Cardinale sfida il caro biglietti in trasferta: "Il Milan si schiera coi tifosi". E vara la reciprocità
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Cardinale sfida il caro biglietti in trasferta: "Il Milan si schiera coi tifosi". E vara la reciprocità

Mercoledì 21 ottobre 2026
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Con un comunicato il club rossonero appoggia la protesta dei gruppi organizzati che non andranno a Udine (65 euro un biglietto per il settore ospiti) e annuncia contromisure per le società che applicano prezzi superiori alla media

Con un comunicato il club rossonero appoggia la protesta dei gruppi organizzati che non andranno a Udine (65 euro un biglietto per il settore ospiti) e annuncia contromisure per le società che applicano prezzi superiori alla media

21 ottobre - 13:05 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Il Milan si prepara alla sfida in casa dell’Udinese senza i suoi tifosi. Come annunciato nei giorni scorsi dalla Curva Sud, infatti, il tifo organizzato rossonero non prenderà parte alla trasferta a causa dell’eccesivo costo dei biglietti nel settore ospiti, 65 euro per l'occasione: "Un anno fa avevamo manifestato il nostro dissenso per i prezzi del settore ospiti imposti dalla società friulana. Prendiamo atto che nulla è cambiato" scrivono in una storia Instagram. Una presa di posizione che non è passata inosservata dal club di Via Aldo Rossi. 

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IL COMUNICATO DEL MILAN

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La società rossonera ha voluto dimostrare la propria vicinanza e il proprio supporto ai propri supporters pubblicando un comunicato sui canali ufficiali: "Ac Milan si schiera con fermezza con i propri tifosi nella battaglia contro i prezzi eccesivi dei biglietti per le partite in trasferta", si legge nelle prime righe. "Comprendiamo la loro frustrazione e appoggiamo pienamente la loro posizione. Sotto la guida di Gerry Cardinale, vogliamo contribuire a risolvere questo problema". Ma come? La soluzione arriva direttamente dal club, che spiega l’imposizione di una politica di reciprocità: "i club che applicano ai nostri tifosi prezzi superiori alla media dovranno aspettarsi che i loro sostenitori paghino prezzi più alti quando verranno a San Siro, nel rispetto delle normative vigenti". I proventi aggiuntivi non entreranno nelle tasche dei rossoneri, ma saranno devoluti a Fondazione Milan per finanziare attività benefiche a favore delle comunità locali. 

IL TENTANTIVO DI FURLANI

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La scelta di intervenire direttamente non è una novità in casa Milan. Già a dicembre scorso, quando il ruolo di Amministratore Delegato era ancora affidato a Giorgio Furlani, i rossoneri avevano portato la questione davanti all’Assemblea di Lega. Il malessere dei tifosi, sfociato per la prima volta nel boicottaggio di maggio 2023, aveva portato la società ad avanzare la proposta di imporre un tetto massimo di 30 euro per il costo dei biglietti per qualsiasi trasferta. "Siamo felici che la Lega Serie A abbia deciso di approfondire la nostra proposta, istituendo una Commissione dedicata all’interno della quale continueremo a spingere per arrivare velocemente a un risultato concreto", raccontava l’allora ad del Milan. L’idea, appoggiata da Juventus e Inter, non ha però trovato l’unanimità in Assemblea a causa del muro tra grandi e piccole società, con la conseguente mancata creazione di una norma vincolante. 

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I PRIMI BOICOTTAGGI

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Il primo boicottaggio arriva nel maggio 2023, quando il Milan era ospite allo Stadium della Juventus. In quell’occasione gli ultras rossoneri, insieme all’Associazione Italiana Milan Clubs, decisero di disertare la trasferta per protesta contro il costo dei tagliandi e passare il fine settimana ad aiutare la popolazione dei territori colpiti dall’alluvione. "La scelta è dettata dal folle prezzo del biglietto imposto dalla Juventus (80€ !!!), e dalle modalità di vendita del settore ospiti. Che il calcio non sia più spettacolo da prezzi popolari è noto ormai da tempo, ma crediamo che a tutto ci sia un limite". A seguito della protesta, a Torino è stato fissato un tetto massimo e il tifo organizzato ha continuato la sua battaglia nella stagione successiva esponendo a ogni partita uno striscione di contestazione. "Auspichiamo fin da subito che venga intrapresa questa strada da tutte le società di serie A, così come accade già in molti campionati europei e come stabilito dalla Uefa per le proprie competizioni a partire già da questa stagione". A distanza di anni, forse, si giungerà a una soluzione definitiva.

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