanza. Tra gli interventi segnalati figurano la distribuzione di dispositivi di protezione respiratoria, l’organizzazione di servizi di assistenza medica e le restrizioni alle attività all’aperto quando le condizioni lo richiedono. Anche ridurre il tempo trascorso all’aperto diventa una precauzione importante durante le fasi più critiche. In questo scenario, il fine settimana di Marina Bay si inserisce in un contesto che merita particolare attenzione. Il caldo e l’umidità saranno già elementi centrali nella gestione delle energie dei piloti e la presenza dello haze aggiunge una variabile legata alla qualità dell’aria, anche per il personale che lavora nei team, al quale è stato indicato di non svolgere attività all’aperto al termine dell’orario di lavoro in pista per cercare di evitare un’ulteriore esposizione e i relativi fastidi nel corso del fine settimana di gara.
Leggi anche Gp Singapore, una nube tossica sui piloti: cos'è il fenomeno "Haze"?LIVE F1 Singapore: si corre la qualifica Sprint. Verstappen il più veloce di SQ1, poi Leclerc e...© RIPRODUZIONE RISERVATA