Juve, e Conte che fa? Vive a Torino, i tifosi lo invocano, ci sa fare con le squadre in corsa. I retroscena
Ha già risollevato squadre in difficoltà, al Tottenham centrò la Champions subentrando a novembre, ora è libero e non esclude una nuova sfida a stagione iniziata
Ha già risollevato squadre in difficoltà, al Tottenham centrò la Champions subentrando a novembre, ora è libero e non esclude una nuova sfida a stagione iniziata
Filippo Cornacchia Giornalista 20 ottobre (modifica alle 10:26) - TORINO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLa tentazione è dietro l’angolo e nel caso di Antonio Conte non è soltanto un modo di dire. La Juventus e l’ex capitano/allenatore sono divisi da circa sei chilometri, quelli che dividono l’area dell’Allianz Stadium e della Continassa dall’abitazione dell’ex ct azzurro, leccese di nascita e torinese d’adozione: dopo i trionfi in bianconero da giocatore (dagli scudetti alla Champions 1996 con Marcello Lippi), Antonio si è fermato sotto la Mole e ha continuano a viverci in questi anni con la moglie Elisabetta e la figlia Vittoria. Ma più che la comodità, è il curriculum l’unico vero sponsor di Conte. Da allenatore è una sentenza: dove va lui, si vince. E anche in fretta.
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—In bianconero il tecnico salentino ha conquistato i primi tre scudetti del post Calciopoli e avviato il leggendario ciclo dei 9 campionati di fila: 2012, 2013 e 2014, quest’ultimo col record dei 102 punti. All’Inter ha interrotto l’egemonia italiana della Juventus con il tricolore 2021 e al Napoli ha festeggiato il secondo scudetto dell’era De Laurentiis dopo quello storico di Spalletti. In mezzo la storica Premier League col Chelsea. Specializzato nelle ricostruzioni da zero. O meglio: dai settimi o dai decimi posti. Dalle macerie alle coriandolate. È successo tante volte e probabilmente ricapiterà: Conte è fatto così. Ma anche quando ha guidato un club in corsa, come gli è capitato al Tottenham, ha confermato di essere un tecnico da “presa rapida”. Antonio è un vincente e riesce a entrare velocemente nella testa dei suoi giocatori. Alla Juventus, nel 2011, impiegò pochi minuti durante il ritiro di Bardonecchia. "Siamo la Juve, è ora di smetterla di fare schifo".
In corsa
—A Londra, sponda Spurs, non ha bissato la vittoria col Chelsea, ma la prima stagione non è stata un’impresa così inferiore come coefficiente di difficoltà. Nell 2021-22 Antonio ha ereditato il Tottenham di Nuno Espirito Santo a novembre: giocatori col morale sotto i tacchi, nono posto in classifica e quarto posto Champions lontano cinque punti. Tantissimi in Premier, dove sono molte le squadre in lotta per la regina delle Coppe. Conte è partito con uno 0-0 in casa dell’Everton all’undicesima giornata e poi l’escalation è stata continua. Alla fine il Tottenham è arrivato quarto battendo in volata l’Arsenal. Vittoria dopo vittoria, sorpasso dopo sorpasso, gli Spurs sono entrati in Champions contro ogni pronostico. I tifosi inglesi hanno esultato, Conte non fin in fondo: da juventino nato alla scuola Boniperti, per lui conta soltanto vincere. Non è tipo da piazzamenti o da qualificazioni in Champions sbandierate come trofei.
I tifosi bianconeri
—Non è difficile incrociare Conte per Torino in questo periodo di 'vacanza': a maggio ha chiuso l’avventura col Napoli, con cui ha vinto uno scudetto e una supercoppa italiana, e adesso aspetta la scintilla giusta. "Accettare una panchina in corsa? Se ne vale la pena, sì. Mi piacerebbe andare in un club con una storia un po’ appannata, per spolverarla e farla risplendere ancora una volta", ha detto in una recente intervista a The Athletic. I tifosi bianconeri sperano che il club da rilucidare sia la Juventus, da sempre molto più che una squadra per Antonio. Alla fine sarebbe un sequel del film visto nel 2011, all’inizio del ciclo leggendario dell’era Agnelli, con la differenza che stavolta Antonio dovrebbe rianimare la Signora a campionato in corsa.
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