È l'anno di Zverev, re a sorpresa: a fine stagione il trono sarà suo
Alcaraz esce nel torneo di Shanghai. Ora Sascha ha la certezza aritmetica di chiudere il 2026 in testa al ranking
Alcaraz esce nel torneo di Shanghai. Ora Sascha ha la certezza aritmetica di chiudere il 2026 in testa al ranking
Federica Cocchi Giornalista 13 ottobre - 12:36 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAdesso nulla e nessuno possono privare Sascha Zverev di sollevare la palla di cristallo del numero 1 di fine stagione a Torino. L’ipotesi che Alcaraz potesse privarglielo era già altamente remota: avrebbe dovuto vincere ogni torneo, aggiungendone anche altri fuori programma per provare a superare il tedesco, ma l’uscita di scena dello spagnolo a Shanghai, cancella anche la chance più infinitesimale. Sascha Zverev, a quasi 29 anni e mezzo è già sicuro di chiudere il 2026 da numero 1 al mondo, benché al momento sia ancora Sinner seduto comodo sul trono del tennis. Un trono che comincia a traballare, da cui cadrà inevitabilmente prima dell’appuntamento con le Finals. L’altoatesino, com’è noto, ha cancellato il resto della sua stagione per curare il ginocchio dolorante per la sindrome della bandelletta ileo-tibiale, e probabilmente il 2 novembre il tedesco potrà sorpassarlo con la certezza di non avere più rivali per il numero 1.
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—Un traguardo rincorso e sempre sfuggito. Storie che si ripetono: lo struzzo Beep Beep e Willy il Coyote, Lupin e l’ispettore Zenigata, una storia di inseguimenti infiniti ma, al contrario di Zverev, mai andati a buon fine. Sascha, a cui il tennis sta dando oggi tutte le gioie che gli aveva negato in anni sul circuito, tornerà in campo anche oggi, intorno a mezzogiorno per cercare i quarti di finale del torneo di Shanghai e magari provare a vincerlo, allungando la striscia di Masters 1000 a quota otto. I maligni diranno che solo l’assenza di Alcaraz prima e di Sinner poi hanno permesso a Sascha di conquistare due Slam in una stagione e chiudere da numero 1 il 2026, ma lui preferisce non ascoltare e darsi una pacca sulla spalla, meritata: "È stata una stagione fantastica per me, con le vittorie di Parigi e New York, e sapere che chiuderò l’anno in cima alla classifica è un sogno che si avvera - ha dichiarato -. Ho lavorato e mi sono impegnato tantissimo per raggiungere questo obiettivo, soprattutto dopo il recupero dall’infortunio alla caviglia. Non vedo l’ora di concludere la stagione in grande stile". Magari centrando per la terza volta il titolo delle Atp Finals dopo quelle del 2018 a Londra e del 2021 a Torino.
due anni
—Nel 2024, Zverev ha concluso l’anno per la prima volta al secondo posto della classifica mondiale. Due anni dopo, termina la stagione come numero 1 al mondo alla soglia dei 30 anni, primo tedesco a riuscirci, nonché il giocatore più anziano a raggiungere questo traguardo per la prima volta. Al momento della pubblicazione della classifica di fine anno, infatti, (23 novembre 2026), Sascha avrà 29 anni e 217 giorni, tre giorni in più rispetto a quando Andre Agassi la conquistò nel 1999 (29 anni e 214 giorni) e 20 giorni in più rispetto a quando Andy Murray la conquistò nel 2016 (29 anni e 197 giorni): «Chiudere l’anno al primo posto per la prima volta a 29 anni dimostra la sua grinta e la sua determinazione a continuare a migliorare», ha commentato Andrea Gaudenzi, Ceo Atp. Zverev, allenato da sempre dal padre Alexander Sr. e ora anche dal fratello Misha, ex Top 30, è stato letteralmente rimesso in piedi da Dalibor Sirola, ex preparatore di Sinner ai tempi della Piatti Academy e ora nel box di Novak Djokovic. Un infortunio ben più grave, la rottura di sette legamenti, rispetto a quello di Jannik Sinner: "Il mio stop del 2022 è stato diverso da quello di Sinner. Il mio infortunio è stato una cosa improvvisa: mi sono rotto sette legamenti e due ossa della caviglia destra - ha raccontato a Sky da Shanghai -. Sapevo perfettamente come muovermi per guarire. Ho avuto bisogno di sette mesi per tornare in campo, che comunque non è stato molto, e poi un anno per ritrovare il mio tennis. Non penso che Jannik avrà bisogno di così tanto tempo, perché per fortuna non ha nulla di rotto".
L’amico Sinner
—Il consiglio che dà all’amico e rivale, però è di prendersela con calma: "Penso che sia giusto che lui voglia prendersi il proprio tempo. Con le infiammazioni è importante curarle in modo che poi guariscano una volta per tutte. Questi infortuni tendono a ripresentarsi se non vengono curati nel modo giusto". Non significa, però, che al tedesco faccia piacere non avere sulla propria strada il più forte: "So che molte persone pensano che sia un bene per me che Jannik non sia nel circuito - ha commentato -. Non sono quel tipo di persona: mi piace competere con i migliori al mondo e anche se Sinner mi ha sconfitto molte volte quest’anno, io vorrei che fosse nel circuito insieme a me. Spero che possa tornare presto perché è uno tra i tennisti più forti del mondo e merita di esserci".
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