Spalletti s'è perso la Juve: fiducia a tempo. L'allenatore chiede a Bremer di chiarirsi coi compagni
La Gazzetta dello Sport

Spalletti s'è perso la Juve: fiducia a tempo. L'allenatore chiede a Bremer di chiarirsi coi compagni

Martedì 20 ottobre 2026
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Aperto il dubbio sul rapporto con la squadra: i bonus sembrano ormai finiti dopo lo 0-3 incassato con la Lazio e un inizio di stagione da dimenticare

Aperto il dubbio sul rapporto con la squadra: i bonus sembrano ormai finiti dopo lo 0-3 incassato con la Lazio e un inizio di stagione da dimenticare

Guglielmo Buccheri Giornalista 20 ottobre - 00:06 - TORINO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Rimettere ogni virgola al suo posto è missione delicata e, per certi versi, un bel rompicapo dall’esito incerto. Se queste virgole appartengono a un mondo, quello della Juventus, in perenne ricerca della felicità l’affare si complica. Può Luciano Spalletti riprendere il filo di un discorso compromesso? Alla Continassa è stata, l’ultima, una notte di riflessione con i tre gol della Lazio sul tavolo e un indirizzo da dare, alla squadra, a chi ascolta e giudica: si va avanti con il tecnico toscano, sentenza unanime e mai in discussione, ma l’orizzonte temporale perché all’ex ct azzurro vengano condonati nuovi sbagli si è ridotto ulteriormente. 

scontenti

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Spalletti si è perso la Juventus, per sua stessa ammissione e per ciò che la squadra non fa più vedere da un bel po’. Se l’è persa perché è come se a ogni gara qualcosa facesse compiere un salto all’indietro: l’involuzione è in atto, la classifica lo testimonia. Nessuno gioca contro il tecnico, la convinzione dei vertici del club. Nessuna fronda interna, dunque. Ma, intanto, il partito degli scontenti cresce: Zhegrova, fuori dalla lista Uefa, pensava (sperava) di partire titolare con la Lazio; Gatti e Kelly in Europa, non hanno fatto una bella figura complice la disabitudine a stare sotto i riflettori mentre chi ci sta, Bremer e Lucumi, fanno fatica a imporsi; Cambiaso, dentro-fuori, non trova il ritmo di una volta; Koopmeiners non l’ha mai trovato, Conceiçao – che tornerà tra un mese - si arrabbia con se stesso; la possibile virata alla formula del doppio nove e mezzo toglierà spazio alla ricca batteria degli esterni. Si va ancora avanti con Spalletti al timone: il verdetto ai piani alti della Continassa per buona pace di chi, i tifosi, guardano alle mosse di Antonio Conte, mai dimenticato. Una fiducia, quella per Luciano da Certaldo, rinnovata anche dall’America dove si trova l’Ingegnere John Elkann. Ma, come detto, i bonus per l’allenatore bianconero, che non sa più se i suoi ragazzi lo seguono, stavolta, sono davvero terminati. 

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Missione difficile

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Fiducia a tempo, si dice quando le cose non vanno bene, ma non c’è l’intenzione di entrare a gamba tesa per dare una scossa. Quanto sarà lungo questo tempo spetta a Spalletti definirlo: il viaggio in Europa League – giovedì c’è in agenda la terza tappa con il Rennes all’Allianz – può rappresentare una ciambella di salvataggio perché arrivare fino in fondo con la coppa vale il pass per la Champions, quelli ravvicinati di Lecce e a casa Genoa una trappola anche letale davanti a prestazioni prive di senso. Un 3-0 fece crollare il castello azzurro di Spalletti ct: 3 gol presi ad Oslo dalla Norvegia nella prima nostra gara dentro al girone di qualificazione per un Mondiale, poi, perso. Un 3-0 può mandare fuori giri, definitivamente, il motore bianconero: tre reti sotto i colpi della Lazio. Oggi come allora, Spalletti parla di un rapporto con i giocatori da rivedere. E il futuro si colora di dubbi. Al risveglio post fischi dello stadio, l’allenatore toscano ha riunito il gruppo per risolvere una questione piena di spine: il caso Bremer. "Quando si parla bisogna stare attenti a ciò che si dice perché qualcuno può rimanerci male...", in sintesi le parole del tecnico. "Ero arrabbiato, non volevo mandare quel tipo di messaggio", la spiegazione del brasiliano. Ma come può un capitano accusare di poco coraggio (eufemismo) i compagni quando il mare si fa in tempesta? Bremer ci è cascato, per adrenalina, rabbia o delusione Ma ci è cascato. E, ora? Questione di spogliatoio, altra confusione che si aggiunge a confusione: non si parla di multa, non di gradi da togliere a favore di McKennie, ma si parla. E tanto. Spalletti si muove sul filo, non potrebbe essere altrimenti. La voglia di rimanere al centro del ring non gli è venuta meno, servono i risultati perché gli venga concesso di rimanerci. L’amministratore delegato di Exor, Elkann, non ha intenzione di rinnegare un rapporto costruito sulla stima e l’empatia reciproca, ma, poi, c’è il campo e la sua legge.

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