Finals: Zverev domina la Race, ma usando il vecchio punteggio Sinner senza rivali
La Gazzetta dello Sport

Finals: Zverev domina la Race, ma usando il vecchio punteggio Sinner senza rivali

Lunedì 19 ottobre 2026
2 visualizzazioni

Da settembre il tedesco è saldamente leader della corsa a Torino. Ma se si tenesse conto della media com'era fino al 1989... Jannik ha giocato quest'anno appena 9 tornei, conquistando 7950 punti sugli 11.500 disponibili

Da settembre il tedesco è saldamente leader della corsa a Torino. Ma se si tenesse conto della media com'era fino al 1989... Jannik ha giocato quest'anno appena 9 tornei, conquistando 7950 punti sugli 11.500 disponibili

Marco Iaria Giornalista 19 ottobre - 19:17 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Per il 2026 c’è un numero 1 ufficiale e ce n’è uno morale. Il primo è Alexander Zverev, il secondo Jannik Sinner. La classifica Race dell’Atp vede in testa (da settembre) il tedesco, che si appresta, entro la fine dell’anno, a conquistare il trono del ranking ufficiale basato sulle ultime 52 settimane. Ma c’è un altro computer, quello che ha governato il tennis mondiale quasi per un ventennio, che avrebbe potuto raccontare una storia diversa. Dal 1973 al 1989, la graduatoria si basava infatti sulla media dei punti conquistati nei tornei, anziché sulla loro semplice somma come avviene oggi. Ebbene, applicando quel principio ai risultati di quest’anno, naturalmente con i punteggi attuali, il re sarebbe Sinner. E con un vantaggio considerevole. 

VIDEO: Sinner torna nel 2027, il VIDEO: "Volevo essere a Torino, ma devo pensare alla mia carriera"

ricerca

—  

I numeri fotografano un paradosso. Jannik ha disputato appena 9 tornei, conquistando 7950 punti sugli 11.500 disponibili: il 69%. Zverev ne ha giocati 17, raccogliendo 9150 punti sui 18.500 in palio: il 49%. Tradotto in rendimento medio, fanno 883 punti a torneo per l’italiano contro i 538 del tedesco. Emerge chiaramente la differenza tra un Sinner che ha imposto la sua superiorità nelle poche occasioni in cui è sceso in campo e uno Zverev che ha costruito il suo primato con la costanza e l’accumulo. Le cose non cambiano applicando il meccanismo del divisore minimo di 12 tornei, che regolava la classifica originaria: Jannik sarebbe comunque avanti con 663 punti di media contro 538. Va precisato che si tratta di una simulazione semplificata, non della ricostruzione integrale del vecchio ranking, che considerava i risultati delle ultime 52 settimane e prevedeva correttivi minori modificati più volte nel corso del tempo. In ogni caso, dal 1990 l’Atp ha abbandonato quel sistema, passando alla somma dei migliori 14 risultati, e attualmente considera i risultati di 18 tornei più le Atp Finals. Non si tratta, beninteso, di mettere in discussione la legittimità del primato di Zverev. Le regole sono note a tutti e il numero 1 premia anche la continuità, la capacità di affrontare una stagione lunga e logorante, la presenza nei tornei che contano. Ma proprio qui si annida la particolarità di questo 2026. 

differenze

—  

Sinner ha giocato praticamente mezza stagione e, quando lo ha fatto, si è dimostrato quasi imbattibile. Ha iniziato la stagione arrivando in semifinale agli Australian Open, dove si è arreso al miglior Djokovic degli ultimi anni. Dopo i quarti a Doha, ha inanellato il filotto di cinque Masters 1000 di fila: Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma. Un record. Al Roland Garros, avanti due set a zero contro Cerundolo nel secondo turno, è stato vittima di un crollo psico-fisico. È tornato e ha trionfato a Wimbledon, prima di subire l’infortunio al ginocchio che lo tiene ancora fermo. Zverev, dal canto suo, ha costruito il primato soprattutto negli Slam, insinuandosi tra le defezioni dei dominatori Sinner e Alcaraz. Vittoria al Roland Garros e Us Open, finale a Wimbledon, dove ha perso da Sinner, e semifinale a Melbourne. Un rendimento di altissimo profilo, al quale non ha però accompagnato un successo nei Masters 1000. A Shanghai si è fermato in semifinale, la quarta della stagione, dopo quelle di Indian Wells, Miami e Montecarlo; ancora peggio aveva fatto a Roma e Cincinnati (ottavi) e a Montreal (secondo turno). L’apice resta la finale di Madrid. Punti preziosi sono stati raccolti qua e là nei cinque tornei 500 disputati, dalla United Cup (manifestazione a squadre che assegna punti come una tappa di fascia media) a Pechino, ma senza squilli. Al momento, nel 2026, la bacheca di Zverev dice solo due titoli, sebbene di pregiatissima fattura (gli Slam). A completare il quadro c’è Carlos Alcaraz, terzo protagonista della corsa al vertice nel 2026. Lo spagnolo ha raccolto 4550 punti in 8 tornei, con una media di 569 punti: meglio di Zverev, ma molto lontano da Sinner. 

scontri diretti

—  

C’è poi un altro dato che rende ancora più singolare il verdetto del computer. Nel corso del 2026 Sinner e Zverev si sono affrontati cinque volte. Cinque partite, cinque vittorie dell’italiano. Un bilancio che non lascia spazio a interpretazioni sul rendimento negli scontri diretti, pur senza modificare di una virgola la classifica ufficiale. Quando la stagione sarà conclusa, il bottino del 2026 coinciderà sostanzialmente con il periodo di riferimento delle 52 settimane della classifica ufficiale di fine anno. E Sinner resterà comunque davanti nella media punti. Zverev, anche nell’ipotesi estrema di vincere sia il Masters 1000 di Parigi sia le Atp Finals da imbattuto, aggiungendo altri 2500 punti al suo bottino, arriverebbe al massimo a 11.650 punti in 19 tornei: una media di 613, contro gli 883 di Jannik. Lo stesso Sascha, qualche giorno fa, ha riconosciuto il peso delle assenze del rivale: “Mi sono assicurato il primato perché purtroppo Jannik è fuori, ma è chiaro che sarà speciale”.

Leggi anche Volata Finals: Torino s'accende, Cobolli senza Sinner guida il sogno italiano e Djokovic sceglie BasileaSinner, Pegula e Keys lanciano l'allarme: "Si muove in un modo che il nostro corpo non reggerebbe"

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo