Messina: "Più scienza in Nba, più brutalità fuori: la mia America. Ad Atlanta porto i trend europei"
L'italiano sarà assistente di Snyder agli Hawks "Lo conosco da quando eravamo ai Lakers, sua moglie insegnava a mio figlio. Vedo Oklahoma City davanti a tutti, noi ci siamo rinnovati molto, curioso di Miami con Giannis. E se mi arriva un'offerta per allenare..."
L'italiano sarà assistente di Snyder agli Hawks "Lo conosco da quando eravamo ai Lakers, sua moglie insegnava a mio figlio. Vedo Oklahoma City davanti a tutti, noi ci siamo rinnovati molto, curioso di Miami con Giannis. E se mi arriva un'offerta per allenare..."
Giuseppe Nigro Giornalista 20 ottobre (modifica alle 08:38) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleRicomincio da Atlanta. Sette anni dopo aver lasciato San Antonio per rientrare in Italia, a Milano, la Nba di Ettore Messina ricomincia dagli Hawks. Con Quin Snyder, un amico da quando avevano lavorato insieme ai Lakers e che l’anno dopo gli era andato a fare da assistente al Cska: "Questa estate sapeva a che punto ero e mi ha proposto di portare un punto di vista diverso, aggiornato sui trend della pallacanestro europea", racconta Messina. Che farà il consulente. Che vuol dire? “Partecipo a tutte le riunioni di preparazione alle partite e agli allenamenti, parlo con l’allenatore e gli assistenti, ogni tanto anche col gm Onsi Saleh se stanno seguendo un giocatore che magari ho visto giocare. E Snyder mi ha chiesto di guardare quando possibile anche un po’ di partite di G-League". Sarà negli States per periodi di tre settimane per volta, ne ha già programmati cinque. Anche se a fare in estate clinic in giro per l’Europa ha capito cosa vuole fare da grande: allenare ancora. "Mi farebbe piacere, se mi viene offerta un’opportunità che possa essere in linea con quello che penso: a essere fondamentale non è né il livello della squadra né della competizione ma con chi dovrei lavorare e l’allineamento tra potenzialità e aspettative: soprattutto al giorno d’oggi i problemi nei club sono legati a questo".
Anche allenare in Nba?
"Per adesso vorrei godermi questo momento anche di tranquillità, poi vediamo".
Per Atlanta obiettivo playoff? La ricostruzione del dopo Young procede molto spedito con Johnson, Daniels e Alexander-Walker.
"Sono appena arrivato e non mi permetto di parlare di obiettivi. Mi ha colpito che, se normalmente quando ci si priva di giocatori importanti poi servono molti anni a tornare competitivi, qui Onsi Saleh, uno dei gm più giovani in Nba, ha già costruito un gruppo con un futuro interessante, mantenendo flessibilità per la prossima estate. È una squadra con una versatilità notevolissima: il gioco di Quin prevede movimento e grande attenzione alle spaziature, il suo mantra didattico da sempre".
Accordo Nba-Eurolega? Opportunità unica per unire competenze
Ettore MessinaIl rapporto con Snyder merita di essere raccontato.
“Ci siamo conosciuti quando eravamo entrambi assistenti di Mike Brown ai Lakers, entrambi avevamo il background comune di un rapporto con gli Spurs. In quel periodo sua moglie ha anche fatto scuola privata a mio figlio quando mi ha raggiunto un paio di mesi a Los Angeles. Per me era una sorta di sabbatico per conoscere la Nba, quando poi ho accettato l’offerta del Cska di tornare in Europa, mi venne di proporgli di venire anche lui: è rimasto per un anno ma ha lasciato un ottimo ricordo, poteva restare anche di più, solo che Budenholzer l’aveva chiamato a fare il primo assistente ad Atlanta. Siamo sempre rimasti in contatto, io sono padrino di suo figlio Tristan. Poi la chiamata di questa estate. Devo dire che ho ricevuto un’accoglienza che non avrei potuto augurarmi migliore”.
VIDEO: Incredibile a Milano: la stella Nba Jaylen Brown gioca al campetto di FamagostaChe Nba ha ritrovato?
"Vengo da un’Eurolega che ha fatto passi avanti enormi per strutture, staff, profondità del roster, recupero fisico, per affrontare un calendario sempre più esigente. Tornando, qui ho trovato staff ancora più allargati, efficientissimi sulla parte fisica e con la novità di un forte collegamento con gli esperti di analitica applicata non più solo alla valutazione dei giocatori con i gm, ma legata alle scelte tattiche e strategiche su come giocare, le combinazioni in campo, l’efficienza dei quintetti, ovvero in contatto diretto con lo staff tecnico".
Che America ritrova?
"Sicuramente oggi è un paese diviso, una divisione sempre più marcata di cui la gente parla, per una nazione che nei momenti importanti e drammatici si è sempre saputa unire indipendentemente da chi ci fosse alla guida, in cui il confronto non aveva mai raggiunto la brutalità di adesso. Qualcosa che cominciamo a vivere anche in Europa".
Chi vede in cima al ranking delle favorite?
“Negli anni scorsi con stagioni da 90 partite non avevo molto tempo per seguire... Ma si riparte ancora con Oklahoma City lassù, ovviamente gli Spurs perché aver perso una finale è una delusione ma anche una grandissima motivazione, con la consapevolezza di aver fatto una stagione incredibile. Si parla tanto di Miami per l’arrivo di Antetokounmpo e mi interessa molto come si inserisce nel sistema un giocatore così disequilibrante, ma la garanzia che succeda in tempi non lunghissimi è Spoelstra: un allenatore incredibile che si è adattato a roster diversi modificando sempre il modo di giocare. A New York è interessante vedere se ci sarà una mentalità da last dance, con tante decisioni importanti da prendere dal punto di vista contrattuale. Boston è Boston, a Toronto c’è Kawhi. La novità è questo rafforzamento significativo delle squadre dell’Est”.
Italiani in Nba: Simone Fontecchio, che stagione lo aspetta?
"Ho sempre avuto grande considerazione di Simone, spero trovi possibilità di avere minuti. È il primo a sapere che in una stagione capita di giocare poco ma devi farti trovare pronto, e finora ha sempre dimostrato di farlo. Essere un tiratore importante come lui spero possa essere una chiave in una squadra che con Giannis ha bisogno di aprire spazi per poter penetrare".
E poi Riccardo Fois, nello staff di New York campione Nba.
"È bravo e competente, non a caso credo abbia già avuto possibilità di allenare ma ha preferito restare ai Knicks e mi permetto di dire che ha fatto bene: chissà che non abbia in futuro un’opportunità ancora migliore. È un mondo in cui scalare i gradini con pazienza, oggi è un assistente importante con un legame forte con Mike Brown: il salto è essere uno dei tre assistenti che siedono in prima fila, che ti proietta all’opportunità in futuro di essere capo".
VIDEO: Nba, Riccardo Fois campione con i Knicks: "Un sogno che si avvera"Da sempre a favore di un accordo Nba-Eurolega, oggi come valuta la possibilità di farcela?
"Dal momento in cui c’è stata una risposta negativa alla proposta Nba, qualcuno deve fare pure un primo passo: mi auguro che nel segreto delle conversazioni private tra i top manager ci sia la capacità di fare un passo uno verso l’altro per quella che continuo a pensare sia la soluzione migliore. Non posso immaginare una Nba che voglia venire a colonizzare l’Eurolega. Da entrambe le parti c’è grande convinzione nei propri mezzi motivata dai risultati, ma mettere insieme le competenze potrebbe essere un’opportunità unica per la pallacanestro europea: mi auguro che ci sia la volontà e la capacità di riuscirci".
Sempre guardando di qua: domenica c’è Olimpia-Virtus, le sue due squadre per antonomasia.
“Il grande Valerio Bianchini, con una romantica metafora, aveva parlato di sé stesso come un capitano di ventura al servizio di vari potenti. Ho avuto la fortuna e l’onore, in tempi molto diversi, di allenare per due grandissimi club: la Virtus e l’Olimpia, facendo parte di squadre che hanno fatto storia nella pallacanestro italiana e europea. Qualcuno non ha capito e apprezzato, la maggioranza mi è affezionata e ne sono profondamente grato”.
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