Gioca nella Roma, tifa Real e ha un ristorante frequentato dai calciatori blancos: il "derby" di Hermoso
La Gazzetta dello Sport

Gioca nella Roma, tifa Real e ha un ristorante frequentato dai calciatori blancos: il "derby" di Hermoso

Martedì 13 ottobre 2026
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Tonno, grasso di wagyu e caviale: è il piatto più esclusivo di Tora, il locale di proprietà del difensore giallorosso che ci ha investito soldi, passione e cuore. Si trova nel quartiere Salamanca, il più chic di Madrid

Tonno, grasso di wagyu e caviale: è il piatto più esclusivo di Tora, il locale di proprietà del difensore giallorosso che ci ha investito soldi, passione e cuore. Si trova nel quartiere Salamanca, il più chic di Madrid

Dal nostro corrispondente  Filippo Maria Ricci 13 ottobre (modifica alle 13:30) - MADRID (SPAGNA) English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Domani sera all’Olimpico oltre ai 3 punti i giocatori di Roma e Real Madrid potrebbero giocarsi una cena da Tora, il ristorante giapponese di Mario Hermoso nella capitale spagnola. Alcuni madridisti l’hanno provato, altri magari lo faranno. E Mario nel locale di Calle Padilla, pieno barrio Salamanca, il quartiere più chic di Madrid, non ha investito solo il dinero, ci ha messo il cuore. 

CHICO DE BARRIO

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Mario Hermoso è un madrileno doc: nato nel Barrio de la Concepción, periferia orientale di Madrid, dove i genitori lavoravano, dove vivevano i nonni e dove ha iniziato a giocare prima di passare al Madrid quando aveva 11 anni, il difensore della Roma è sempre rimasto legatissimo alla sua città. Col Madrid ha debuttato con Jose Mourinho nel 2012, poi ha giocato nel Castilla (16-17) ed è tornato in città per vestire per 5 anni la maglia dell’Atletico, che intanto aveva costruito il suo Metropolitano non lontano da dove il piccolo Mario è cresciuto. 

AL BANCONE

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Col tempo il difensore, oggi 31enne, ha sviluppato una sincera passione per la cucina, e così è stato quasi naturale investire in un settore, quello che in Spagna di chiama ‘hosteleria’, che a Madrid è di enorme diffusione. Mario ha incontrato lo chef José Osuna e nel 2022 hanno aperto Tora, che in giapponese significa tigre. È un locale ‘omakase’, che letteralmente significa ‘la scelta dello chef’, intimo, elegante e sofisticato dove si mangia al tavolo ma preferibilmente alla ‘barra’, ovvero al bancone circondando gli artisti del taglio che preparano i piatti. Da Tora consigliano il menù fisso: 10 momenti a pranzo (49 euro), 17 a cena (125 euro). Il tutto per pochi clienti e con l’immediato riconoscimento della Michelin che da 4 anni ha inserito il Tora tra le sue raccomandazioni. 

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PARTECIPE

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Mario non è il tipico calciatore che investe e spera di vedere crescere il suo capitale. Il difensore della Roma segue il progetto Tora da vicino e partecipa ad ogni decisione. Il settorie alimentare gli piace e Hermoso ha una partecipazione anche in una società che gestisce hamburgeserie, e ha provato con un locale di ‘specialty coffee’. Ma il Tora è la sua vera passione, è un progetto che lo lega a filo doppio alla città che ha abbandonato un anno per andare a Valladolid e altri due per andare a Barcellona con l’Espanyol, e di nuovo da due anni per venire a Roma ma che resta sempre nel suo cuore. Il ragazzino che sul campo della ‘Conce’ giocava all’ala sinistra, colpiva bene di testa e aveva un carattere forte e a volte spigoloso ha Madrid nel cuore. Crescendo ha scoperto la cucina ed è stato amore a prima vista. Domani sera Mario avrà l’occasione di fermare Kylian Mbappé, e di invitarlo con la sua Ester Expósito a provare il suo tonno con grasso di wagyu e caviale che è il boccone ‘galactico’ del Tora.

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