Samp, con Corradi è già finita: riecco Giampaolo per la terza volta
Dopo il peggior avvio di sempre dal 1946, tocca all’ex tecnico doriano la missione di ripartire con la squadra ultima e un ambiente molto teso
Dopo il peggior avvio di sempre dal 1946, tocca all’ex tecnico doriano la missione di ripartire con la squadra ultima e un ambiente molto teso
Filippo Grimaldi Giornalista 20 ottobre - 08:05 - GENOVA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleEsonerato Bernardo Corradi, per la Sampdoria inizia oggi il Marco Giampaolo-ter. Il club blucerchiato ha ufficializzato alle ore venti di ieri, con un comunicato di sei righe sul sito della società, la separazione dal tecnico che si era insediato a Bogliasco il 26 giugno scorso. Meno di quattro mesi di lavoro ed appena sette giornate di campionato sono bastati a decretarne in anticipo la fine dell’avventura genovese. Soltanto nella serata di ieri la Samp ha infatti trovato l’intesa definitiva con l’allenatore che aveva già guidato due volte il club doriano, dal 2016 al 2019 e, ancora, dal gennaio all’ottobre 2022. In totale, 148 panchine in campionato per l’allenatore abruzzese atteso già oggi al Mugnaini per formalizzare l’accordo e prendere visione del nuovo impianto, realizzato quando la sua seconda avventura in Liguria si era già conclusa. Corradi ha diretto la sua ultima seduta sampdoriana ieri mattina, con un lavoro defaticante per chi aveva giocato domenica sera al Ferraris contro l’Arezzo e più intenso per gli elementi non impegnati in campionato. Già in mattinata però la decisione dell’esonero era nell’aria, mentre la dirigenza era al lavoro sin dalla nottata precedente per scegliere il sostituto. Fra i vari profili esaminati (oltre a Giampaolo c’erano anche Mignani e D’Angelo), il primo dei tre è stato ritenuto quello più idoneo per prendere in mano la guida della squadra in un momento fra i più drammatici dell’intera storia blucerchiata. Mai, infatti, dal 1946 ad oggi, la Samp era partita così male in un campionato di Serie B con ben cinque ko (oltre a un pari e ad una vittoria) nei primi sette turni. Una Samp oggi ultima in classifica e in pieno psicodramma, dopo la dura contestazione di domenica sera nei minuti finali della gara persa a sorpresa contro l’Arezzo nella surreale serata vissuta a Marassi, con la pesante contestazione nel finale di gara.
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—Sono tre i motivi principali che hanno convinto la Sampdoria a puntare sull’allenatore abruzzese (per lui contratto sino a giugno con rinnovo legato al raggiungimento di determinati obiettivi). Innanzitutto ala grande esperienza, che gli permetterà di gestire al meglio una fase oltremodo delicata della stagione. Poi la conoscenza profonda della piazza e dell’ambiente, un altro motivo a favore della scelta poiché di fatto Giampaolo fungerà inizialmente anche da pacificatore e da vero e proprio garante per smorzare l’ira della piazza e proteggere al tempo stesso la squadra che ha bisogno, oggi come non mai, di ritrovare l’autostima perduta se vorrà togliersi in fretta dai guai. Considerando, fra l’altro, che nei prossimi sette giorni è attesa da due trasferte durissime, a Bolzano contro il Südtirol di Possanzini (che in estate era stato contattato per la panchina blucerchiata...) e poi ad Ascoli. Infine, a convincere la dirigenza a puntare decisamente su Giampaolo ci sono pure i contenuti tecnico-tattici del suo modo di fare calcio (4-3-3 o 4-3-1-2), che ben si sposano con le caratteristiche della rosa attuale. Sui motivi che non hanno permesso alla dirigenza doriana di puntare su di lui già in estate (la scelta di Corradi era arrivata solo il 25 giugno), va ricordato che all’epoca Gianpaolo era ancora sotto contratto con la Cremonese, che lo aveva esonerato il 1° settembre scorso.
lo staff
—Rivoluzione totale nello staff. Oltre a Corradi, saltano il vice Mutarelli, il collaboratore tecnico Fiore e Bertini, responsabile della preparazione atletica. Da valutare la posizione di Lombardo. Giampaolo ha chiesto e ottenuto di portare a Genova l’intero suo staff. Da oggi si cambia: sale lui sul ponte di comando.
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