Perché il tuo potenziale nascosto passa per ciò che rifiuti di vedere
Facciamo luce sulle ombre: l’esortazione del prof. Aldo Grauso. Scopriamo come trasformare i sabotatori interni in alleati d'acciaio
Facciamo luce sulle ombre: l’esortazione del prof. Aldo Grauso. Scopriamo come trasformare i sabotatori interni in alleati d'acciaio
Daniela Cursi Masella 11 febbraio - 11:47 - MILANOLa vera performance si raggiunge al 100% solo integrando il proprio "lato ombra”. È quanto sostiene la psicologia analitica e, in particolare, il prof. Aldo Grauso, docente di psicologia sociale presso IUL, direttore Master “I nuovi ausiliari del Giudice nel diritto di famiglia” presso Unicusano, advisory board della LND - FIGC e coordinatore del tavolo tecnico sul bullismo promosso da Roma Capitale in sinergia con il MIM.
Potenziale nascosto: il peso dell'invisibile
—Non è la forza di volontà a mancare, ma il coraggio di guardare nel buio. “Nello sport come nella quotidianità - sostiene l’esperto - la performance si raggiunge al 100% solo integrando il proprio "lato ombra". Il concetto di ombra, introdotto da Carl Gustav Jung, rappresenta l’insieme di quei tratti, desideri e impulsi che consideriamo inaccettabili e che releghiamo nell’inconscio: rabbia, invidia, egoismo, ma anche talenti inespressi per paura del giudizio. Siamo abituati a pensare che per eccellere si debba essere "solari", positivi e focalizzati. Ma la realtà è diversa: più cerchiamo di reprimere il nostro lato oscuro, più questo consuma energia psichica, manifestandosi sotto forma di ansia da prestazione, burnout o auto-sabotaggio”.
VIDEO: Fare attività fisica regolarmente è cruciale per la nostra salutenello sport: la differenza tra un atleta e un campione
—Perché un atleta tecnicamente perfetto crolla nei momenti decisivi? “Spesso - ribadisce Aldo Grauso - la risposta risiede nel rapporto con la propria ombra. Si può trattare di ombra che frena e, in questo caso, il timore di essere "cattivi" o troppo competitivi può inibire l'istinto agonistico. Ma può essere anche ombra che esplode. Una condizione in cui la rabbia non riconosciuta può trasformarsi in un fallo di reazione o in una perdita di lucidità tattica”. Secondo l’esperto, affrontare l'ombra significa accettare che la brama di vittoria, l'aggressività, e persino la paura della sconfitta, siano un vero e proprio carburante. “Un atleta che "integra" la propria ombra non ne è più schiavo. La usa come una riserva di energia primordiale, trasformando la tensione in una concentrazione feroce”. Aldo Grauso sostiene che, per rendere al 100%, occorre percorrere tre step che generano un cambio di paradigma:
- Riconoscimento (senza giudizio) - Identifica quei sentimenti che tendi a nascondere. Ti senti invidioso del tuo compagno di squadra? Provi un piacere segreto nel vedere l'avversario sbagliare? Ammetterlo è il primo passo per disinnescare il potere distruttivo di questi pensieri.
- Dialogo con l’oscurità - Chiediti cosa vuole dirti quella parte di te. Spesso, dietro una rabbia distruttiva si cela un bisogno di riconoscimento o una ferita legata all'autostima che attende di essere curata.
- Integrazione strategica - Trasforma l'emozione "negativa" in azione costruttiva. L'aggressività può diventare determinazione nel recupero palla; l'insicurezza può trasformarsi in un'analisi meticolosa dei dettagli tecnici.
la totalità batte la perfezione
—Rendere al 100% non significa essere perfetti, ma essere interi. “Chi accetta il proprio lato ombra - sottolinea lo psicologo - smette di sprecare energie nel tentativo di nascondersi a se stesso.La libertà che ne deriva si traduce in una fluidità d’azione, il cosiddetto “Flow”, dove corpo e mente smettono di negoziare e iniziano finalmente a collaborare. Che tu sia sul campo di gara o dietro una scrivania, il segreto del successo non è eliminare i tuoi demoni, ma insegnargli a marciare al tuo fianco”. Ecco un esercizio pratico, “L’alchimia dell’ombra” che Aldo Grauso suggerisce con l’obiettivo di trasformare un sabotatore interno (ansia, invidia, rabbia) in un comando operativo:
- Fase 1 - Identificazione del “Sabotatore”. Siediti in un posto tranquillo e pensa a una situazione recente in cui non hai reso al 100% (una gara, una presentazione, un colloquio). Individua l'emozione ombra: quale sentimento hai cercato di scacciare? (Esempio: "Sentivo una paura paralizzante di fallire e mi vergognavo di provarla”). Dagli una forma. Se quell'emozione fosse un personaggio o un animale, che aspetto avrebbe? (Esempio: un lupo ringhioso o un bambino tremante). Questo serve a distanziarti dall'emozione e vederla come un "dato" da analizzare, non come la tua identità.
- Fase 2 -Il dialogo strategico. Invece di combattere il personaggio, fagli due domande specifiche e scrivi le risposte: "Da cosa mi stai proteggendo?”. L’Ombra, infatti, ha sempre un intento protettivo. L'ansia, ad esempio, protegge il tuo ego dal dolore di un eventuale rifiuto. Seconda domanda: “Quale risorsa stai tenendo in ostaggio?”. Dietro l'ansia c'è spesso un'enorme energia e attenzione ai dettagli; dietro la rabbia c'è la capacità di porre confini e farsi valere.
- Fase 3 - L'integrazione (l’ancoraggio). Ora dai al tuo "lato ombra" un compito specifico. Invece di dirgli "sparisci", digli "lavora per me”. Se l'ombra è l'ansia: "Accetto la tua vigilanza. Usa questa iper-attenzione non per spaventarmi, ma per farmi controllare ogni dettaglio della mia preparazione. Sei la mia 'sentinella' della precisione”. Se l'ombra è l'invidia: "Accetto la tua fame. Usala per mostrarmi esattamente cosa voglio ottenere e trasformala in carburante per i miei allenamenti extra”.
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