L'inizio flop, le parole di Marotta e l'esempio Psg: Champions, così l'Inter può ancora sognare
La squadra di Luis Enrique ha conquistato le ultime due edizioni, ma in entrambi i casi aveva sfiorato l'eliminazione al primo turno. E Marotta segue la strada: "L'anno scorso il Psg ha perso tre partite di fila, recuperato ai playoff e vinto la Champions..."
La squadra di Luis Enrique ha conquistato le ultime due edizioni, ma in entrambi i casi aveva sfiorato l'eliminazione al primo turno. E Marotta segue la strada: "L'anno scorso il Psg ha perso tre partite di fila, recuperato ai playoff e vinto la Champions..."
Gregorio Spigno Giornalista 19 ottobre - 20:52 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleUn paio di stagioni fa, quella che ha incoronato il Psg per la prima volta campione d'Europa proprio contro l'Inter, la squadra di Luis Enrique si era ritrovata a centimetri dall'eliminazione dalla Champions League. Anzi, di più: precisamente a 127 minuti dall'arrivederci alla coppa poi conquistata a Monaco. Dopo 5 giornate di "Phase League", il Paris Saint-Germain aveva raccolto 4 punti appena: vittoria contro il Girona all'esordio, ko a Londra con l'Arsenal, solo un pari in casa col Psv e altre due sconfitte consecutive contro Atletico Madrid e Bayern Monaco. La qualificazione diretta agli ottavi era già diventata un miraggio, solo una vittoria a Salisburgo (0-3) avrebbe potuto alimentare le speranze di conquistare almeno i playoff. Ma la sfida successiva proponeva il Manchester City dei record al Parco dei Principi, e l'avvio di ripresa - dopo un primo tempo concluso 0-0 - era stato terrificante: gol di Grealish al 50', raddoppio di Haaland 18o secondi più tardi. Una mazzata, doppia, che di fatto aveva estromesso con largo anticipo il Psg dai sogni di Champions. Ma poi...
Il grande sussulto: Dembélé, Barcola, Joao Neves, Gonçalo Ramos, finisce 4-2. Parigini ancora in vita, ma con l'obbligo di vincere all'ultima giornata per centrare i playoff. Risultato: poker anche sul campo dello Stoccarda che permise a Kvaratskhelia e soci di dimenticare la paura. E poi? Brest schiantato 10-0 tra andata e ritorno nello spareggio per conquistare gli ottavi, Liverpool superato ai rigori, eliminate anche le altre inglesi Aston Villa e Arsenal, Inter strapazzata 5-0 in finale. Da una squadra che si era ritrovata ad un paio d'ore dalla clamorosa eliminazione al primo turno. Numeri e incroci citati non certo per alimentare il rimpianto di quella serata a Monaco, ma utili per condividere la tesi di Beppe Marotta: dopo due sconfitte contro Real Madrid e Bruges nelle prime due giornate, il destino dei nerazzurri è tutt'altro che segnato.
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—Di recente, il presidente dell'Inter ha rivendicato che "l'anno scorso il Psg ha perso tre partite di fila, recuperato ai playoff e vinto la Champions...". Il numero uno del club di viale della Liberazione non si riferiva alla stagione in cui l'Inter ha raggiunto la finale, ma appunto a quella appena trascorsa. In cui il Paris Saint-Germain era partito alla grande con 3 vittorie nelle prime 3 giornate (13 gol segnati fra Atalanta, Barcellona e Leverkusen) prima di crollare: ko col Bayern, un sussulto contro il Tottenham, poi solo 2 punti tra Bilbao, Sporting e Newcastle. Verdetto finale: 14° posto in classifica e playoff, ancora. Verdetto "finalissimo": Psg campione, ancora. Perché il gruppo di Luis Enrique fece fuori il Monaco negli spareggi, il Chelsea agli ottavi, il Liverpool ai quarti, il Bayern in semifinale e l'Arsenal in finale. La speranza dell'Inter resta quindi quella di poter emulare il cammino dei francesi, che per due stagioni consecutive hanno visto la Champions allontanarsi quasi fino a non vederla più e poi abbracciarla. E il calendario dei nerazzurri, effettivamente, permette di pensare quantomeno che la qualificazione agli ottavi (o come minimo ai playoff) sia ancora ampiamente alla portata...
calendario amico
—Detto che l'Inter si è ritrovata a zero punti dopo due giornate, l'esempio virtuoso del Psg va seguito e questa nuova formula della Champions League decisamente meno scontata rispetto alla divisione per gironi regala l'opportunità di correggere il tiro. Di occasioni, la squadra di Chivu ne avrà. Perché mercoledì ospita lo Shakhtar a San Siro, poi partirà per Rotterdam dove di recente ha già fatto bottino pieno contro il Feyenoord e rientrerà in Italia per raccogliere altri punti contro lo Stoccarda. Tre partite in cui è davvero vietato sbagliare, per poi giocarsela a Dortmund dove l'Inter ha già vinto proprio l'anno scorso e, perché no, prendersi una bella vendetta - sempre per l'incrocio della stagione passata - contro il Liverpool a San Siro. L'ultima curva europea offre infine una gita a Bratislava, sul campo dello Slovan oggi ultimissimo nella classifica della Champions a quota zero punti con 9 gol incassati in 2 partite. E dalla Slovacchia l'Inter tornerà con un verdetto finale: se simile a quello recente del Psg o profondamente diverso, chissà...
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