Django 7x da impazzire! Vince la Middle Sea Race: festa per l'Italia della vela
La Gazzetta dello Sport

Django 7x da impazzire! Vince la Middle Sea Race: festa per l'Italia della vela

Mercoledì 21 ottobre 2026
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Nella classicissima mediterranea di fine stagione la Line Honours va alla favoritissima Black Jack 100, ma nella classe IRC 1 è stata battaglia fra la barca di Giovanni Lombardi Stronati e Balthasar. Fra Favignana e Lampedusa gli italiani hanno preso il largo e sono arrivati a Malta da dominatori

Nella classicissima mediterranea di fine stagione la Line Honours va alla favoritissima Black Jack 100, ma nella classe IRC 1 è stata battaglia fra la barca di Giovanni Lombardi Stronati e Balthasar. Fra Favignana e Lampedusa gli italiani hanno preso il largo e sono arrivati a Malta da dominatori

Maurizio Bertera 21 ottobre - 22:50 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Per la vela italiana d’altura è il successo dell’anno: Django 7x ha vinto la Rolex Middle Sea Race, la classicissima mediterranea di fine stagione che assegna la vittoria alla prima imbarcazioni in tempo compensato IRC, il sistema che mette tutte le barche sullo stesso piano con una serie di handicap. Era scontato che la Line Honours – la classifica in tempo reale – finisse ancora con il trionfo del 100 piedi Black Jack che ha impiegato 2 giorni, 3 ore e 51 secondi per completare il percorso. Ben più combattuto è stato il primato tra le due barche favorite della classe IRC 1 che si sono contese la vittoria assoluta: Django 7x, il Wallyrocket 71 di Giovanni Lombardi Stronati e Balthasar, il Mills 72 di Louis Balcaen che nel 2025 si era imposto con il suo forte equipaggio, capitanato da Bouwe Bekking, il più famoso skipper olandese con all’attivo otto giri del mondo. Django 7x non ha mai ceduto il primo posto, ma è riuscito a staccare l’avversario solo dopo la boa di Favignana quando il vento ha rinforzato: sino a quel momento, Baltahasar era a vista, a volte con uno svantaggio inferiore a tre minuti. A Pantelleria, il vantaggio dello scafo italiano è arrivato a mezz’ora e a Lampedusa è aumentato a un’ora circa. Ma le ultime 90 miglia nautiche verso Malta sono state tutt'altro che semplici. Con un vento in intensificazione, un mare formato con onde dai due ai tre metri e difficili condizioni di bolina, l'equipaggio ha dovuto trovare un equilibrio tra la ricerca della velocità e la salvaguardia del mezzo, consapevole che un eventuale guasto tecnico avrebbe potuto compromettere l'intera regata.

la gioia di vascotto

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In defintiva, lungo le 606 miglia del percorso che circumnaviga la Sicilia, Django 7x ha saputo affrontare una situazione meteorologica complessa, caratterizzata da cambiamenti nelle condizioni del vento e passaggi particolarmente delicati dal punto di vista tattico. Alla fine 39 minuti hanno separato i due splendidi duellanti in tempo reale mentre in compensato il distacco è stato di ben 81 minuti. Per il tattico Vasco Vascotto, la vittoria rappresenta il raggiungimento di un obiettivo fondamentale per l'armatore e per tutto il team. “È stata una regata dura, fisicamente impegnativa dall'inizio alla fine. Non ci sono stati veri momenti di pausa e il match race con Balthasar ci ha spinto a dare sempre il massimo – ha spiegato dopo il traguardo -. L'equipaggio ha fatto un lavoro straordinario: abbiamo cambiato vele continuamente, a volte eseguendo manovre a pochi minuti di distanza l'una dall'altra, e tutto è stato fatto alla perfezione. È questo che ha fatto la differenza. Giovanni è stato bravissimo al timone, anche nelle condizioni più impegnative. Si merita davvero questa vittoria”. Con l’armatore romano e il triestino Vascotto erano a bordo Andreas Axelsson, Giulio Bertelli, Nicholas Brezzi, Maciel Cichetti, Giacomo Conti, Shannon Falcone, Ross Halcrow, Chris Hosking, Michele Ivaldi, Pietro Mantovani, Guillermo Parada, Matteo Ramian, Grattan Roberts, Ray Tomassetti, Vasco Vascotto, David Vera, Bruno Zirilli e Cecilia Zorzi.

le altre

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La vittoria assoluta, e in classe IRC 1, non deve far dimenticare un’altra grande vittoria tricolore: il JPK 10.80 Colombre di Massimo Iuris ha fatto “triplete”, imponendosi assieme al co-skipper Pietro Luciani nelle classi Double Handed, IRC 6 e ORC 6, giungendo al nono posto nella classifica generale. I due velisti condividono un sodalizio che dura da oltre dieci anni e che li aveva già portati al successo nella Double-Handed della Rolex Middle Sea Race del 2013, quando regatavano a bordo del First 40.7 Blue Colombre. In Double-Handed il secondo posto è andato a Solenn For Pure Ocean, seguito da un altro concorrente italiano: Libertine di Paolucci-Bertola. In IRC 6, alle loro spalle si sono classificati lo statunitense Red Ruby e l’italiana Diavolina di Michele Puggioni, rispettivamente secondo e terzo. In ORC 6, terzo posto per Scricca di Leonardo Servi e tra i Multiscafi secondo posto per Turbolenta di Marcello Bellacicca. La nutrita compagine italiana vede altri buoni piazzamenti nei primi dieci di classe: in IRC 2, settimo posto di Cippa Lippa X e nono per Hagar V; in IRC 3 quarto e quinto posto rispettivamente per l’elvetica Kuka 4 e l’austriaca Lunz am Meer, condotte da equipaggi italiani; in IRC 4 decimo posto per Translated 9; in IRC 5 terzo posto per Libertine e quarto per Scricca, decimo Jules.

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