Atalanta, coi gol Krstovic ridsegna le gerarchie in attacco
Con sette reti in campionato è il miglior marcatore della Dea. E nel 2026 ha segnato già 5 volte: soltanto Lautaro tiene il suo ritmo
Con sette reti in campionato è il miglior marcatore della Dea. E nel 2026 ha segnato già 5 volte: soltanto Lautaro tiene il suo ritmo
Matteo Brega Giornalista 11 febbraio - 10:38 - MILANOAdesso vien difficile chiamarlo riserva, alternativa o anche seconda scelta. Nikola Krstovicsta polverizzando le gerarchie con il suo lavoro. Ovvero, segnare e offrire la sua forza di volontà per il bene collettivo.
VIDEO: Krstovic-Palladino, che show: i due scatenano le risate dei giornalistiAffare rapido
—E così a metà febbraio, nel cuore di un mese che offre spunti su tre competizioni, ecco che l’Atalanta può farsi un plauso sincero ancora una volta. Perché Krstovic è l’ennesimo colpo di questa società e del ds Tony D’Amico. La cessione di Mateo Retegui della scorsa estate è stata infatti attutita rapidamente andando a prelevare l’attaccante montenegrino a Lecce. Un affare velocissimo, aperto e chiuso in pochissimo tempo. Un’altra dimostrazione di forza economica e di brillantezza intellettiva. L’estate prima, nel 2024, per coprire il buco creato dall’infortunio di Gianluca Scamacca, il club bergamasco e il ds D’Amico avevano risposto prontamente con l’arrivo di Retegui. Insomma, l’Atalanta si dimostra reattiva e sempre con la scelta giusta per quanto riguarda il centravanti. Così a metà febbraio la società scopre di avere due centravanti di prima fascia. Scamacca e Krstovic, con il montenegrino che nell’anno solare 2026 viaggia sulle stesse cifre di Lautaro Martinez per quanto riguarda i gol in campionato: 5.
Statistiche
—Ma non solo questo dato emerge dalla campagna stagionale di Krstovic. Perché i gol in campionato sono diventati 7con quello alla Cremonese di lunedì e lo porta a essere il miglior marcatore atalantino. Ma il montenegrino è primo anche per altre statistiche: è il principale assistman con 4, tira più di tutti ogni 90’ (6,8) e prende lo specchio più di ogni compagno (1,8 ogni 90’). La crescita di Krstovic è evidente anche per altre cose, non tangibili e non misurabili. All’inizio della stagione l’attaccante ha lavorato per calarsi nella nuova realtà. I suoi movimenti tardavano a essere fluidi nel sistema di gioco bergamasco. Ha impiegato un po’ a comprenderli, ma ora sta raccogliendo i frutti. A Lecce era abituato a essere quasi sempre l’unico terminale offensivo e a dover gestire la palla in maniera differente. In Salento non aveva a disposizione moltissimi palloni e di conseguenza era portato a cercare immediatamente la soluzione verso la porta. A Bergamo il mondo è totalmente differente. L’Atalanta conduce la partita nella maggior parte dei casi.
La crescita
—Contro le piccole la squadra di Raffaele Palladino ha il possesso palla dalla sua parte e non è necessario virare direttamente verso la porta. Bisogna dialogare nell’attesa dello spiraglio giusto. Però poi, come lunedì sera, deve emergere quell’istinto da centravanti d’area, quella capacità di sentire la porta che lo aiuta a risolvere situazioni sporche e non limpide. In questa trasformazione c’è la mano di Palladino che ha trovato in Nikola un ragazzo voglioso di imparare e di migliorarsi. Anche perché l’opportunità di giocare per una squadra che vive stabilmente in zona europea in campionato e che gli offre la vetrina della Champions non va sprecata. Krstovic non si pone limiti né come gol né come lavoro per la squadra. Tra gol e assist è arrivato a 11 in campionato e se allarghiamo l’orizzonte va sottolineato questo: è il primo giocatore nato negli anni 2000 a segnare almeno 25 reti e fornire almeno 10 assist (e lui è proprio 25+10) dal suo esordio in Serie A (2023-24). Un bel pensiero quello di Palladino: dover scegliere ogni volta tra lui e Scamacca, due centravanti diversi buoni per affrontare qualsiasi avversario. Dentro un febbraio così intenso, è un pensiero stupendo.
infortunati
—Tra oggi e domani si sceglierà quali accertamenti effettuare per verificare l’entità dell’infortunio di Charles De Ketelaere. Il belga si è fermato nel riscaldamento pre-Cremonese per un risentimento articolare al ginocchio destro. Per Gianluca Scamacca invece (la contusione all’anca gli ha fatto saltare l’ultima sfida) serve solo aspettare il riassorbimento.
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