Studia Prometeo, legge Hemingway e guarda Scorsese: la rivoluzione del filosofo Davide Ancelotti
Alla guida del Lilla di Giroud (di tre anni più vecchio di lui), il tecnico italiano ha preso tanto da papà Carlo, legge Hemingway e Steinbeck, si ispira a Nietzsche e alla mitologia greca. Contro i Gunners sarà una sorta di Davide contro Golia
Alla guida del Lilla di Giroud (di tre anni più vecchio di lui), il tecnico italiano ha preso tanto da papà Carlo, legge Hemingway e Steinbeck, si ispira a Nietzsche e alla mitologia greca. Contro i Gunners sarà una sorta di Davide contro Golia
Alessandro Grandesso 13 ottobre - 15:47 - PARIGI Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Davide Ancelotti, 35 anniSi può allenare anche senza essere ossessionati da schemi tattici e esercizi tecnici. Ne è convinto Davide Ancelotti che al lavoro quotidiano alla guida del Lilla, affianca anche letture impegnate. Da Hemingway a Steinbeck, alla mitologia greca da cui poi trae ispirazione per motivare i suoi giocatori che stasera dovranno vedersela con i campioni d’Inghilterra, in una sorta di rivisitazione calcistica del biblico Davide contro Golia.
CAPOLAVORO
—Finora comunque Ancelotti ha condotto in modo brillante il Lilla, anche se continua la ricerca di una certa stabilità che possa dare certezze. Le idee, per il figlio d’arte, arrivano pure dalle letture di autori importanti: “Sono un ammiratore di Ernest Hemingway – ha spiegato di recente all’Equipe -, e Uomini e topi di John Steinbeck è un capolavoro”. Il 37enne, che parla cinque lingue, è anche un appassionato di cinema e dei film di Martin Scorsese. Distinguendosi così dal papà che invece preferisce l’attore feticcio di Scorsese, Robert De Niro. E ai libri, la cucina, come in fondo si poteva già intuire dall’autobiografia dell’attuale c.t. del Brasile, intitolata “Preferisco la coppa”, in un divertente gioco di parole tra i trofei che ormai riempiono la sua bacheca, e i salumi che inevitabilmente lo tentano a tavola.
FUOCO
—Ancelotti, Davide, dal papà ha ereditato comunque non solo la cadenza e una certa mimica facciale, ma anche la battuta facile con cui affronta i giornalisti, riuscendo a disinnescare tensioni nascenti o domande scomode. A bordo campo, la calma con cui gestisce la partita ricorda quella di Carlo, forse perché considera che in fondo, il lavoro fatto in settimana è predominante. E con esso gli argomenti che utilizza per sollecitare l’impegno dei giocatori. Lo ha raccontato il suo attaccante, Olivier Giroud, che è di tre anni più vecchio ma continua a dargli del lei: “Ancelotti è molto preparato e competente. Ci mette nelle migliori condizioni, motivandoci con discorsi che richiamano anche la mitologia greca, sua grande passione”. Il tecnico italiano ammira il personaggio di Prometeo: “Perché ha rubato il fuoco agli dei e l'ha dato agli uomini, e anche a me piace questa sensibilità verso l'umano”.
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MOSTRI
—Ma al di là della mitologia greca, Ancelotti studia anche i grandi specialisti, come l’americano Doug Lemov: il suo “The Coach’s Guide to Teaching” è sempre a portata di mano sulla scrivania. Come i manuali di Phil Jackson, ex allenatore Nba dei Chicago Bulls e dei Lakers, da cui il 37enne trae spunti per la gestione delle relazioni tra i giocatori, con cui si rapporta anche grazie alle letture: “Una volta che ne conosci il carattere e il passato - ha spiegato d'estate alla BBC -, puoi regalargli un libro che può leggere o meno ed essergli eventualmente di aiuto”. Di libri, Ancelotti ne ha regalati ai giocatori del Botafogo durante la sua breve prima esperienza di allenatore. Non è ancora successo a Lilla, dove però in ufficio, scrive l’Equipe, è in bella mostra con una celebre frase di Nietzsche: “Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu guarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te”. Una citazione da "Al di là del bene e del male", che può tornare utile per relativizzare gli altalenanti ed estremi umori del mondo del calcio.
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