Scontro con CR7, la Juve non molla: ricorso in Cassazione sul caso degli stipendi non pagati
Il lodo arbitrale del 2024 aveva deliberato a maggioranza di riconoscere al portoghese 9,8 milioni di ingaggi non pagati (la metà del dovuto) e a gennaio il Tribunale di Torino aveva confermato la decisione. Ora i bianconeri si appellano al terzo grado di giudizio
Il lodo arbitrale del 2024 aveva deliberato a maggioranza di riconoscere al portoghese 9,8 milioni di ingaggi non pagati (la metà del dovuto) e a gennaio il Tribunale di Torino aveva confermato la decisione. Ora i bianconeri si appellano al terzo grado di giudizio
13 ottobre - 12:05 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleNon è ancora conclusa la vicenda giudiziaria tra la Juventus e Cristiano Ronaldo, che si trascina ormai dal 2021, quando il portoghese aveva lasciato Torino per tornare al Manchester United. Una situazione che affonda le sue radici ai tempi del Covid, nella famosa "manovra stipendi", e che ha già visto due sentenze favorevoli a CR7: il lodo arbitrale dell'aprile 2024, che decise a maggioranza di riconoscere al calciatore 9,8 milioni più interessi e rivalutazione (corrispondente alla metà della richiesta, pari a circa 19,6 milioni) e la sentenza di conferma del giudice del lavoro di Torino, Gian Luca Robaldo. Adesso la società bianconera ha annunciato di aver proposto ricorso per Cassazione e di essere in attesa della fissazione dell'udienza.
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—Come detto, la vicenda risale ai mesi del Covid, quando la Juventus raggiunse un accordo con i calciatori per la presunta rinuncia fittizia di alcuni stipendi mensili per fare fronte alla pandemia. Con l'ex Real Madrid i dirigenti juventini pattuirono nel 2021 attraverso un documento, la famosa "carta Ronaldo" - citata nell'inchiesta torinese che ha coinvolto i vertici del club bianconero e che ha portato alle dimissioni del presidente Andrea Agnelli e del vecchio Cda - il pagamento posticipato di 19,5 milioni di euro come debito residuo dell'ingaggio lordo del giocatore. Questa somma, però, non sarebbe mai stata iscritta a bilancio e dalle intercettazioni legate all'inchiesta Prisma era emerso che l'accordo scritto "teoricamente non deve esistere", frase detta dal capo dell'ufficio legale bianconero Cesare Gabasio in un colloquio con l'allora d.s. Federico Cherubini. E, soprattutto, non era mai stata corrisposta perché in estate il portoghese era stato ceduto al Manchester United.
la vicenda legale tra cristiano ronaldo e la juve
—Recuperata la "carta" il 23 marzo 2022 durante una perquisizione nello studio torinese dell'avvocato Federico Restano, Cristiano Ronaldo aveva citato il club bianconero nel settembre del 2023, ma, poiché sul documento non era presente la sua firma, le parti in causa avevano concordato per un arbitrato. Pochi mesi più tardi, il 17 aprile 2024, il Collegio arbitrale (formato da Gianroberto Villa, Leonardo Cantamessa e Roberto Sacchi) aveva determinato "a maggioranza" di riconoscere al portoghese la metà della somma dovuta (9,8 milioni anziché 19,6) escludendo la volontà della Juve di ingannare il giocatore, ma, soprattutto, sottolineando che il calciatore non aveva mai richiesto la somma al momento dell'addio all'Italia. A questa decisione si era opposta la Juventus, cui però il Tribunale di Torino ha dato torto nel gennaio scorso. "La decisione si è limitata a un controllo sulla sussistenza dei vizi formali del lodo denunziati nell'atto di impugnazione, e non è una decisione nel merito della vicenda - spiega adesso il club bianconero nella relazione del proprio bilancio 2025-26 -. Essa, come tale, non comporta una modifica delle conclusioni raggiunte dal lodo. In ogni caso, gli effetti economico-finanziari derivanti dal lodo risultano già riflessi nei conti della Società sin dall’esercizio 2023/2024 e non sono quindi attesi impatti negativi sul bilancio corrente e neppure su quelli futuri. Avverso detta sentenza, Juventus ha proposto ricorso per Cassazione, regolarmente notificato in data 27 marzo 2026 e si è in attesa della fissazione dell'udienza".
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