Fabregas: "Notte speciale, preparata la partita perfetta. Como, ora teniamo i piedi per terra"
La Gazzetta dello Sport

Fabregas: "Notte speciale, preparata la partita perfetta. Como, ora teniamo i piedi per terra"

Mercoledì 21 ottobre 2026
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L'allenatore è euforico dopo la vittoria con lo United. "Ora bisogna restare umili e pensare alla prossima. Abbiamo battuto una grande squadra, siamo felici. Spero che domani tutti i bambini possano andare a scuola con la maglietta biancoblù" 

L'allenatore è euforico dopo la vittoria con lo United. "Ora bisogna restare umili e pensare alla prossima. Abbiamo battuto una grande squadra, siamo felici. Spero che domani tutti i bambini possano andare a scuola con la maglietta biancoblù" 

dal nostro inviato  Francesco Maletto Cazzullo 21 ottobre (modifica alle 22:50) - COMO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Como-Manchester United 4-1 è un risultato che fino a qualche anno fa era pensabile solo alla PlayStation. Oggi, invece, è l’ultima impresa calcistica dei ragazzi di Fabregas, capaci di asfaltare per 90 minuti i Red Devils di Carrick in quella che, senza ombra di dubbio, è l’impresa più grande della storia dei biancoblù. Infatti, è solo la quarta volta che i Diavoli Rossi subiscono un poker in Champions League. Un motivo d’orgoglio per il tecnico spagnolo, che in conferenza stampa invita la città di Como a festeggiare: “Spero che domani tutti i bambini possano andare a scuola con la maglietta biancoblù ed essere orgogliosi. Da Cunha ha fatto una gara pazzesca, ma tutti mi sono piaciuti. Non voglio parlare dei singoli: ogni giocatore ha dato il massimo. Oggi ha funzionato tutto quello che avevamo pianificato di fare”. Ma guai a adagiarsi sugli allori: da domani la pagina deve tornare bianca. “Questa è notte speciale, ma siamo ancora all'inizio di tutto quello che abbiamo in testa. Oggi la squadra ha fatto una partita straordinaria, ma dobbiamo tenere i piedi a terra. Abbiamo preparato un tipo di partita perfetta, il Manchester United te lo dice il nome quanto è importante, tanti dei nostri hanno giocato una delle prime in Champions. A volte questo può incidere, ma la convinzione dei ragazzi per me è fondamentale”. Continuano poi le parole al miele per Paz e compagni: “Stiamo cercando di creare una filosofia e un’identità specifica, e vedere i ragazzi fare di tutto per raggiungerla, pressando fino alla fine, non può che rendermi orgoglioso”. Guai, quindi, a toccare il gruppo di Cesc, che risponde a tono ai seccati media inglesi, i quali forse speravano di assistere a un esito diverso: “Il nostro calcio è più europeo e meno da Serie A? Non direi, lo dicono anche i risultati: abbiamo segnato quattro gol anche contro il Genoa. Ogni partita ha la sua storia e non si può sempre segnare tanto; abbiamo 9 giocatori nuovi quest’anno e devono ancora entrare del tutto negli automatismi della squadra”. 

VIDEO: Como-Manchester United, Fabregas al giornalista: "Domanda brutta e irrispettosa"

progetto

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L’allenatore spagnolo ha poi parlato del progetto e della scelta che l’ha portato a scegliere il Como. “Sono venuto qui per il progetto, ma avevo una mentalità da calciatore. Volevo finire la mia carriera da giocatore. Poi ho avuto la chance con la Primavera, ma nessuno ti regala niente, a prescindere dalla visione che uno può avere. Si può sbagliare, ma io ho la grandissima fortuna di avere Suwarso e Ludi, che mi capiscono e sono persone magnifiche. Hanno le mie stesse idee di calcio, c’è fiducia e andiamo tutti insieme nel bene e nel male. Per esempio, quando Guardiola mi faceva giocare punta ne ero contento. Io e Messi avevamo libertà di sentire dov'era lo spazio libero. Mentre gli altri facevano gioco posizionale noi potevamo fare qualcosa in più. Sono contento per oggi, vincere così è una soddisfazione, ma adesso viene il difficile: giocare sabato e farlo alla stessa maniera" 

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ricordi

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C'è anche spazio per un momento amarcord: è l’8 agosto 2004 e un giovane Fabregas, appena diciassettenne, giocava la sua prima partita contro lo United: “Una delle sensazioni più grandi e belle della mia vita. Se è stato più emozionante della serata di oggi? Assolutamente sì, giocare a calcio è la sensazione più grande. Per questo ai ragazzi dico di godersi questi momenti, perché se non dai tutto, dopo te ne pentirai”. Le ultime parole sembrano una difesa nei confronti del suo ex avversario Michael Carrick, l’allenatore dei Red Devils seduto su una panchina più scricchiolante che mai dopo questo risultato: “Quello dell'allenatore è un bel mestiere, ma non ti dà le emozioni di quando calchi il terreno di gioco. Inoltre, l’allenatore è sempre penalizzato nel calcio di oggi: c’è la convinzione che possa cambiare il mondo in due settimane, ma non è così. Non bisogna volere tutto subito”. Infatti la perfezione non esiste nemmeno in una delle notti più belle della carriera di Cesc: “Qualcosa abbiamo sbagliato, me ne assumo la responsabilità. Mi pento di aver fatto abbassare il ritmo negli ultimi minuti. Ho detto a Douvikas di correre di meno e così abbiamo abbassato il blocco e preso gol: non mi do pace per questo”.

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