Juve, storia e retroscena di una crisi: Spalletti, il mercato, i riciclati e...
Il tecnico chiedeva un 9 fisico, gli hanno preso Ekhator, Kolo Muani e Woltemade: solo un esempio di come il nuovo corso bianconero sia cominciato col piede sbagliato...
Il nervosismo di Luciano Spalletti, esploso nelle ultime giornate (faccia a faccia con Pisacane a Cagliari; botta e risposta con Bremer post Lazio), in realtà era già emerso a inizio estate. Il tecnico, in quel momento preoccupato per un mercato a rilento e limitato ai soli Ekhator e Celik (in scadenza), a luglio si rivolge alla squadra con schiettezza durante l’allenamento: “Cambiate ritmo perché io resto, ma molti di voi no”. Un’uscita in linea con il periodo, però non apprezzata da tutti i giocatori. Nei quaranta giorni successivi arrivano Kolo Muani (Psg, 38 milioni più 12 di bonus), Alajbegovic (Bayer Leverkusen, 30) e gli altri sei colpi: Lucumi (Bologna), Vicario (Tottenham), Grabara (Wolfsburg), Sarr (Tottenham), Woltemade (Newcastle) e lo svincolato Neto. Più di cento milioni al netto dei riscatti. Tante facce nuove, ma non tutte corrispondono ai desideri espressi dal tecnico.