L’Udinese in crisi va avanti con Runjaic: in panchina non si cambia
La Gazzetta dello Sport

L’Udinese in crisi va avanti con Runjaic: in panchina non si cambia

Martedì 20 ottobre 2026
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Domenica contro il Milan ci sarà ancora il tecnico. Il club bianconero gli dà fiducia ma chiede più concentrazione

Domenica contro il Milan ci sarà ancora il tecnico. Il club bianconero gli dà fiducia ma chiede più concentrazione

Nicola Angeli 20 ottobre - 08:15 - UDINE English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Kosta Runjaic resta in sella e a dire il vero, nonostante l’entità del capitombolo di domenica all’ora di pranzo contro il Lecce, non ci sono mai stati dubbi concreti sul fatto che le cose potessero andare diversamente. La situazione non è affatto felice, i gol subiti sono 16 (più di 2 a partita), l’unico vero attaccante ad aver segnato (sui 9 centri realizzati) è Idrissa Gueye, i punti in classifica sono pochi – anche rispetto alle aspettative che pure il tecnico tedesco ha contribuito a generare, strizzando l’occhio alle sirene dell’Europa a inizio stagione – e l’ambiente rumoreggia, compatibilmente con quanto questo verbo possa assumere sostanza a Udine.

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Record negativo

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Di confronti societari da spaghetti western non ce ne sono stati, ma è evidente che – come accade in maniera regolare anche quando le cose vanno alla grande – allenatore e proprietà (cioè Gino Pozzo) abbiano discusso. Chi conosce bene il figlio di Gianpaolo identifica, tra le sue abilità di uomo di calcio navigato, quella di non alzare i toni e la pressione quando le cose non sono indirizzate nel verso giusto. Anzi, in casi del genere appare sempre molto calmo e riflessivo, non concedendo nessuno spazio a momenti d’impeto come si può immaginare per chi deve gestire responsabilità del genere. Quello che ha chiesto il dirigente è di mantenere il focus sull’attività giornaliera, cercando di trovare la massima concentrazione e lasciando da parte, per quanto possibile, le ultime cinque giornate, che si sono tradotte in altrettante sconfitte consecutive. Così facendo l’ex Legia Varsavia ha eguagliato il suo record negativo sulla panchina friulana, che aveva fatto registrare nella parte finale del suo primo campionato italiano.

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Le ragioni della crisi

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Resta da definire perché l’Udinese viva un momento del genere. L’avvicendamento dei giocatori (se ne sono andati Kristensen e Atta) non può essere una spiegazione, visto che la ragione della longevità in Serie A del club è quella di fare trading. Anzi, in questa stagione sono state le conferme – Solet, Zaniolo e Davis su tutti – a fare notizia. Se aggiungiamo a questo il fatto che la guida tecnica è sempre la stessa, la crisi meraviglia ancora di più. Un elemento che lascia perplessi è quello degli infortuni. È risaputo che Davis sia fragile, ma considerando tutti gli acciacchi degli altri, l’indice di sofferenza dal punto di vista fisico è sopra la media. L’ultimo a iscriversi in questo elenco è stato David Alaba, che ne avrà almeno per una decina di giorni a causa di un risentimento muscolare. Di favorevole potrebbe esserci il rientro a breve di Nicolò Zaniolo, assente dal campo dalla gara casalinga contro il Cagliari dello scorso 19 settembre. È anche dalle sue giocate che passa la ripresa della squadra che domenica affronterà il Milan in casa.

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