Malen, finalmente Gasp ha la sua punta. Allenatori-regolamento: battaglia giusta, a patto che...
L'olandese è sempre più al centro della Roma dopo la doppietta al Cagliari. La protesta dei tecnici contro alcune regole è sacrosanta, ma da non portare avanti solo quando fa comodo. In Serie B, il Bari è clamorosamente a rischio retrocessione, in una parabola simile a quella della Fiorentina in A
Ha voluto proprio lui, il Gasp: Donyell Malen. Lo aveva individuato, lo ha suggerito, ha bocciato tutti gli altri centravanti che aveva alla Roma aspettando questo ragazzo olandese. Se l’inizio di un’avventura conta qualcosa, non si può certo dire che il tecnico giallorosso avesse visto male. Già, perché Malen è entrato subito dentro il calcio italiano e dentro la nuova squadra. La sua capacità di adattarsi a una realtà per lui sconosciuta è stata sorprendente: un gol al debutto contro il Torino e poi, dopo due partite senza reti, la doppietta che ha piegato il Cagliari. Ma non sono solo i gol di Malen - tre in quattro partite, comunque tanti - ad avere convinto. Sono piaciute subito la tecnica, la capacità di liberarsi e di trovare spazi, la predisposizione al dialogo con i compagni. Qualità che conoscevamo, ma che in Serie A hanno fatto subito la differenza. Gasperini lo ha paragonato a Vialli. Per caratteristiche, pensiamo, e non per valore. Un bel confronto, anche azzeccato se parliamo del Gianluca della Samp, quello più agile e meno potente, più brillante e meno muscolare. È lui, Malen, il centravanti ideale di Gasperini. Non Dovbyk, non Ferguson.