Gioca nella Roma, tifa Real e ha un ristorante frequentato dai calciatori blancos: il "derby" di Hermoso
Tonno, grasso di wagyu e caviale: è il piatto più esclusivo di Tora, il locale di proprietà del difensore giallorosso che ci ha investito soldi, passione e cuore. Si trova nel quartiere Salamanca, il più chic di Madrid
Tonno, grasso di wagyu e caviale: è il piatto più esclusivo di Tora, il locale di proprietà del difensore giallorosso che ci ha investito soldi, passione e cuore. Si trova nel quartiere Salamanca, il più chic di Madrid
Dal nostro corrispondente Filippo Maria Ricci 13 ottobre (modifica alle 13:30) - MADRID (SPAGNA) English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDomani sera all’Olimpico oltre ai 3 punti i giocatori di Roma e Real Madrid potrebbero giocarsi una cena da Tora, il ristorante giapponese di Mario Hermoso nella capitale spagnola. Alcuni madridisti l’hanno provato, altri magari lo faranno. E Mario nel locale di Calle Padilla, pieno barrio Salamanca, il quartiere più chic di Madrid, non ha investito solo il dinero, ci ha messo il cuore.
CHICO DE BARRIO
—Mario Hermoso è un madrileno doc: nato nel Barrio de la Concepción, periferia orientale di Madrid, dove i genitori lavoravano, dove vivevano i nonni e dove ha iniziato a giocare prima di passare al Madrid quando aveva 11 anni, il difensore della Roma è sempre rimasto legatissimo alla sua città. Col Madrid ha debuttato con Jose Mourinho nel 2012, poi ha giocato nel Castilla (16-17) ed è tornato in città per vestire per 5 anni la maglia dell’Atletico, che intanto aveva costruito il suo Metropolitano non lontano da dove il piccolo Mario è cresciuto.
AL BANCONE
—Col tempo il difensore, oggi 31enne, ha sviluppato una sincera passione per la cucina, e così è stato quasi naturale investire in un settore, quello che in Spagna di chiama ‘hosteleria’, che a Madrid è di enorme diffusione. Mario ha incontrato lo chef José Osuna e nel 2022 hanno aperto Tora, che in giapponese significa tigre. È un locale ‘omakase’, che letteralmente significa ‘la scelta dello chef’, intimo, elegante e sofisticato dove si mangia al tavolo ma preferibilmente alla ‘barra’, ovvero al bancone circondando gli artisti del taglio che preparano i piatti. Da Tora consigliano il menù fisso: 10 momenti a pranzo (49 euro), 17 a cena (125 euro). Il tutto per pochi clienti e con l’immediato riconoscimento della Michelin che da 4 anni ha inserito il Tora tra le sue raccomandazioni.
VIDEO: Gasperini: "Mancini era antipatico a tutti, non andava in Nazionale per quello"PARTECIPE
—Mario non è il tipico calciatore che investe e spera di vedere crescere il suo capitale. Il difensore della Roma segue il progetto Tora da vicino e partecipa ad ogni decisione. Il settorie alimentare gli piace e Hermoso ha una partecipazione anche in una società che gestisce hamburgeserie, e ha provato con un locale di ‘specialty coffee’. Ma il Tora è la sua vera passione, è un progetto che lo lega a filo doppio alla città che ha abbandonato un anno per andare a Valladolid e altri due per andare a Barcellona con l’Espanyol, e di nuovo da due anni per venire a Roma ma che resta sempre nel suo cuore. Il ragazzino che sul campo della ‘Conce’ giocava all’ala sinistra, colpiva bene di testa e aveva un carattere forte e a volte spigoloso ha Madrid nel cuore. Crescendo ha scoperto la cucina ed è stato amore a prima vista. Domani sera Mario avrà l’occasione di fermare Kylian Mbappé, e di invitarlo con la sua Ester Expósito a provare il suo tonno con grasso di wagyu e caviale che è il boccone ‘galactico’ del Tora.
Leggi anche Da Wembley all'Olimpico, per Malen il Real è un conto aperto© RIPRODUZIONE RISERVATA