Fabregas, pantaloni XXL come il suo Como: così lui e Paz hanno demolito uno United imbarazzante
Secondo poker in tre partite di Champions: dopo Gasp, un altro "dentista" di Serie A si aggira per l'Europa
Secondo poker in tre partite di Champions: dopo Gasp, un altro "dentista" di Serie A si aggira per l'Europa
Dal nostro inviato Luigi Garlando 22 ottobre - 09:50 - COMO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAbbiamo visto passare la storia e poi allontanarsi sul lago. Tutto quello che di grande costruirà il Como in futuro poggerà su questa pietra: 4-1 al Manchester United, leggenda del calcio mondiale. È l’impresa che ha piantato definitivamente la bandiera lariana sulla mappa del calcio, come successe anni fa all’Atalanta. I Diavoli Rossi, inguardabili, umiliati, al punto più basso della loro decadenza, non perdevano in Italia in Champions dal maggio 2007, 3-0 contro il Milan, in quella che passò alla storia come la “partita perfetta”. Diciannove anni dopo hanno subito un’altra “partita perfetta” e, come allora si erano inchinati a un Kakà superiore, ieri l’hanno fanno davanti a un altro 10: Nico Paz, immenso, inarrestabile. Due gol e un assist. L’impressione è che, se avesse proseguito la corsa verso il lago, ci avrebbe camminato sopra, anche perché quando un 10 argentino fa due gol agli inglesi, viene il sospetto della divinità.
Divario
—Ma non solo lui. Da Cunha è stato tatticamente magistrale e, in genere, tutto il centrocampo, che ha tenuto la squadra corta e connessa, ha griffato il trionfo. Chiaro che dietro a questa meraviglia, c’è il cervello di Fabregas, che merita una cascata d’incenso. Perché solo tre anni fa, di questi tempi, doveva medicare una sconfitta a Parma in Serie B e ora ha stracciato il club di Best, Beckham e CR7. Per l’Europa si aggira un altro dentista che però inquieta i sonni anche delle pretendenti italiane allo scudetto. Impressionante la pochezza dello United che ha fatto il primo tiretto nello specchio dopo un’ora di gioco, già sotto di tre gol. Sovrastato in tutto, anche atleticamente. Tristi reduci come Maguire e Bruno Fernandes in un mare di desolante mediocrità. Se Antonio Conte ha visto e il Manchester gli telefonerà, facile che risponda: "Avete sbagliato numero". Di sicuro, ora Michael Carrick rischia la panca di brutto. Faceva tenerezza immobile con le braccia conserte come un nerd nella foto di classe. Invece Fabregas si è dimenato dall’inizio alla fine, nei suoi calzoni abbondanti da rapper. Il Como è come quei calzoni: troppo.
Cose da Paz
—Come diciamo in genere? "Due minuti e sono lì". Ecco, due minuti e Nico Paz è già arrivato: riceve palla a destra, la lavora e la spedisce nell’angolo lontano con una parabola delle sue, bella come il lago. È il botto di spumante che stappa un primo tempo sontuoso. In questa stagione, più volte, abbiamo avuto l’impressione che il Como viaggiasse con una marcia in meno. Ieri sera no. Intensità e ritmo sono all’altezza delle partite migliori. Paz non lo prendono mai, un uragano di velluto, ma Lucas Da Cunha gli sta a ruota, perché tatticamente decisivo. Fa il terzo a destra nel tridente creativo (4-2-3-1), ma anche il terzo in mediana quando si abbassa all’altezza di Milla e Perrone. È questo intelligentissimo galleggiamento ad assicurare equilibrio al centrocampo lariano che sbrana quello inglese. All’intervallo si registra un severo 64% di possesso e zero tiri in porta degli inglesi. Carrick ha scelto Tielemans più alto di Mason Mount senza ottenete risultati, né sulla trequarti, né alla fonte del gioco. Bruno Fernandes corricchia senza fantasia. Mbeumo, il centravanti, è un pezzotto di Malen: gli assomiglia, ma non ha nulla dell’originale. Unica pecca di questo primo tempo imperiale è il risultato: Douvikas ha due buone palle al 35’ e al 39’ per mettere a terra il match-point. I Red Devils sono spenti, ma restano pur sempre Diavoli, capaci di infiammarsi da un momento all’altro.
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—Carrick riparte con Baleba e Diallo al posto del falloso Santos e dello spettrale Cunha. Come diciamo in genere? "Due minuti e sono lì. Al massimo quattro…". E al quarto minuto Paz arriva ancora. Riceve al centro del campo, strappa e spalanca la porta a Douvikas che al terzo tentativo non può sbagliare: una azione in verticale affilata come una spada. Stupendo. Ecco, adesso il risultato è molto più onesto. Lo United rischia l’arresto per vagabondaggio. Come diciamo in genere? "Ci vediamo tra un quarto d’ora. Magari anche prima". Minuto 12: Paz accelera da destra, converge e con la naturalezza con cui respira, infila in diagonale il 3-0. Il popolo lariano ha gli occhi rossi a forza di stropicciarseli. Ma è tutto vero. E non è tutto. Forse per un senso di giustizia, il Como ne fa un altro: 4-1 al Lipsia, 4-1 allo United. Incorna Ramon su cioccolatino di Kaiki e non da corner (31’). Questo è il Como: lo stopper nell’area avversaria sul 3-0. Ovazione per Nico che esce mentre soffia un forte vento. Succedeva sempre nell’epica greca, quando transitava una divinità. L’ex amico Zirkzee sigilla il risultato al 41’. Ora l’Europa sa definitivamente che cos’è il Como. E lo sa con qualche apprensione in più la concorrenza da scudetto. Ricordate Frank Ilet, il tipo che fece un voto nell’ottobre 2024: "Quando lo United vincerà 5 partite di fila, mi taglierò i capelli". Sono passati 754 giorni e 100 partite. Visti come sono conciati i Diavoli Rossi, avrà presto in testa la foresta amazzonica.
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