Sucic, un gol che chiude il caso: "Inter, non parlo del mio minutaggio. E quando gioco sono felice"
La Gazzetta dello Sport

Sucic, un gol che chiude il caso: "Inter, non parlo del mio minutaggio. E quando gioco sono felice"

Sabato 10 ottobre 2026
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Il centrocampista ha sbloccato la gara contro il Parma e spento le voci dopo le parole arrivate dal ritiro della nazionale croata: "Avremo concesso un'occasione da gol, forse..."

Il centrocampista ha sbloccato la gara contro il Parma e spento le voci dopo le parole arrivate dal ritiro della nazionale croata: "Avremo concesso un'occasione da gol, forse..."

Francesco Pietrella Giornalista 10 ottobre - 22:29 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Quel sinistro sotto la traversa l’avranno visto anche al vecchio Maksimir, lo stadio dove ora siede sereno Zvonimir Boban, presidente della Dinamo Zagabria. Durante la sosta s’era domandato come mai uno come Petar Sucic, futuro della Croazia, giocasse così poco in nerazzurro, scatenando così cronisti locali, ma la risposta è arrivata subito. Chivu l’ha schierato dall’inizio e lui ha risposto presente, infilando il primo gol stagionale dopo un inizio tutt’altro che semplice. Fin qui, nelle altre due sfide giocate da titolare, non aveva brillato, ma stavolta s’è ripreso il suo posto sul palco in modo furbo, approfittando di un errore da matita rossa del Parma in costruzione.

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occasione

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L’infortunio di Jones gli ha aperto una porta grande così. Se l’inglese non si fosse fatto male in allenamento, probabilmente stasera sarebbe partito dall’inizio insieme a Calhanoglu e Mkhitaryan. Sucic veniva da quattro partite in nazionale, di cui tre dal 1' e Chivu aveva parlato di “gestione del minutaggio” per chi era sceso in campo più degli altri durante la sosta. Anche in vista della Champions. Oltretutto, col Parma ha tenuto a riposo Akanji, Zielinski, Bastoni, Barella e concesso una mezz’ora a Lautaro, partito dalla panchina. Sucic ha sfruttato l’occasione per pungere e mandare un messaggio all’allenatore, del tipo “eccomi, ci sono e faccio anche gol”. L’anno scorso ne ha infilati quattro in 50 partite: due in Serie A, uno in Champions e un altro in Coppa Italia. Sabato ha chiuso la sfida con 70 palloni toccati e 55 passaggi positivi, sempre al centro del gioco. L’unico neo è stata una palla persa nel finale che ha innescato il contropiede di Romero.

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Non esiste un "caso Sucic" infine. Durante la sosta, interpellato in zona mista riguardo le parole di Boban legate ai minuti giocati, aveva lasciato ai cronisti un “vedremo tra tre mesi”, inteso come “vedremo quanto avrò giocato da qui in futuro…”. Nessun malumore. Sucic ha un accordo fino al 2030 ed è considerato la mezzala del futuro. Solo fiducia in sé stesso, come ha ribadito a Dazn a fine partita: “Non voglio parlare dei rumor legati al minutaggio, l’importante è aver vinto. Il Parma avrà avuto un’occasione da gol, forse. Dobbiamo essere soddisfatti. È stata una bella partita e ne sono felice, lo sono sempre quando gioco…”. Fin qui ha collezionato 302’ in tutte le competizioni. Ce ne saranno altri.

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