Era un "Rembrandt", adesso Douvikas lo umilia: De Ligt, calvario senza fine
L'ex difensore juventino qualche anno fa sembrava destinato ad essere un calciatore generazionale. Invece, da Torino a Monaco, fino a Manchester, la sua parabola discendente non sembra avere fine. Anche a causa di un brutto infortunio dal quale è appena rientrato
L'ex difensore juventino qualche anno fa sembrava destinato ad essere un calciatore generazionale. Invece, da Torino a Monaco, fino a Manchester, la sua parabola discendente non sembra avere fine. Anche a causa di un brutto infortunio dal quale è appena rientrato
21 ottobre - 20:51 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google"È come un Rembrandt, sta diventando "Ronda di Notte" e lo vedi emergere davanti ai suoi occhi". Era il febbraio del 2020, quando Mino Raiola descriveva così il suo assistito Matthijs de Ligt, portato ventenne nell'estate precedente alla Juventus per la mostruosa cifra di 75 milioni di euro. Sarebbe dovuto essere il difensore centrale del futuro dei bianconeri e della nazionale olandese, un fenomeno generazionale per quanto fatto vedere con l'Ajax di ten Hag capace di raggiungere la semifinale di Champions League. Oggi, oltre 6 anni più tardi, De Ligt è tornato a giocare una partita ufficiale da titolare a distanza di quasi un anno dall'ultima volta e, nella gara di Champions League tra Como e Manchester United, è apparso irriconoscibile rispetto a quello che i tifosi italiani ricordavano. Tanto che, in occasione del gol del momentaneo 2-0, Anastasios Douvikas, lo ha quasi umiliato, rubandogli tre metri in pochi istanti e, soprattutto, facendolo apparire goffo e fuori posizione.
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—Un calvario la sfida del "Sinigaglia" per il difensore olandese, che assomiglia molto a quello che ha dovuto affrontare nel corso dell'ultima stagione, ma, in generale, da quando ha lasciato Amsterdam per trasferirsi a Torino. Con i bianconeri la sua avventura inizia all'insegna dei falli di mano, che provocano diversi rigori contro all'allora squadra di Sarri. In generale, comunque, non si dimostra quel leader in grado di guidare la retroguardia juventina e non fa intravedere la personalità giusta per sostituire, in prospettiva, Bonucci e Chiellini, tanto che, dopo appena 3 anni, in pieno caos per la vicenda plusvalenze, la Juve non si fa problemi a sacrificarlo. Certo, è una rinuncia a peso d'oro, perché il Bayern paga 67 milioni (più 10 di bonus) per portarlo in Baviera. Ma la parabola discendente di De Ligt non ha intenzione di fermarsi: anche a Monaco non convince, non è stimato da Tuchel e resta appena due anni. A provare a rilanciarlo, a quel punto, è il Manchester United, ma il centrale olandese finisce nel "buco nero" che da oltre un decennio sta ingoiando tutti i calciatori che indossano la maglia dei Red Devils.
de ligt, serata horror contro il como
—Su di lui, però, oltre alle prestazioni non indimenticabili in campo, stavolta si accanisce pure la sfortuna: dopo aver giocato contro il Crystal Palace il 30 novembre 2025, accusa un infido infortunio alla schiena, che lo tiene fuori praticamente per un anno. Per sei mesi, infatti, si tenta la strada della terapia conservativa, quindi si decide per l''operazione chirurgica, con conseguente allungamento dei tempi di recupero. De Ligt torna in panchina 8 giorni fa nella sfida di Champions contro l'Atletico Madrid, prima del ritorno in campo dal primo minuto stasera contro il Como. "È come un Rembrandt", diceva sei anni e mezzo fa Mino Raiola. Oggi, però, ha vissuto una serata da incubo che ha ricordato piuttosto l'espressione de "L'urlo" di Munch.
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