In rossonero un flop milionario, nella Dea un riferimento: chi ha sbagliato tra De Ketelaere e il Milan?
La Gazzetta dello Sport

In rossonero un flop milionario, nella Dea un riferimento: chi ha sbagliato tra De Ketelaere e il Milan?

Sabato 17 ottobre 2026
1 visualizzazione

Il belga torna a San Siro da avversario. Nell'estate 2022 Maldini e Massara lo acquistarono per 32 milioni, un anno dopo si trasferì all'Atalanta dove è rinato

Il belga torna a San Siro da avversario. Nell'estate 2022 Maldini e Massara lo acquistarono per 32 milioni, un anno dopo si trasferì all'Atalanta dove è rinato

Luca Bianchin Giornalista 17 ottobre - 17:09 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Charles torna, e non è più il bambino della Kinder. De Ketelaere domani sarà a San Siro e non potrà non pensare al 2022, quando arrivò a Milano come grande acquisto dell’estate. I milanisti lo aspettavano, vedevano in lui qualcosa di Kakà e nei fotomontaggi lo sostituivano al bambino delle barrette di cioccolato. Comunque vada la sua vita, quello resterà un ricordo complesso, da maneggiare con cura. Cdk in questi 50 mesi ha cambiato squadra, vita e ruolo, ha fatto l’attaccante con Gasperini, ha giocato un gran bel Mondiale, con Sarri è tornato a fare l’esterno. Ma alla fine, rivedendo quell’acquisto con la saggezza del tempo, De Ketelaere era un acquisto sbagliato? Oppure il Milan ha sbagliato a non aspettarlo? 

CHE COSA E’ SUCCESSO

—  

 De Ketelaere arrivò al Milan dal Bruges per 32 milioni più 3 di bonus (semplici) e un 12,5% sul margine della rivendita. Una serie tv, più che una trattativa. Paolo Maldini e Ricky Massara lo avevano scelto come grande rinforzo post-scudetto e per questo lo inseguirono in mezza Europa, facendo appuntamenti a Bruges e a Lugano. Charles in Belgio aveva giocato cento ruoli – anche terzino sinistro – ma per il Milan era destinato a un grande futuro da trequartista. In lui vedeva visione di gioco, cambio di passo, senso per la porta. De Ketelaere alla prima trasferta di Serie A giocò a Bergamo contro l’Atalanta – il destino, certe volte… - ma andò presto sotto pressione. Nel derby di andata perse la marcatura su Brozovic e Brozo, con il cinismo dei trent’anni, andò a segnare. Da lì, mai un gol, qualche volta un mezzo segno di vita, un paio di momenti da voler scomparire sotto l’erba. Charles contro il Monza sbagliò un gol clamoroso e non si riprese. Maldini e Massara gli avrebbero dato un’altra chance, Furlani e Moncada no: via dopo un anno. 

VIDEO: La rivincita di De Ketelaere: veniva paragonato a Kakà, adesso...

GLI ULTIMI 4 ANNI DI CDK​

—  

De Ketelaere con Gasperini è andato subito in doppia cifra e in due anni ha segnato 27 gol, che non sono per nulla pochi. Il più significativo, uno stacco di testa sopra Theo Hernandez in un Atalanta-Milan di campionato. Non è stato tanto il gol, è stato il modo: una giocata fisica, quasi di cattiveria, come al Milan non sembrava possibile. A fine stagione, due eventi da segnalare: la vittoria dell’Europa League (grazie Gasp, grazie Lookman) e il riscatto dell’Atalanta per 22 milioni di euro, arrotondati dai 3 del prestito per il primo anno. Da allora, alti e bassi: i gol in Champions ma anche tante giornate anonime, la doppietta agli Stati Uniti negli ottavi del Mondiale americano ma anche questo inizio complesso con Sarri. Un dato resterà: è stato l’unico, in tutto il Mondiale 2026, a segnare alla Spagna. 

Guarda tutte le partite di Serie A Enilive in esclusiva nei locali Sky! Trova il locale più vicino a te.

CHI HA SBAGLIATO

—  

E allora, a 24 ore dal ritorno a San Siro, che sentenza ha senso scrivere? Chi aveva ragione? La storia ha detto che no, Charles De Ketelaere non è un trequartista. Nessun allenatore lo ha usato con costanza in quella posizione, dopo Pioli. Cdk lì non si trova, gli mancano la rapidità e il dribbling nello stretto. Quel paragone con Kakà? Ricky, quando metteva la terza, diventava una Ferrari e De Ketelaere no, mai stato una Ferrari. È un buon giocatore, non il più forte mentalmente. Quando firmò col Milan, aveva giocato a calcio solo al Bruges, la squadra della sua città: normale non essere pronto per San Siro. Quindi è un giocatore da Atalanta e non da Milan? Per ora sì, e non c’è nulla di male ad ammetterlo.

Leggi anche Atalanta a metà: Sarri si affida a De Ketelaere e Pasalic per combattere l'emergenzaRaspadori, altro stop: si fa male mentre calcia il rigore e chiede il cambio immediato

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo