A Sgarbi è stata fatta una tracheostomia: che cos'è, come si esegue e quando serve
Vediamo quali sono i rischi, come funziona il recupero e quando si può rimuovere la cannula
Vediamo quali sono i rischi, come funziona il recupero e quando si può rimuovere la cannula
Le condizioni di Vittorio Sgarbi "si mantengono stabili". Lo comunica l'ultimo bollettino del Policlinico Gemelli di Roma, dove il critico d'arte è ricoverato in terapia intensiva dal 30 settembre. La nota, firmata dal professor Massimo Antonelli, precisa che "nonostante il miglioramento del quadro polmonare e della microembolia polmonare occorsa, l'attuale non svezzabilità dal supporto ventilatorio ha reso necessaria una tracheostomia percutanea".Serve ad ogni modo cautela: per ora il paziente non riesce a respirare da solo senza il ventilatore, e per sostenerlo in modo più stabile e confortevole i medici hanno creato un accesso diretto alla trachea attraverso il collo. Una procedura frequente in terapia intensiva, di norma pensata per chi ha bisogno di assistenza respiratoria prolungata. Vediamo che cosa dice la letteratura scientifica, senza andare oltre il bollettino: sul quadro clinico, al momento, non si possono fare previsioni.
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