Da Torino 2006 a Milano Cortina è cambiato, tutto tranne l'eterna Arianna Fontana
Con la vittoria della staffetta, l'azzurra è a una medaglia olimpica dal record di Mangiarotti. Atleta straordinaria, ma anche donna libera e consapevole: dopo anni di battaglie solitarie, ora ha vinto guidando una squadra che ha trovato la sua armonia
Carlo Azeglio Ciampi avrebbe di lì a qualche mese lasciato la presidenza della Repubblica a Giorgio Napolitano. Calciopoli sarebbe scoppiata a maggio e l’Italia del calcio avrebbe vinto il Mondiale. Il Festival di Sanremo, iniziato subito dopo le Olimpiadi, era pronto a incoronare Povia. Tutto è cambiato, noi siamo cambiati, Arianna ha sempre una medaglia al collo. Era una bimbetta con un caschetto d’oro a Torino 2006, è la colonna della spedizione (con la compagna Chiara Betti, classe 2002, che glielo ricorda: “Lei pattina da quando io non ero ancora nata”. “Grazie, eh”) a Milano Cortina 2026. Ma è anche una moglie (che ha difeso con tutta se stessa la scelta del marito coach americano Anthony Lobello) e una donna consapevole, che ha affrontato una lunga querelle con la Federazione, ha denunciato un ambiente tossico, denunciato alcuni compagni, ma ha saputo anche mettere un punto e andare oltre. Ed è bello che la sua prima medaglia a Milano Cortina arrivi proprio in staffetta mista dentro una squadra che sembra aver trovato una sua armonia.