Antonelli meglio di Vettel? Ecco dove e quando può vincere il Mondiale
La Gazzetta dello Sport

Antonelli meglio di Vettel? Ecco dove e quando può vincere il Mondiale

Martedì 13 ottobre 2026
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Kimi può diventare il più giovane iridato di sempre, battendo il record del tedesco, campione del mondo a 23 anni e 134 giorni. Il 25 ottobre a Austin la prima occasione

Kimi può diventare il più giovane iridato di sempre, battendo il record del tedesco, campione del mondo a 23 anni e 134 giorni. Il 25 ottobre a Austin la prima occasione

Dal nostro inviato  Giulia Toninelli 13 ottobre - 12:13 - SINGAPORE Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Si prepara a prendere posto alla cena dei re. Un po’ timido, quasi facesse ancora fatica a capire che cosa gli sta succedendo intorno, Kimi Antonelli si appresta a sedersi al tavolo dei campioni del mondo della Formula 1, pronto a occupare una sedia finora riservata a Sebastian Vettel, quella del più giovane iridato della storia del suo sport. 

VIDEO: GP Singapore, gli highlights della gara: questa giocata di Antonelli può decidere il Mondiale?

Sogno

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Perché ora inizia davvero a pensarci anche lui, lo scaramantico bolognese che fino a pochi giorni fa ripeteva come un mantra la frase: "Penso gara per gara, perché tutto può ancora cambiare". E anche se la certezza matematica ancora non c’è, pensare che le cose possano prendere un’altra direzione, in questo Mondiale che ormai da molti mesi porta il suo nome, è pressoché impossibile. Soprattutto dopo il terzo posto conquistato a Singapore che, contro il nono del compagno di squadra e primo avversario George Russell, lo ha portato a veder crescere ulteriormente il proprio vantaggio in classifica con 102 lunghezze di distacco dal britannico della Mercedes e 111 punti dal ferrarista Lewis Hamilton. Con un tale tesoretto, accumulato nel corso di diciassette weekend di gara già andati in archivio di cui solo tre non hanno visto Antonelli salire sul podio, l’italiano potrà giocarsi il primo match point stagionale già ad Austin il prossimo 25 ottobre, dove la F.1 tornerà in pista dopo una settimana di stop. "Mi godrò questi giorni per riposare - ha ammesso al termine di una domenica particolarmente provante dal punto di vista fisico a Singapore - perché queste ultime tre gare sono state intense e le prossime potrebbero esserlo ancora di più". Dopo la tripletta appena conclusa, che da Baku ha portato il paddock direttamente a Sepang e poi a Singapore, si concederà infatti appena una settimana di riposo per poi tornare con altre gare consecutive, che inizieranno a Austin per poi spostarsi a Città del Messico e infine a Interlagos, in Brasile. 

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Combinazioni

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La prima possibilità di vittoria iridata arriverà già ad Austin, che sarà però anche la tappa più improbabile per il raggiungimento aritmetico del grande obiettivo: Kimi dovrebbe infatti guadagnare altri 23 punti su Russell, possibili solo in caso di vittoria dell’italiano e di un nono posto o meno per il britannico. La Mercedes dovrebbe così tornare al successo dopo due fine settimana non semplici, nei quali Kimi si è occupato di comprendere al meglio la finestra di utilizzo del nuovo pacchetto di aggiornamenti della sua vettura, un’attività fondamentale in ottica 2027 che la squadra continuerà a portare avanti anche in America. Nel caso in cui Antonelli non dovesse riuscire a vincere ad Austin, il match point si sposterà a Città del Messico, dove la F.1 correrà l’1 novembre. Su un tracciato che dovrebbe mettere in evidenza l’efficienza della power unit Mercedes, a Kimi basterebbero 100 punti di vantaggio sugli avversari per celebrare il successo iridato in Messico, come fatto per due anni consecutivi (nel 2017 e nel 2018) dal suo mentore Lewis Hamilton, anche lui trionfatore con Mercedes. Se però anche all’Autodromo Hermanos Rodríguez, Antonelli non raggiungerà i punti di distacco necessari a laurearsi matematicamente campione, la festa sarà rimandata in Brasile, sul circuito di Interlagos dove Kimi lo scorso anno ha ottenuto il suo miglior risultato stagionale in seconda posizione. Una pista che il ventenne ama tantissimo e a cui è profondamente legato per la vicinanza con il suo idolo Ayrton Senna. Vincere il Mondiale nella terra del campione brasiliano per il pilota della Mercedes sarebbe un’ennesima romantica consacrazione, a ripercorrere la storia dei grandi, intrapresa a Interlagos anche dallo stesso Hamilton, che nel 2008 vinse lì il suo primo titolo, come Kimi al suo secondo anno nella massima serie. Che si tratti dunque di Austin, Messico o Brasile poco importa: «Perché io cercherò semplicemente di dare il meglio e provare a chiudere i giochi il prima possibile» ha detto Antonelli, che con la maturità di un veterano ha gestito le imprese più impensabili di questo campionato, ma che adesso più che mai è pronto a sedersi tra i grandi per capire davvero — a giochi conclusi — che cosa è successo. E chi sta per diventare.

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