Bassino riparte un anno dopo l'infortunio: "Ho imparato a conoscermi meglio. Ora ho voglia di gare"
La Gazzetta dello Sport

Bassino riparte un anno dopo l'infortunio: "Ho imparato a conoscermi meglio. Ora ho voglia di gare"

Giovedì 22 ottobre 2026
5 visualizzazioni

Il 22 ottobre 2025, la sciatrice azzurra si infortunava in Val Senales. Sabato, a Soelden, rientrerà in Coppa del Mondo: "Bello esserci"

Il 22 ottobre 2025, la sciatrice azzurra si infortunava in Val Senales. Sabato, a Soelden, rientrerà in Coppa del Mondo: "Bello esserci"

Sergio Arcobelli Giornalista 22 ottobre - 08:53 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Il 22 ottobre 2025 la caduta in Val Senales, il ginocchio sinistro lesionato e il sogno olimpico svanito. Un anno dopo, il destino riporta Marta Bassino proprio nella località altoatesina, con una cicatrice ancora viva, a fare i conti con quei ricordi. "Sono un po’ turbata, ma credo sia normale. Domani (oggi, ndr) ricorre un anno dall’infortunio e sono qui, in Val Senales, dove mi sono fatta male". I dubbi sulla sua presenza nella prima gara stagionale di Coppa del Mondo sono rimasti fino all’ultimo, ma la decisione è presa: sabato Marta, che partirà oggi insieme alla squadra per l’Austria, sarà a Soelden. Senza fretta, senza proclami, con la voglia di ricominciare. 

VIDEO: Bassino sulla Coppa del Mondo: “Ho tutte le carte in regola per giocarmela”

Marta, alla fine Soelden è confermata. Quanto è stata difficile questa decisione? 

"Ho deciso solo ieri (martedì, ndr) di confermare la gara. Un po’ pesa essere qui, sì. Sono giorni particolari, perché i ricordi riaffiorano. L’anno scorso avevo appena cambiato materiali e non avevo ancora disputato gare con gli sci nuovi. Mi sono fatta male proprio alla vigilia della partenza per Soelden: era mercoledì e il giovedì avremmo dovuto spostarci". 

Che cosa si aspetta da questo ritorno? 

"Non so bene cosa aspettarmi. Voglio prenderla come viene. Sarà soprattutto un ritorno: dopo un anno fuori, ritrovare l’aria delle gare, mettere il pettorale e rivivere quelle sensazioni sarà già qualcosa di nuovo. Voglio affrontarlo con serenità". 

L’infortunio di un anno fa è arrivato alla vigilia di una stagione olimpica in casa. Come si accetta una rinuncia del genere? 

"Ho cercato di accettarlo e mi sono concentrata sul ginocchio, sulla guarigione e sulla riabilitazione. Dovevo fare le cose per bene. Quando ti fai male, il tuo focus si sposta completamente: sei fuori dal mondo delle gare e devi concentrarti su altro. Così è passato tutto l’inverno". 

E quest’estate? 

"L’estate è stata completamente diversa. A fine maggio ho tolto la placca e ho continuato con la riabilitazione al JMedical, poi diventata preparazione atletica. Abbiamo rispettato tutti gli step, con una bella progressione, prima a livello fisico e poi sugli sci. Sono riuscita a fare tutto il mese di allenamento a Ushuaia. Era un percorso nuovo, fatto di situazioni che non avevo mai vissuto, ma giorno dopo giorno ho messo insieme dei bei pezzi". 

Federica Brignone ha dimostrato che tornare dopo un infortunio è possibile. 

"È stata bravissima, un esempio per tutti. Dopo un infortunio del genere, tornare con la fiducia e la consapevolezza che ha dimostrato lei in pista non è da tutti. È qualcosa di super ammirevole ed è difficile trovare le parole per descrivere quello che ha fatto. Io, però, cerco soprattutto di concentrarmi sul mio percorso". 

Oggi Bassino ha trent’anni e alle spalle oltre un decennio di Coppa del Mondo. La ragazza che nel 2016 festeggiava a Soelden il primo podio quant’è cambiata? 

"Se penso a dieci anni fa, mi vedo piccolissima, con molta meno consapevolezza. Ho fatto tante esperienze, ho viaggiato, sono cresciuta. Oggi affronto le cose in modo diverso". 

Questo infortunio le ha insegnato qualcosa che prima non conosceva? 

"Prima ero sempre stata bene, non avevo mai avuto un infortunio. Mi sono ritrovata ad affrontare una situazione completamente diversa. Ho imparato a fidarmi tanto di me stessa e a conoscermi meglio. L’infortunio mi ha fatto scoprire altri lati di me che prima non conoscevo". 

A Soelden mancheranno proprio Brignone e Sofia Goggia. Per la squadra italiana lei diventa la leader? 

"Veterana mi sento, sì! Se penso ad Anna Trocker, classe 2008, e alla mia prima volta a Soelden, nel 2014, mi rendo conto di quanto tempo sia passato. Quando io ero al debutto, Anna aveva sei anni! Sono contenta che arrivino ragazze giovani. C’è bisogno di nuove generazioni e di ricambio: è giusto che sia così". 

Nel frattempo, Laura Pirovano ha trovato la sua consacrazione. Vederla vincere, dopo tanti anni in cui il podio sembrava sfuggirle, che effetto le ha fatto? 

"Sono molto contenta per lei. In realtà siamo sempre state amiche, anche prima dei suoi risultati dell’anno scorso. Siamo state in vacanza insieme e siamo anche in camera insieme". 

Durante le Olimpiadi ha anche fatto qualche esperienza televisiva. Ha scoperto un’altra Marta? 

Gazzetta digital + Box Panini + Album a soli 80€, il modo più veloce e conveniente per completare la collezione!

"Mi è piaciuto molto. Sapevo che ai Giochi non avrei partecipato con i miei sci e con le mie gambe, quindi quando sono arrivate alcune proposte mi sono lanciata. All’inizio ero un po’ titubante: ero abituata a parlare delle mie sensazioni, di quello che provavo sciando. In televisione, invece, mi sono messa dall’altra parte. È stata una bella esperienza e, giorno dopo giorno, mi sono sciolta sempre di più anche davanti alle telecamere".

Leggi anche Goggia torna sugli sci dopo il virus: "Tremavo, faticavo a camminare e a parlare. Ora voglio..."Brignone: "I successi, l'infortunio, i guadagni e il futuro incerto dello sci... vi racconto tutto"

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo