Zhou, bestia nera degli italiani: "Iniziai col badminton... Da Zverev consigli per il mio diabete"
La Gazzetta dello Sport

Zhou, bestia nera degli italiani: "Iniziai col badminton... Da Zverev consigli per il mio diabete"

Sabato 10 ottobre 2026
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Il cinese è allenato da Sanguinetti e a Shanghai ha eliminato prima Bellucci, poi Musetti: "Cambiai sport per avere più tempo per studiare. I miei idoli? Federer e... Harry Potter, due maghi"

Il cinese è allenato da Sanguinetti e a Shanghai ha eliminato prima Bellucci, poi Musetti: "Cambiai sport per avere più tempo per studiare. I miei idoli? Federer e... Harry Potter, due maghi"

Pellegrino Dell'Anno Collaboratore 10 ottobre (modifica alle 18:37) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Un giocatore cinese allenato da un ex tennista italiano batte due italiani di fila ed ottiene il miglior risultato della carriera. Non è l’inizio di un racconto ma la sintesi degli ultimi giorni vissuti da Yi Zhou al Masters 1000 di Shanghai, torneo più importante del suo Paese dove, da n.277 al mondo, sta giocando come wild card. E, sotto la guida dell’ex top 50 azzurro Davide Sanguinetti, ha sconfitto Mattia Bellucci al primo turno annullando match point e soprattutto Lorenzo Musetti al secondo, vittoria più importante della carriera. Zhou è un ragazzone di 21 anni, alto 193 cm e nativo di Pechino, che non ha mai raggiunto la top 200 del ranking o vinto due partite di fila a livello Atp. Fino all’epifania nel torneo di casa, che potrebbe essere la definitiva scintilla di una carriera partita non senza difficoltà. Intanto, è il terzo giocatore con il ranking più basso ad andare così avanti a Shanghai. "Non ci credo e allo stesso tempo ci credo. È la dimostrazione che quello che sto facendo è giusto". 

Scelta

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Quanto cambia tra un volano e una pallina? Cosa separa le due racchette di badminton e tennis? In pochi avranno una spiegazione più dettagliata e migliore di quella che può offrire Zhou, visto che fino a dieci anni ha praticato esclusivamente, e con buoni risultati, il badminton. Sognava di diventarne professionista, trattandosi di uno degli sport più diffusi in Cina (250 milioni di praticanti contro i 25 milioni circa del tennis secondo le ultime stime), salvo fare dietrofront su consiglio della sua famiglia. Specialmente perché diventava difficile conciliare badminton e studio, e la madre non ha mai anteposto i risultati sportivi a quelli accademici; riconoscendo però nel tennis un’occasione maggiore per Zhou di andare all’estero anche per studiare e conoscere nuove culture. Tutte queste considerazioni si sono presto però scontrate con la realtà, all’inizio non semplicissima: "Ero piuttosto scarso quando ho iniziato a giocare a tennis e ho perso malamente il mio primo torneo", ha raccontato in passato il cinese, "ma è stato divertente e da lì ho continuato. In seguito ho provato di nuovo con il badminton, ma non ero più bravo come prima". Alla fine la scelta del tennis, con la semifinale all’Australian Open junior 2023, dopo aver viaggiato nel circuito Itf dall’Europa all’Africa nel 2022, si è rivelata lungimirante. Per quanto i frutti non siano stati immediati, stanno ora iniziando a cadere. E la soddisfazione per Zhou può essere doppia. 

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Ostacolo

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Oltre alla rete, con cui convive in qualche modo sin da bambino, il 21enne di Pechino ha un altro nemico quotidiano, e più impervio, da affrontare. A Zhou è stato infatti diagnosticato il diabete di Tipo 1, la stessa condizione di cui soffre il n.2 al mondo Alexander Zverev. Una patologia che costringe ad attenzioni e cure continue che il ragazzo sta però gestendo con saggezza e serenità, consapevole di avere tutti i mezzi per essere comunque un tennista professionista. Anche con qualche aiuto. "Il mio team ha contattato quello di Zverev per chiedere un paio di consigli", ha raccontato Zhou, "personalmente non ho però mai parlato con Sasha, magari lo farò questa settimana". Ovviamente si tratta di confronti tra giocatori e rispettivi staff per capire come gestire meglio alcuni tipi di situazioni specifiche, visto che il cinese ha già un suo piano operativo con cui procedere: "Abbiamo chiesto ad alcuni dottori di aiutarmi, per capire come tenere stabile la mia condizione. Si tratta semplicemente di avere una dieta più sana e una routine sana giorno dopo giorno". Parole di grande maturità per un ragazzo di 21 anni, che ha ben capito come dover affrontare e superare gli ostacoli. O conviverci, quando c’è bisogno. La sua è una mentalità a tratti già da grande, e lo dimostrano anche i fatti: contro Musetti ha salvato quattro palle break su cinque e vinto due tie-break (nel primo annullando tre set point). Dando una spiegazione semplice alla sua impresa: "Prima della partita ho visto Khachanov giocare tre tie-break, e ho pensato che tutti hanno la possibilità di vincerne due. Quindi perché non anche io?". Fa sembrare le cose facili Zhou, come faceva il suo idolo. 

Modello

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Yi si ispira infatti a Roger Federer e al suo gioco sempre aggressivo e votato all’attacco, cercando di comandare il gioco e decidere lui le sorti della partita. Anche aiutato dal grande servizio che spesso gli permette di aprire il campo e prendersi dei rischi. A ciò aggiunge una buona padronanza a rete e la capacità di divertire anche il pubblico, guardando a chi ha fatto dell’eleganza il proprio pane quotidiano: "Anche Federer giocava aggressivo, e gli piaceva andare a rete con il suo tocco. È un mago, e mi piacerebbe giocare in quel modo. Anche se al momento l’unica cosa che abbiamo in comune è la fascia tra i capelli". Da questo punto di vista la guida di Sanguinetti, autore da giocatore di un tennis d’anticipo e aiutato da un grande servizio, si sta rivelando un importante tassello in più da aggiungere al gioco di Zhou. Che al terzo turno affronterà un ex campione del torneo, Hubert Hurkacz. Senza nessun timore reverenziale, come già dimostrato nella prestazione contro Musetti, e il sogno di restituire un futuro importante anche nel tennis maschile alla Cina. Come recita una famosa citazione della sua saga fantasy preferita, quella di Harry Potter: "È la qualità delle proprie convinzioni che determina il successo". E Yi Zhou, che sogna Federer e punta sempre al massimo, ha il giusto bilanciamento tra umiltà e consapevolezza per poter crescere ancora. E intanto godersi la vittoria e il successo in patria. Pur avendo scelto il meno popolare tra gli sport con racchetta in Cina.

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