De Laurentiis: "La A con l'imprenditore Malagò. Politici prenditori, capiscono poco di calcio"
Il presidente del Napoli: "Io credo che sia anche la stupidità a governare molto l'Italia, perché Giovanni non dovrebbe mai essere in discussione"
Il presidente del Napoli: "Io credo che sia anche la stupidità a governare molto l'Italia, perché Giovanni non dovrebbe mai essere in discussione"
Elisabetta Esposito Giornalista 12 ottobre (modifica alle 11:50) - ROMA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAurelio De Laurentiis arriva al Centro di preparazione olimpica Giulio Onesti per la cerimonia dei Collari d’Oro del Coni, dove il suo Napoli viene premiato per i 100 anni, con un sorriso generoso e anche una generosa voglia di parlare, come sempre senza filtri. Il meglio lo dà commentando il futuro di Giovanni Malagò. Gli chiedono se ci saranno cambiamenti in vista delle elezioni per il prossimo presidente Figc del 14 dicembre o se gli verrà confermata la fiducia. Lui non esita: “Io credo che è anche la stupidità a governare molto l'Italia, perché Malagò non dovrebbe mai essere in discussione. Lo abbiamo scelto cioè noi della Serie A, siamo società di capitali e abbiamo a che fare con un mondo vecchio dove ci sono dei personaggi che vengono eletti e che devono dire la loro per giustificare il loro ruolo. Malagò anche se ha i suoi anni va bene, è un imprenditore e io lo dico sempre: il mondo si divide in imprenditori e prenditori, i politici sono molto spesso dei prenditori e quelli che si sono mossi e che appartengono al mondo della politica probabilmente capiscono ben poco di calcio”. Quindi la Serie A accrediterà Malagò anche alle prossime elezioni? “Absolutely! Che domande sono? Non farlo sarebbe un passo indietro rovinoso, ma poi al posto suo chi mettereste?”. E sulle voci di attriti con alcuni presidenti di Serie A risponde secco: “Tutte cavolate”.
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—Alla cerimonia c’è anche lui, Giovanni Malagò. Gli riferiscono le parole di De Laurentiis, la battuta degli imprenditori e dei prenditori, lui ride: “Aurelio è un amico, è sempre un affettuoso sponsor, supporter, direi che a lui piace spesso diventare un ultrà. Ovviamente gli dico grazie. Se sarà ancora la Serie A a candidarmi? È giusto che siano loro a deciderlo, in settimana c’è l’assemblea dove saranno fatte queste valutazioni. Se me l’aspetto? Beh sì…” e scoppia a ridere.
champions e allegri
—Poi sul momento del Napoli che domani sarà impegnato in Champions contro il Villarreal: “Speriamo che le cose vadano bene. Loro sono stati battuti dal Real Madrid, però proprio per questo probabilmente avranno una reazione e poi giocano in casa, hanno uno stadio dalla loro parte e non è poco. Io però confido molto nei nostri ragazzi e non ho mai avuto dubbi sull'allenatore. Come avete visto io sono stato sempre silente, non ho fatto commenti né ho dato giudizi, perché che cosa vuoi giudicare, uno che ha vinto tanto… Finalmente poi si è rimesso a tre dietro, probabilmente quella è lo scherma che gli si addice di più, che gli dà più sicurezza. Senza il 4-3-3 abbbiamo già battuto una squadra con la S maiuscola come il Frosinone”.
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