Sinner o Alcaraz? McEnroe si sbilancia: "Carlos è la cosa migliore successa negli ultimi 10 anni"
Il buon John, oggi commentatore, intervistato dal programma “La Revuelta” ha tessuto lodi per lo spagnolo: "Sono contento che sia tornato, perché quando è stato assente il tennis era più noioso"
Il buon John, oggi commentatore, intervistato dal programma “La Revuelta” ha tessuto lodi per lo spagnolo: "Sono contento che sia tornato, perché quando è stato assente il tennis era più noioso"
Pellegrino Dell'Anno Collaboratore 20 ottobre - 12:10 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleJohn McEnroe, tra eccessi e comportamenti fuori dai canoni, è stato un mago della racchetta. Mancino, fine interprete del serve and volley, sul campo da tennis giocava in maniera meravigliosa. Soprattutto sull’erba di Wimbledon, torneo dove si è espresso al meglio insieme al suo Us Open. Dopo la carriera da tennista ne ha intrapresa una nuova, con la stessa brillantezza e capacità di pungere, da commentatore. E non ha mai nascosto la sua predilezione per i giocatori più estrosi e fantasiosi, quelli che sono più belli da vedere: come era lui in campo. Tra i quali spicca ovviamente Carlos Alcaraz, interprete di un tennis divertente e dinamico, molto istintivo e amato dal pubblico. Con McEnroe che, intervistato dal programma “La Revuelta”, ha rilasciato una dichiarazione particolarmente forte: “Alcaraz è la cosa migliore che sia successa al tennis negli ultimi dieci anni”.
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—Alcaraz, insieme a Sinner, ha costruito la rivalità principale del tennis attuale. Due opposti, nel gioco come nei caratteri, che hanno esaltato il pubblico negli ultimi anni, salvo in questa stagione, per i problemi fisici prima di Jannik, poi di Carlos. Ma McEnroe non ha dubbi dovendo scegliere uno dei due. “Alcaraz è il migliore, è il mio tennista preferito”, spiega l’ex n.1 del mondo, “non lo dico solo perché siamo a Madrid, ma perché è incredibile, siamo molto fortunati ad averlo”. Indubbiamente lo spagnolo è un giocatore bello da vedere, che suscita ammirazione e divertimento. Anche durante i primi turni dei tornei, in partite poco combattute, garantisce sempre una buona dose di spettacolo. E l’americano ha calcato la mano anche su questo aspetto, sottolineando quanto la semplice presenza di Carlitos faccia bene al tennis: “Sono contento che sia tornato, perché quando è stato assente il tennis era più noioso”. Nessun dubbio, dunque, su quale sia il preferito di McEnroe tra i due giocatori destinati ad essere protagonisti nei prossimi anni di tennis.
spiegazione
—Va specificato come le parole di McEnroe siano dettate anche da un certo gusto personale verso un determinato tipo di tennis, spettacolare e fantasioso come il suo, che gli porta a preferire Alcaraz. Ma in passato l’americano ha spesso avuto parole al miele anche per Sinner (“quasi tutti per avere una chance contro di lui devono giocare la partita della vita”) ed è ben consapevole di quanto l’azzurro e lo spagnolo si migliorino a vicenda per emergere nella loro rivalità. Come è consapevole dell’importanza di Rafa Nadal nel panorama del tennis spagnolo, anche alla luce della recente esplosione di Jodar, protagonista del futuro sfruttando la scia di Alcaraz. “Nadal ha cambiato il tennis spagnolo”, chiosa John, “è arrivato all’improvviso e ha rivoluzionato tutto. Faceva delle cose impossibili. Pensate che negli Stati Uniti non vinciamo uno Slam da molto tempo (Us Open 2003, ndr) e solo Rafa ne ha vinti 22”. I record del maiorchino sono incredibili, e la sua impronta è stata decisiva anche per importare un determinato tipo di cultura tennistica in Spagna. Ma, per McEnroe, Alcaraz rimane un passo avanti nella griglia dei favoriti. Quantomeno del suo cuore, amante dello spettacolo e di un tipo di tennis sempre più raro da vedere.
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