Troppi impegni extra-GP, Marc Marquez in polemica con Liberty: "Lo show lo diamo in pista, non fuori"
Le imposizioni promozionali della nuova proprietà ai piloti (con multe per chi non le rispetta), in Indonesia hanno generato fastidi ai protagonisti. L'iridato della Ducati non ha partecipato a una gara di kart e Acosta gli ha dato ragione: "Si sta giocando qualcosa di importante, ha fatto bene"
Le imposizioni promozionali della nuova proprietà ai piloti (con multe per chi non le rispetta), in Indonesia hanno generato fastidi ai protagonisti. L'iridato della Ducati non ha partecipato a una gara di kart e Acosta gli ha dato ragione: "Si sta giocando qualcosa di importante, ha fatto bene"
Giusto Ferronato Giornalista 13 ottobre - 14:22 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google La concentrazione di Marc Marquez prima del via del GP in IndonesiaLa MotoGP vuole crescere, conquistare nuovi appassionati e aumentare la propria visibilità anche lontano dai circuiti. Ma fino a che punto si possono moltiplicare gli impegni dei piloti durante un fine settimana di gara? È la questione sollevata da Marc Marquez, che dopo il GP d'Indonesia ha polemizzato con la gestione delle attività promozionali organizzate dal campionato. Una presa di posizione che ha trovato il sostegno di altri protagonisti della griglia, mentre la MotoGP si prepara a introdurre sanzioni per chi non rispetterà gli appuntamenti previsti con tifosi e organizzatori.
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—Come raccontato dal quotidiano spagnolo Marca, la tensione è aumentata a Mandalika, dove Marquez aveva già manifestato il proprio disappunto al termine della Sprint del sabato. Il pilota della Ducati aveva definito “inumano” il tempo trascorso sul podio ancora con la tuta da gara, in condizioni di caldo particolarmente impegnative. Le immagini del nove volte campione del mondo seduto e intento a versarsi acqua sulla testa avevano accompagnato una protesta che non riguardava soltanto la cerimonia di premiazione. Marquez aveva infatti sottolineato anche l'allungamento dell'Hero Walk, la tradizionale passerella nel paddock durante la quale i piloti incontrano gli appassionati, firmano autografi e si concedono alle fotografie. Un ulteriore impegno all'interno di un programma già particolarmente fitto. La questione assume un peso ancora maggiore alla luce delle nuove misure che gli organizzatori intendono adottare. Secondo quanto riportato, la MotoGP ha deciso di prevedere multe per i piloti che non parteciperanno agli eventi promozionali obbligatori, con la possibilità di arrivare anche a sanzioni sportive in caso di ripetute assenze. Una scelta che si inserisce nella strategia di espansione del campionato, sostenuta dalla nuova proprietà Liberty Media, intenzionata a valorizzare maggiormente gli appuntamenti del Mondiale seguendo anche l'esempio della Formula 1. Un progetto che, però, deve fare i conti con le esigenze dei protagonisti in pista.
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—Marquez non ha messo in discussione la necessità di promuovere la MotoGP, ma ha chiesto un maggiore equilibrio tra le attività commerciali e quelle sportive. “Come pilota, sono il primo a volere che la MotoGP cresca e diventi sempre più grande. Ma credo che si possano trovare altri modi per far crescere il nostro sport senza mettere così tanta pressione sui piloti. Questa è la mia sensazione. Adesso abbiamo tantissime cose da fare, perché non ci sono soltanto le attività della MotoGP, ma anche gli impegni con gli sponsor”, ha spiegato Marquez. Il tema è destinato a diventare ancora più attuale nella prossima stagione, con un programma che prevede 44 gare tra GP, Sprint e altrettante sessioni di qualifiche. “Alla fine siamo atleti. L'anno prossimo il programma sarà ancora più intenso. Siamo i primi a volere che il campionato cresca, ma ci sono altri modi per riuscirci. Lo spettacolo lo diamo in pista, non fuori”, ha ribadito il nove volte iridato.
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gli altri piloti
—A condividere le preoccupazioni di Marc è anche il fratello Alex, che ha richiamato l'attenzione soprattutto sul carico fisico imposto da una stagione sempre più lunga. “Credo che stiano portando i piloti un po' al limite. Abbiamo sempre più gare, più Sprint, più impegni. Arriviamo alla parte finale della stagione con poche energie e adesso ci aspettano anche le gare con il caldo, che sono molto impegnative. Ho la sensazione che il punto di vista dei piloti conti relativamente poco. Dovrebbero cercare di capirci di più” ha dichiarato il portacolori del team Gresini. Sulla stessa linea anche Pedro Acosta, che ha difeso in particolare la decisione di Marquez di non partecipare a un evento sui kart: “Non siamo qui per scherzare. Non sono d'accordo con questo modo di fare, soprattutto perché in situazioni del genere il campionato non sa quale sia il momento che sta vivendo un pilota. Sono completamente d'accordo con la scelta di Marc di non andare all'evento sui kart, perché si sta giocando qualcosa di molto più importante”.
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