Bologna, Dovbyk adesso tocca a te: il bomber ucraino per dare la scossa in attacco
Mai titolare in rossoblù e solo un gol segnato. Palladino in emergenza non può attendere
Mai titolare in rossoblù e solo un gol segnato. Palladino in emergenza non può attendere
Matteo Dalla Vite Giornalista 21 ottobre - 11:37 - BOLOGNA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleCento minuti in campo, mai una titolarità, un gol salvifico (al Sassuolo, quello del 2-2), subentri che hanno lasciato una traccia forte e alcuni tragitti che non hanno cambiato la storia. Ma Artem Dovbyk, adesso, deve scavare il solco, guidare la riscossa, aumentare lo “score” (come lo chiama Raffaele Palladino) dei gol: anche perché lui non solo li sa fare ma è stato preso proprio per quello.
VIDEO: Presentazione libro Totti, Francesco parla del padre e non trattiene le lacrimeLa rincorsa
—Artem, sia chiaro, è esattamente il primo a volersi riprendere la scena. L’ha vista a suo modo proprio contro il Sassuolo - esultando alla Rocky - ma sono ancora troppo poche le situazioni in cui ha potuto essere se stesso: il tutto dal gennaio scorso, gol al Lecce con la maglia della Roma ma poi quel problema muscolare che lo ha costretto ad operarsi dallo stesso luminare che pochi giorni fa ha “trattato” Emil Holm in Finlandia. Da allora, da quell’alba del 2026, Gasperini lo ha considerato poco e lui quella situazione da “emarginato” in casa non l’ha dimenticata. "Penso di essere migliorato dal punto di vista della mentalità - disse l’attaccante ucraino proprio dopo il gol al Sassuolo e riferendosi a Gasp -. Lui ha migliorato molti giocatori, è un ottimo alenatore: a volte molti crescono sotto di lui e altre volte no, con Malen ci è riuscito". Ora Gasp viaggia alto e Artem non vede l’ora di tornarci, in alto: la rincorsa continua.
Vuoi Castro, dammi...
—Quando la Roma ha chiesto informazioni - insistendo - su Santiago Castro, il Bologna ha “controbattuto” così: "Se volete Santi, dateci Artem", consapevole di doverci lavorare per recuperarlo al top. Poco alla volta, Dovbyk ha cercato la forma migliore, è stato in disparte forzatamente per acciacchi ma anche a Casteldebole per lavorare sodo anziché rispondere alla chiamata della propria nazionale. Voglia di riavere se stesso, ecco la chiave. Proprio durante la sosta, Artem ha avuto un problemino muscolare nel test contro l’Ascoli: strascichi dei carichi di lavoro, poi smaltiti perché già nel primo tempo ha preso il posto di Piccoli in Bologna-Inter. Incisione sulla gara? Non pervenuta. E anche per questo cresce la rabbia di Artem.
La svolta buona?
—Ora Palladino non può più perdere tempo: Dovbyk è più d’area rispetto a Piccoli e meno tecnico rispetto ad Enem, rimasto proprio in rossoblù per dare il tempo necessario al panzer ucraino di riprendere... tutto se stesso. Artem lavora e forse a Cagliari vedrà la prima titolarità: può essere la svolta. O la svolta buona.
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