Bledisloe Cup: agli All Blacks il primo round, Wallabies travolti 50-19
La Gazzetta dello Sport

Bledisloe Cup: agli All Blacks il primo round, Wallabies travolti 50-19

Sabato 10 ottobre 2026
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All’Eden Park di Auckland i neozelandesi vanno sotto, ma poi sommergono l’Australia con le sette mete di Lakai, Vaa’i, Roigard, Taylor, Carter, Moorby e Jordan. Fra una settimana si replica a Sydney

All’Eden Park di Auckland i neozelandesi vanno sotto, ma poi sommergono l’Australia con le sette mete di Lakai, Vaa’i, Roigard, Taylor, Carter, Moorby e Jordan. Fra una settimana si replica a Sydney

Roberto Parretta 10 ottobre - 19:02 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Va agli All Blacks il primo round di Bledisloe Cup. All’Eden Park di Auckland, dopo un primo tempo equilibrato nel gioco e nel punteggio (due mete per parte), con l’Australia a segno per prima, la Nuova Zelanda nella ripresa cambia marcia e con u parziale di 5 mete a una chiude con un larghissimo 50-19. Fra una settimana si replica a Sydney, con i Wallabies, che non riescono a riportare a casa la Bledisloe Cup dal 2003, chiamati a un’impresa quasi impossibile. E’ arrivata così la prima sconfitta della nuova gestione di Les Kiss (subentrato a Joe Schmidt), dopo l’incredibile vittoria per 42-38 di una settimana fa sul Sudafrica bicampione del mondo in carica.

presupposti

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Eppure, la partita era iniziata con bel altri presupposti e soprattutto con la bellissima meta di Tom Wright, a coronare uno splendido possesso dei trequarti. Che però l’avevano ribaltata con le mete di Peter Lakai (meraviglioso break e assist di Damian McKenzie) e Tupou Vaa’i (sfondamento da due metri sull’assist di Cam Roigard) e con le due trasformazioni e un piazzato di McKenzie, autore di una grande partita all’apertura (e di un complessivo 7/8 dalla piazzola). La meta di Harry Wilson (smarcato tutto solo davanti ai pali dopo lo splendido buco inventato da Ben Donaldson e le due trasformazioni di Ryan Lonergan avevano mandato le squadre al riposo sul +3 per gli All Blacks. Le due mete segnate però da Cam Roigard e Codie Taylor (due iniziative personali quasi identiche sui 5 metri) tra il 48’ e il 54’ hanno indirizzato il match. A separare le due squadre non sono stati soltanto i numeri del possesso e delle fasi statiche, ma soprattutto la capacità di sfruttare gli errori avversari. La Nuova Zelanda ha perso più palloni, ma ha concesso pochissimo sul piano disciplinare e trasformato le imprecisioni australiane in occasioni da meta. Fondamentali i calci tattici di Roigard e la capacità di Jordie Barrett e Peter Lakai di vincere i duelli aerei.

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settima

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Fra il 65’ e il 72’ sono poi arrivate anche quelle di Leroy Carter (liberato dall’offload da terra di Lakai) e Josh Moorby (liberato da Kyle Preston, subentrato a Roigard). Una bella maul conclusa con la meta di John Nasser a 5 minuti dalla fine l’unico segno di vita dei Wallabies nel secondo tempo, che si è chiuso invece con la settima meta neozelandese, su palla persa dagli australiani a metà campo e intercettata da Will Jordan, che con due calci l’ha spedita fino in area di meta per poi tuffarsi per primo a schiacciare.

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