Superbike 2026: l’anno di Nicolò Bulega e del dominio Ducati
Il campione emiliano e la casa di Borgo Panigale hanno sovrastato la concorrenza per tutto il campionato, chiuso con una serie di prestigiosi record difficilmente avvicinabili. Riviviamo le tappe principali di una stagione destinata agli annali
Il campione emiliano e la casa di Borgo Panigale hanno sovrastato la concorrenza per tutto il campionato, chiuso con una serie di prestigiosi record difficilmente avvicinabili. Riviviamo le tappe principali di una stagione destinata agli annali
Adriano Bestetti 20 ottobre - 12:14 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Nicolò Bulega è stato l'indiscusso mattatore del Mondiale Superbike 2026L’edizione 2026 del Mondiale Superbike si è consegnata agli archivi nel weekend tra il 16 e il 18 ottobre con l’ennesimo capolavoro di Nicolò Bulega, nuovamente vincitore di tutte le gare in programma a Jerez per salutare nel migliore dei modi il paddock delle derivate di serie. Il neo-campione del mondo della Ducati ha dominato l’annata in lungo e in largo vincendo quasi tutte le gare, conquistando quasi tutte le superpole e firmando una serie di record che sembrano destinati a durare a lungo, giusto per usare un eufemismo. Nella sua schiacciante avanzata verso il titolo iridato, Bulega ha lasciato solo le briciole agli avversari, e queste briciole le ha prontamente raccolte il compagno di squadra Iker Lecuona, circostanza che ha permesso di mantenere immacolata la stagione del team Aruba.it - Racing, trionfatore in tutte le gare del 2026. Ma lo strapotere delle moto bolognesi, come vedremo, si è spinto ben oltre i confini del team ufficiale.
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—In inverno, alla vigilia della stagione, Bulega era già di gran lunga il favorito per il titolo. Nel 2025 si era dovuto arrendere al fenomenale Toprak Razgatlioglu, iridato con la Bmw ufficiale dopo un prolungato duello con l’alfiere Ducati, ma con il turco emigrato a fine stagione in MotoGp, Bulega si è ritrovato incolpevolmente a corto di avversari realmente temibili. Il feeling ormai consolidato con la sua Panigale V4 R e un finale di 2025 in grande crescendo ne facevano di diritto il pretendente numero uno al titolo 2026, con un Lecuona appena arrivato da Honda atteso da un inevitabile periodo di svezzamento e Bmw con due piloti nuovi di zecca e mai saliti sulla sua moto: Miguel Oliveira, prelevato dalla MotoGp, e Danilo Petrucci, autore di ottime cose nei tre anni passati in sella alla Ducati del team Barni.
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—Come da pronostico, Bulega ha iniziato il 2026 a spron battuto, conquistando subito tutte le vittorie in palio nel round inaugurale di Phillip Island insieme alla Superpole. In pochi però avrebbero potuto prevedere che il suo percorso netto si sarebbe protratto anche nei successivi appuntamenti di Portimao, Assen, Balaton, Most, Aragon e Misano, sempre con tanto di Superpole a corredo. Iker Lecuona ha faticato solo in Australia, ma a partire dal round successivo si è trasformato in diligente scudiero del compagno di colori, non ancora in grado di contrastarlo per la vittoria ma sufficientemente a suo agio sulla moto per iniziare a fare incetta di secondi posti, in gara come in qualifica. Nel corso della stagione, solo lui sarebbe stato capace di anticipare Bulega sul traguardo: nella gara-1 di Donington, fermando il record di vittorie consecutive dell’italiano a quota 25, e nelle tre gare di Cremona, con un Bulega piuttosto guardingo per chiudere in anticipo la questione titolo iridato.
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—Incassata la prima sconfitta stagionale nel sabato di Donington Park, Bulega aveva rivestito subito i panni del rullo compressore per aggiudicarsi le due gare della domenica inglese e le tre del successivo appuntamento di Magny-Cours. A quel punto, con 146 punti di vantaggio a tre round dal termine della stagione, tutto sembrava perfettamente apparecchiato per incoronare Bulega campione nella successiva tappa di Cremona, davanti al pubblico di casa. Una pura formalità, si potrebbe dire. E nel frattempo era arrivato l’annuncio del suo passaggio in MotoGp, con il team Vr46 del vecchio mentore Valentino Rossi e il nuovo prototipo Ducati da 850 cc da lui stesso sviluppato nel corso del 2026, impegno portato avanti parallelamente alla sua trionfale cavalcata in Superbike.
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—Arrivato a Cremona da campione in pectore, con un vantaggio ormai siderale in classifica, Bulega è sembrato assumere un atteggiamento più guardingo nel round lombardo. Per la prima volta in stagione non si è aggiudicato la Superpole, arpionata da Lecuona, e nelle tre gare del weekend ha vestito lui i panni dello spagnolo accontentandosi di altrettanti secondi posti, senza rischi, conquistando così matematicamente il titolo al termine di gara-2. Una volta terminate le celebrazioni, con il pubblico italiano e i tifosi Ducati ovviamente in festa per il proprio beniamino, Bulega è però tornato a dominare il campionato con pugno di ferro, assicurandosi tutte le vittorie e le Superpole nelle successive fermate di Estoril e, storia recente, Jerez de La Frontera. E il suo bilancio di fine stagione è impressionante: più vittorie (32), più podi (36), più triplette (10) e più punti (736) di chiunque altro in una singola stessa stagione nella storia della Superbike, oltre al record di Superpole (11) da condividere con Ben Spies.
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—Le imprendibili Panigale V4 R ufficiali del team Aruba.it Racing hanno vinto tutte le gare del 2026, ma quelle dei team privati hanno comunque maltrattato senza remore tutte le altre moto della griglia. Yari Montella del team Barni Spark si è aggiudicato il primato tra i piloti ‘indipendenti’, ma anche il terzo posto assoluto in campionato finendo ben 14 volte nella top 3. Sam Lowes del team Elf Marc Vds, quarto in campionato, è invece finito 12 volte sul podio mentre il suo gemello Alex, quinto nel mondiale con Bimota, è andato a podio in una sola occasione. Lorenzo Baldassarri del team GoEleven ha collezionato due terzi posti nella prima metà della stagione mentre nella seconda metà è salito alla ribalta il rookieAlberto Surra, alfiere del team Motocorsa Racing, quattro volte terzo negli ultimi 3 round. Quest’anno il podio della Superbike è stato interamente composto da piloti Ducati in 30 occasioni su 36, monopolizzandolo ininterrottamente a partire dalla gara-2 di Balaton, quarto round di inizio maggio.
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Montella e Lecuona sono stati tra i principali protagonisti della stagioneBMW k.o.
—Alla luce dei risultati delle precedenti due stagioni, in cui Razgatlioglu e la sua M 1000 Rr avevano centrato il titolo, il team ufficiale Rokit Bmw WorldSbk era considerato il principale rivale del binomio Bulega-Ducati nella rincorsa allo scettro della Superbike 2026. Tuttavia, la compagine tedesca ha dovuto alzare piuttosto presto bandiera bianca. Miguel Oliveira sembrava aver iniziato bene la sua annata da rookie, vedi i tre incoraggianti podi nel secondo round per lui ‘casalingo’ di Portimao, ma una rovinosa caduta nella Superpole Race nel round 4, in Ungheria, con conseguenti infortunio alla spalla e forfait nelle due tappe successive del Mondiale, ha poi compromesso tutta la sua stagione. Discorso simile per Danilo Petrucci, comunque meno efficace del portoghese a inizio anno, incappato nella frattura del coccige per un highside nella gara-1 del successivo round di Most e fuori causa nelle due tappe successive. Oliveira ci riproverà il prossimo anno mentre Petrucci, mai nella top 10 dopo il rientro, lascerà l’altra Bmw ufficiale a Brad Binder, anche lui in arrivo dalla MotoGp dopo anni di militanza in Ktm.
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—La debacle del team factoryBmw ha presto delineato in Bimota il principale marchio concorrente di Ducati in campionato, pur senza mai avvicinarne il livello. Axel Bassani aveva iniziato la stagione in modo scoppiettante con due secondi posti a Phillip Island, ma nel resto della stagione non avrebbe più avvicinato un simile rendimento ad eccezione di due quarti posti a Misano. Più costante il suo dirimpettaio di box Alex Lowes, una volta terzo in Australia e poi assiduo frequentatore della Top 5. Kawasaki, che in questi anni spinge di più il marchio Bimota in Superbike, ha comunque schierato una Zx-10R affidata all’americano Garrett Gerloff, dignitosamente decimo in campionato.
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—Ducati ha vinto il titolo costruttori della Superbike con largo anticipo e a punteggio pieno, 744 punti su 744, più del doppio dei 316 raccolti da Bimota seconda in classifica. Il titolo squadre se l’è invece aggiudicato il team ufficiale Aruba.it Racing – Ducati con 1.289 punti, quasi il triplo rispetto al team Barni Spark (485) e al team Bimota by Kawasaki (481). E i team Elf Marc Vds e GoEleven, che questa stagione hanno schierato un unico pilota, hanno comunque messo a referto più punti dei team ufficiali di Bmw, Honda e Yamaha, a ulteriore conferma dell’egemonia della casa di Borgo Panigale su questo campionato.
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—Come già accennato, nel 2027 Bulega non gareggerà più nel Superbike e la sua dipartita, a ben guardare, potrebbe anche rivitalizzare la serie. La prossima stagione porterà con sé diverse novità regolamentari, vedrà Michelin rilevare Pirelli nel ruolo di fornitore unico degli pneumatici e Brembo debuttare come fornitore unico degli impianti frenanti. L’assenza di un indiscusso dominatore, unita a questo rimescolamento delle carte, potrebbe spostare i valori in campo, anche se lo squadrone ufficiale Ducati rimarrà con ogni probabilità quello da battere. Lecuona si candida già a essere il “nuovo Bulega”, ma dall’altra parte del box si accomoderà un certo Franco Morbidelli, desideroso di riscatto dopo qualche annata opaca in MotoGp e già avvezzo alle coperture Michelin. E oltre al già citato Binder in Bmw arriverà anche Jack Miller in Yamaha a far coppia con Andrea Locatelli. Il 2027 dirà se il passaggio di consegne in casa Ducati basterà a riaprire la corsa al titolo o se la Panigale V4 R continuerà a dettare legge. Dopo una stagione così a senso unico, la vera sfida per gli avversari, oltre che per gli organizzatori, sarà dimostrare che Bulega non ha lasciato in eredità un campionato di nuovo senza rivali.
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