Marquez, Rossi e l'eterno dubbio, Aspar si sbilancia: "Marc infinitamente più veloce di Vale"
Per Jorge Martínez c'è solo una risposta corretta: "La sua frenata, il suo ingresso in curva e la battaglia costante che ha con la moto: lo spagnolo è il più veloce e ha una mentalità da campione". E intanto il ducatista si avvicina al 10° titolo in carriera
Per Jorge Martínez c'è solo una risposta corretta: "La sua frenata, il suo ingresso in curva e la battaglia costante che ha con la moto: lo spagnolo è il più veloce e ha una mentalità da campione". E intanto il ducatista si avvicina al 10° titolo in carriera
Alice Stellino 21 ottobre - 11:40 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleMarquez o Rossi? Due leggende dello sport e una rivalità storica che ha diviso le opinioni di molti tifosi negli anni. Nove titoli per Vale, con l'ultimo in carriera nel 2009, nove – a pari merito– per il pilota spagnolo della Ducati, che si avvicina sempre di più alla conquista del decimo in carriera proprio in questa stagione di MotoGP. A fornire la sua opinione a riguardo, questa volta, è stato Jorge Martínez Aspar. Al podcast 'Fast&Curious', il capo dell'omonimo team ha sentenziato: "Sono molto diversi. Forse Rossi è un pilota più completo, ma Márquez è infinitamente più veloce". Cosa lo renderebbe tanto più rapido? "La sua frenata aggressiva, il suo ingresso in curva e quella costante battaglia che ha con la moto. Lo vedi avvicinarsi ai punti di frenata e pensi: 'Non ci entra', e poi ci riesce. Cerca il limite fin dal primo minuto, dalla prima sessione di prove libere". Martínez ha espresso la propria stima per il ducatista senza mezzi termini: "Ho un'immensa ammirazione per Marc, per come ha gestito la sua carriera, per quanto è stato aggressivo spingendosi oltre i limiti, per il numero di cadute e per come ha sempre superato gli infortuni. È un pilota che merita di essere studiato mentalmente".
VIDEO: Rossi o Marquez? Stoner sceglie il più fortequestione di testa
—Una forza mentale unica ha distinto Márquez nel modo di affrontare il rientro in gara nonostante gli infortuni, e di tornare al top dopo un periodo nero durato cinque anni, iniziato nel 2020 con una serie di cadute e operazioni che non ne hanno però compromesso lo spirito competitivo e la mentalità da campione: "La mia opinione personale è che Rossi, dal punto di vista mentale, pur essendo anche lui speciale, non avrebbe potuto competere con gli infortuni di Marc. Merita un'enorme stima. Se si guarda alla sua intera carriera, è ammirevole come sia sempre riuscito a superare tutto". Il Marc di oggi? "Pensa molto di più e cerca di correre meno rischi. In fondo è un atteggiamento logico: è il risultato dell'esperienza. Fino al 2019 abbiamo visto un Márquez che divorava tutto: o vinceva o cadeva. Era brutale. Il Marc di oggi è un Marc diverso, ma penso ancora che sia il punto di riferimento. Non c'è dubbio".
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