La Bledisloe Cup non cambia padrone: All Blacks spietati, Australia liquidata 43-21
La Gazzetta dello Sport

La Bledisloe Cup non cambia padrone: All Blacks spietati, Australia liquidata 43-21

Sabato 17 ottobre 2026
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A Sydney i neozelandesi chiudono il match con 7 mete in 42 minuti: doppiette per Beauden Barrett e Moorby, a segno anche Lakai, Ioane e Siti. I Wallabies limitano i danni con Williams, Wright e Daugunu. La coppa non lascia Aotearoa dal 2003

A Sydney i neozelandesi chiudono il match con 7 mete in 42 minuti: doppiette per Beauden Barrett e Moorby, a segno anche Lakai, Ioane e Siti. I Wallabies limitano i danni con Williams, Wright e Daugunu. La coppa non lascia Aotearoa dal 2003

Roberto Parretta 17 ottobre - 17:08 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La Bledisloe Cup resta in Nuova Zelanda. Giocando un rugby bellissimo e cinico, gli All Blacks travolgono per 43-21 l’Australia a Sydney e mantengono il possesso del trofeo, che non lascia la terra della lunga nuvola bianca ormai dal 2003. A dispetto di un avvio di partita più che promettente, i Wallabies finiscono invece poi per essere travolti dalle sette mete dei neozelandesi, trascinati dalle magie e dalla regia della coppia composta da Damian McKenzie all’apertura e Beaden Barrett estremo. Questa ennesima dimostrazione purtroppo non basterà a far sì che il c.t. Dave Rennie rinunci definitivamente alla malsana idea di continuare a riproporre Richie Mounga, che con ogni probabilità sarà comunque costretto a rinunciare al tour europeo del prossimo novembre per la seconda fase del Nations Championship per infortunio. Considerando che anche Ruben Love è infortunato, l’altra opzione potrebbe essere rappresentata dalla conferma nel gruppo di Josh Jacomb, in squadra da due mesi ma ancora in attesa del debutto ufficiale (ha giocato solo i match con le franchigie sudafricane nel tour dello scorso mese).

scatenati

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Dopo 12 minuti di bellissimo rugby, a sbloccarla è la meta di Josh Moorby: l’ala raccoglie a 10 metri dalle meta un passaggio di McKenzie, davanti si ritrova una difesa australiana sfilacciata e gli basta una finta per mandare largo Joseph Suaalii e scapparsene oltre la linea. All Blacks che prima della partita avevano perso per un problema al polpaccio Jordie Barrett e dopo pochi minuti anche l’altro centro Quinn Tupaea per concussion (dentro Timoci Tavatavanawai e Rieko Ioane). Passano 5 minuti e gli All Blacks bissano con Beauden Barrett, che chiude a modo suo (finta il passaggio e si butta dentro) l’azione nata dal fantastico break di Peter Lakai, che apre in due al centro la difesa australiana. Un passaggio corto di Cam Roigard regala poi al 21’ la meta allo stesso Lakai, che va oltre il placcaggio e si allunga a schiacciare. Gli All Blacks sono letteralmente scatenati: attacco velocissimo verso la sinistra, passaggio al limite dell’impossibile di McKenzie per Will Jordan, scarico in offload per Ioane e al 27’ le mete diventano quattro. McKenzie trasforma solo la terza. Al 29’ l’Australia finalmente si scuote e va a segno con la seconda linea Isaac Henrry, che si ritrova la strada spalancata davanti ai pali dal passaggio corto di Fraser McReight. Ryan Lonergan la trasforma. Proprio Williams però due minuti dopo incassa il cartellino giallo per un in avanti volontario che ferma un pericoloso attacco neozelandese. Ma la meta arriva subito dalla mischia a 5 metri: tutto troppo facile per Wallace Sititi, che parte e incredibilmente si ritrova senza opposizione. L’Australia cerca la meta prima dell’intervallo, si accampa nei 22 neozelandesi, fino a quando non offre l’intercetto a Barrett, che cattura l’ovale prima dei 10 metri difensivi e scappa via imprendibile lungo l’out di sinistra per la doppietta. McKenzie le trasforma entrambe.

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doppietta

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La ripresa si apre con l’altra doppietta di Moorby: sull’out di sinistra tutto in pochi centrimetri, dal passaggio di Codie Taylor all’ala, che finta di restiture l’ovale al tallonatore per invece scapparsene lungo la linea fino alla meta (McKenzie trasforma). Con una difesa australiana ancora una volta ingiustificatamente assente. E per gli All Blacks evidentemente può bastare così. Tra il 54’ e il 66’ i Wallabies vanno a segno due volte: prima con l’estremo Tom Wright, che finalizza alla bandierina il bell’attacco innescato dalla bella serpentina di Max Jorgensen, autore poi dell’offload che libera l’estremo; poi con il subentrato Filipo Daugunu, che semina due avversari in serpentina per aprirsi la strada verso i pali. Lonergan trasforma la prima (poi gli subentra Kalani Thomas), Meredith la seconda. Al 76’ un placcaggio improvvido costa il cartellino a Chay Fihaki (subentrato a Jordan a inizio ripresa): è l’ultimo evento da segnalare.

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