Marco Simone, il tuttofare del Monaco United donne: 254 gol e un sogno chiamato Louis II
Fondatore, presidente, tecnico, addetto alle pulizie... A Montecarlo l’ex Milan ha creato una squadra femminile, trascinandola alla promozione. E ha già battuto il Monaco del principe Alberto
Fondatore, presidente, tecnico, addetto alle pulizie... A Montecarlo l’ex Milan ha creato una squadra femminile, trascinandola alla promozione. E ha già battuto il Monaco del principe Alberto
Alessandro Grandesso 28 ottobre - 12:39 - MILANO Italiano Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleFondatore, presidente, allenatore e anche addetto alle pulizie, se serve. È il ruolo multiplo di Marco Simone. L’ex punta del Milan, ma anche di Psg e Monaco, da più di un anno ormai è al timone dell’altra squadra di calcio femminile di Montecarlo. Il Monaco United Football Club è stato ideato e concretizzato dall’ex rossonero, con il solito entusiasmo che ha trasmesso alle sue giocatrici dalla scrivania a bordocampo, e a volte inventandosi pure come tuttofare per pulire gli spogliatoi. Ripagato dalle sue ragazze con una promozione da 254 reti, partendo dalla divisione più bassa. E quest’anno vincendo già il primo derby contro il Monaco del Principe.
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—E forse non poteva essere altrimenti per una rosa allenata da un ex attaccante, ma non alle prime armi da tecnico. Simone infatti ha già avuto esperienze nel Monaco, ma anche a Laval, Tours, allo Chateauroux, poi in Svizzera in Maghreb e in Thailandia. Sempre però tutto al maschile. Un paio di anni fa, invece, è cominciata la riflessione di investire nel calcio femminile ed è nata l’idea del Monaco United, sostenuta dal fondo Racing City Group, holding gestita dall’italo-australiano Morris Pagniello e dal qatarino Nasser Al Tamini. Un fondo già molto attivo nel calcio, controllando il Messina e il Racing Catania in Italia, il Rayo Vallecano il Racing Madrid e altri tre club in Spagna, passando per un’altra decina di squadre tra America e Australia.
FILOSOFIA
—Il Monaco United però ha in Simone la figura centrale e polivalente, come descritto in un lungo reportage di France Football che lo definisce non solo presidente, allenatore, ma anche scout, addetto commerciale e "intendente", aggiunge il diretto interessato che non si tira indietro se c’è da pulire lo spogliatoio: "E mi diverto come un matto", precisa. L’ex rossonero, un tempo corteggiato dalla sezione femminile del Psg, in campo chiede possesso palla, blocco alto e gioco d’attacco. E se il portiere spazza via il pallone senza valutare alternative, rischia il cambio diretto. Anche se è capitato che l’estremo difensore poi segnasse in una gara finita 27-0, a Lambesc, a gennaio. A testimonianza del fatto che le ragazze di Simone, che magari arrivano direttamente dal lavoro prima degli allenamenti e delle partite barcamenandosi con le baby-sitter, hanno recepito la filosofia del loro tecnico.
AMBIZIONI
—L’anno scorso, il Monaco United ha segnato almeno 10 gol in undici partite, di cui quattro con più di 20 reti. E così si è arrivati alla cifra spettacolare di 254 gol complessivi a fine stagione, con 14 successi su 14 in campionato, chiuso con 178 reti realizzate e solo 4 incassate. Promosso in divisione regionale, lo scorso mese c’è stato il primo derby con il Monaco affiliato al club di proprietà del russo Rybolovlev e del Principe Alberto II. Il Monaco United di Simone si è imposto per 3-1. Un successo che alimenta l’ambizione dell'ex attaccante di salire in prima divisione entro quattro anni, e giocare al Louis II dove un tempo era lui il protagonista a suon di gol.
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