Gasp: "Svilar out? Fiducia in Gollini, gli argentini stanno bene. L'Inter è ancora sopra al Como"
Il tecnico fa il punto dopo l'infortunio del portiere: "È una brutta tegola ma nelle stagioni lunghe ci sono imprevisti come questi". Out anche Koulierakis oltre a Cristante
Il tecnico fa il punto dopo l'infortunio del portiere: "È una brutta tegola ma nelle stagioni lunghe ci sono imprevisti come questi". Out anche Koulierakis oltre a Cristante
Francesco Balzani Collaboratore 10 ottobre - 14:40 - ROMA Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleMeno sorridente del solito. E non poteva essere altrimenti vista la ferale notizia che ha colpito la Roma alla vigilia di un ciclo terribile di nove partite che partirà domani contro il Como di Fabregas. “Svilar lo perderemo per alcune settimane - dice sconsolato il tecnico -. Ha avuto una frattura da stress in una spinta in allenamento. Se vedeste il video vi stupireste del modo. Ha un problema al mignolo del piede e si è creata questa frattura che non è scomposta ma richiederà un mese. Stanno decidendo se mettere una vite e allungherà i tempi, lo riavremo dopo la sosta”. Il che vuol dire nove partite senza forse il giocatore più decisivo in rosa. “È una brutta tegola ma nelle stagioni lunghe ci sono imprevisti come questi - ha aggiunto Gasperini-. Giocherà Gollini e avrà il modo di ritornare ad essere il portiere importante che è stato. Domani mancherà anche Koulierakis che ha preso una botta in nazionale e non ci sarà, ma è solamente una contusione e torna lunedì”.
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—Spazio quindi a un portiere che non gioca titolare in campionato addirittura dal marzo del 2024, proprio in un Genoa-Atalanta con Gasp da avversario. "L'unico ad aver fatto giocare Gollini con continuità sono stato io. È un ottimo secondo e ora ha l'opportunità di giocare tante partite. Quando era all'Atalanta era diventato anche il terzo portiere della Nazionale. Si è sempre allenato bene ed ha valore. Deve avere la fiducia di tutti ma non è un portiere che non ha mai giocato in carriera”, ha aggiunto Gasperini che a fine conferenza ha confidato di aver reintegrato anche Vasquez, messo fuori rosa a inizio stagione, nella lista campionato. Gasp poi prova a guardare oltre. “Gli altri, a parte Cristante, sono tutti pronti. Gli argentini sono arrivati per ultimi ma stanno bene. Ho una squadra con grande fiducia, grande condizione, è una partita importante e arriviamo con la stessa voglia di fare bene”. Pellegrini e de Roon compresi. “La sosta per loro è stata utile, sono pronti a partire titolari. Il rovescio della medaglia è che è tempo che non giocano ma devono iniziare. Avremo tante gare e alla fine numericamente c'è chi giocherà quattro partite dall'inizio o chi il contrario. Con un tour de force e sperando senza ulteriori defezioni sarà utile utilizzare tutti”.
il como di fabregas
—E questo tour inizia proprio con una tappa difficilissima come il Como di Fabregas. “Ha dimostrato di essere forte con i risultati - conferma Gasp-. Meritano gli elogi ed è una squadra di valore. L'Inter è un po' sopra e la partita con loro è stata molto buona e positiva e da quella dobbiamo ripartire. Poi ci sono anche Como, Juventus, Milan, Napoli e Atalanta. Squadre che fanno parte del gruppo che si giocano le migliori posizioni in classifica sperando che l'Inter possa zoppicare. Abbiamo diverse possibilità e varianti. Nelle due partite nelle quali ci siamo incontrati hanno giocato con la difesa a tre poi hanno cambiato, l'aspetto tattico è importante ma non così determinante”. Lo sarà un’attenzione maggiore ai troppi gol subiti a inizio ripresa dalla Roma. “Sono particolari ai quali prestiamo attenzione ma sono anche soddisfatto dei gol che facciamo al primo tempo. Cerchiamo di mantenere le cose buone, prendere gol a inizio ripresa ti fa riflettere ma sono più errori singoli che di atteggiamento di squadra”, ha detto il tecnico.
i friedkin
—Gasperini ha concluso tornando sulla voglia di coinvolgere maggiormente i Friedkin, soprattutto ora che sono in procinto di cedere l’Everton. “Loro fanno quello che ritengono più opportuno. La mia constatazione è semplicemente che, per fare grande una squadra, ma grande come penso io, possibilmente sia a livello italiano che internazionale, visto che ci sarà uno stadio importante, stanno facendo investimenti importanti in quel senso e ci sarà un centenario di mezzo, credo che sia importante avere una società con una proprietà molto coinvolta. Però questa è solamente una mia considerazione, anche perché io sono venuto alla Roma nel momento in cui ho conosciuto Dan e Ryan Friedkin e questo mi ha sicuramente convinto che si potesse fare qualcosa di importante. Spero di essere ancora di quell'idea, di quella visione”.
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