Perché Spalletti e Pisacane hanno litigato: cos'è successo e i retroscena
La Gazzetta dello Sport

Perché Spalletti e Pisacane hanno litigato: cos'è successo e i retroscena

Lunedì 12 ottobre 2026
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I due allenatori sono arrivati allo scontro fisico e verbale nel post gara dell'Unipol Domus, venendo poi espulsi da Marcenaro. Ma dietro la rabbia c'erano anche i precedenti dell'ultima partita in Sardegna

I due allenatori sono arrivati allo scontro fisico e verbale nel post gara dell'Unipol Domus, venendo poi espulsi da Marcenaro. Ma dietro la rabbia c'erano anche i precedenti dell'ultima partita in Sardegna

Giovanni Albanese Giornalista 12 ottobre - 12:43 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Alla fine dei conti anche Spalletti è cascato nella trappola di Pisacane. Per il Cagliari, l’ha spiegato chiaramente il tecnico dei sardi a fine partita, l’esplosione di rabbia del collega bianconero è solo motivo di soddisfazione. Spalletti è finito esattamente dentro a quella rete in cui sperava non finissero i suoi calciatori: li aveva avvisati in avvicinamento al match, da saggio e conoscitore della Serie A da vecchia data. Uno su tutti, da evitare, era l’addetto solito a buttar giù l’esca: ovvero Mina. Il difensore già lo scorso anno si era caricato sulle spalle il peso dell’antipatico della compagnia di serata: lo è stato anche quest’anno, molto. E nessuno della Juve è riuscito a tenergli testa. Al punto che Spalletti, evidentemente consapevole della debolezza dei suoi, all’intervallo ha atteso l’avversario per dirgliene quattro: come farebbe uno zio o un papà per proteggere alle prime uscite nipoti o figli in difficoltà sul piano emotivo, impauriti e impreparati a reagire a un mondo meno confettato, più duro, specie in provincia. Spalletti sapeva ancora prima di andare a Cagliari che non avrebbe trovato un’accoglienza con rose e fiori. Ma le squadre forti non si fermano davanti a quegli ostacoli lì, di fortuna per quanto fastidiosi. Il punto vero della rabbia di Cagliari forse è questo. Ma riavvolgiamo il nastro e andiamo con ordine per comprendere fino in fondo la reazione del tecnico bianconero a fine gara, che gli è costata il rosso.

VIDEO: "Ti do uno schiaffo": Spalletti-Pisacane rissa sfiorata, l'arbitro li espelle. Il VIDEO

precedenti

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Bisogna tornare al 17 gennaio scorso, alle radici. Nella bolgia dell’Unipol Domus, con il sostegno dei propri tifosi, il Cagliari viene trascinato al successo contro una Juve che aveva sbagliato di tutto in zona porta. La squadra di Pisacane aveva festeggiato con l’unico episodio a proprio favore, poi difeso il vantaggio con le unghie e una serie di furbizie di mestiere: quelle cose che in campo si fanno, ma non si ammettono, robe di calcio. Dopo tre settimane di sosta e la necessità di ripartire forte, ma anche di razionalizzare le assenze che costringono il tecnico a far quadrare i conti per garantire gli equilibri in campionato e nelle coppe, Spalletti ha preparato il match dando ai suoi indicazioni precise su cosa fare (tatticamente, con Nico Gonzalez chiave d’attacco per sorprendere alle spalle di Kolo Muani) e cosa non fare (sul piano della gestione). Il riferimento dell’idea dell’allenatore già nella conferenza stampa della vigilia: “Pisacane e Giulini meritano tutto quello che hanno conquistato nell’ultimo periodo, ma non la vittoria dell’anno scorso”. Un osservato speciale su tutti, da evitare nel corso della serata di Cagliari: Mina, il provocatore. Colui che con il suo modo di fare riesce a innervosire spesso l’avversario di turno, al punto da azzerare le differenze tecniche nel duello. Pronti, via: tutto quanto da evitare, si è riproposto da metà primo tempo, con il Cagliari in vantaggio e la Juve a inseguire e più esposta alle provocazioni. 

la gara

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Spalletti ha notato le provocazioni di Mina nei confronti di McKennie, deriso mentre tentava di recuperare un pallone (nessuna reazione dell’americano, ma dei compagni sì) e ancora di Douglas Luiz e Sarr, il primo spintonato di mestiere e il secondo destinatario di una vistosa esultanza in faccia per una rimessa laterale conquistata su un rimpallo. Cose di campo che, però, l’allenatore della Juve ha subito segnalato al quarto uomo. Fino all’intervallo, quando Spalletti ha atteso il difensore all’ingresso degli spogliatoi per fare la voce grossa a protezione della sua squadra. “Su qualche atteggiamento dovremmo essere più tutelati”, ha detto Spalletti a fine gara. Mentre il difensore ha replicato di non essere “poco sportivo. Faccio il mio calcio, gli ho detto ti voglio bene mister”. L’allenatore a inizio ripresa ha fatto anche marcia indietro sul proprio piano gara. Nonostante alcuni nazionali fossero rientrati pochi giorni prima alla Continassa, ha voluto mettere tutti dentro: zero turnover, almeno nei primi 45 minuti, nel tentativo di responsabilizzare tuttu all’impegno ostico. All’intervallo, però, ha tenuto fuori McKennie e Conceiçao e si è affidato all’imprevedibilità di Alajbegovic e Zhegrova (quest’ultimo riuscirà a risvegliare la manovra). Nel secondo tempo la Juve ha provato a rimettere in equilibrio la partita, riuscendo solo in parte considerato che, nel finale, avrebbe anche potuto vincere. I limiti mostrati lì davanti, però, restano uno dei temi scottanti a prescindere dai diversi contesti. A maggior ragione in una partita in cui l’avversario ha provato in tutti i modi a spezzare quel poco di ritmo che, a fatica, la squadra di Spalletti ha tentato di dare al suo gioco.

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RABBIA

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Da qui, l’esplosione di rabbia nel finale, dentro a quella immagine in cui, consuetamente, i due allenatori si salutano e danno la fine alle ostilità. Invece Spalletti, evidentemente carico di tensione, è andato oltre e da quella solita stretta di mano si è passati a ben altro. Come emerge, in effetti, anche dalla ricostruzione dei labiali e dalle immagini, che mostrano quando i due allenatori sono arrivati al contatto fisico. Oltre alla mano, infatti, Pisacane tocca il braccio di Spalletti, gesto che ha fatto esplodere il tecnico juventino: "Cosa fai?". La risposta: "No, tu cosa fai". E Spalletti: " Ti do uno schiaffo". Prima dell'intervento del vice di Pisacane ad allontanarli per evitare degenerasse ulteriormente. A quel punto, l’arbitro, a pochi metri, ha estratto il cartellino rosso a tutti e due. Spalletti nel post gara ha tentato di riportare l’episodio a cose che restano in campo, ma sottolineando il tema centrale: le perdite di tempo dei sardi durante la gara. “Ho detto che son bravi, giocano bene e che sanno anche perdere tempo - le sue parole nel post partita -. E lui mi ha detto ‘che vuol dire che perdere tempo, quale tempo?’. Poi ci hanno portati via, ma tutto normale”. Pisacane ha rincarato la dose a favore della sua squadra: "Poteva finire tutto con un abbraccio, dispiace... Penso che già ieri Spalletti abbia dato la sensazione di essere preoccupato e questo ci rende giustizia. Anche quello che si è visto a fine primo tempo (tensione tra Spalletti e Jerry Mina, ndr) non è piacevole. Se alla sesta giornata la Juve si preoccupa che non può vincere a Cagliari, questo ci deve rendere orgogliosi".

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