Tutti pazzi per Bragança: oltre alla sua fantasia, il Torino ha scoperto un macino d'oro
La Gazzetta dello Sport

Tutti pazzi per Bragança: oltre alla sua fantasia, il Torino ha scoperto un macino d'oro

Giovedì 22 ottobre 2026
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Abate lo ha lanciato nel 4-4-2 e ha subito convinto. Gol all’Udinese, magie a Parma: fa sognare i tifosi

Abate lo ha lanciato nel 4-4-2 e ha subito convinto. Gol all’Udinese, magie a Parma: fa sognare i tifosi

Dal nostro inviato  Mario Pagliara 22 ottobre - 11:50 - TORINO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Ci sarà per sempre Youtube a ricordarlo, a rendere quella pennellata immortale. Come l’opera d’arte di un artista che lascia senza fiato, un romanzo avvincente di un grande scrittore, la strofa indimenticabile di un cantante di successo. E allora, vi consigliamo di farlo: ripescate su Youtube le immagini dell’ultimo Parma-Toro, sintonizzatevi con il quarto minuto e godetevi quella giocata di Daniel Bragança, di altissima scuola, che vale (quasi) quanto un gol: il piede sinistro sembra roteare in modo quasi innaturale, accarezzando con l’esterno il pallone. Gesto delicato e impossibile, stoccata però potente e precisa: con l’esterno mancino, Bragança mette la palla a una trentina di metri sulla corsa a Belghali. Che, poi, fa un’altra cosa bellissima, ovvero sgancia quell’arcobaleno sul quale Giovanni Simeone disegna il gol del momentaneo zero a uno. Bragança è diventato l’uomo in più del Toro, senza dubbio il calciatore rivelazione dell’autunno granata. Non che sia arrivato all’improvviso, perché sin dal primo giorno in cui ha messo piede al Filadelfia ha dispensato allegria con le sue giocate. Ma la notte di Parma è stata sublime, e quella luce abbagliante dopo solo quattro minuti è solo la perla più bella di una partita da incorniciare.

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Trasformazione

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A Torino sono diventati tutti pazzi di lui. Perché sono soprattutto giocatori così a stuzzicare le fantasie dei tifosi, ad avviare quasi istintivamente il proiettore dei sogni. Il suo impatto con la Serie A è stato di una facilità disarmante: fa l’esordio il cinque settembre, nel secondo tempo, di Fiorentina-Toro dove bagna la prima presenza in granata dando un contributo fondamentale per ottenere la vittoria al Franchi. Si ripete pochi giorni dopo, quando all’Olimpico Grande Torino arriva la Roma di Gasperini: subentra nella ripresa, e risulta il migliore in campo del Toro. Il bello dovrà, però, ancora arrivare e qui entra in gioco il lavoro che su di lui è in corso da parte di Ignazio Abate. A Torino Bragança è sbarcato con il profilo del trequartista, con i galloni del giocatore dal talento puro ma con l’incognita della resistenza atletica: tecnica deliziosa, spirito di sacrificio da verificare. Nella lunga sosta di settembre vi è entrato da trequartista, vi è uscito da centrocampista centrale nel 4-4-2 dinamico, l’assetto che Abate ha provato, sperimentato e verificato in quelle settimane di pausa al Filadelfia. Il tecnico gli ha cambiato ruolo, lo ha accompagnato verso una trasformazione sostanziale: i primi test nelle partitelle a campionato fermo con la Primavera, poi la grande prova generale nella sfida casalinga contro l’Udinese e il bis, lunedì sera, a Parma. Fantasia al potere, ma da adesso anche una buona quantità di corsa. Bragança ha risposto con due prestazioni in crescendo: ha segnato ai friulani (il suo primo gol con il Toro), ha regalato giocate e magie lungo la via Emilia. La sua è la storia di una bella pescata di mercato piazzata dalla società e dal direttore sportivo, Gianluca Petrachi. Che è andato a prendere allo Sporting un calciatore che in Italia sta dimostrando il talento di cui dispone senza perdere tempo. Ha bruciato le tappe e sta facendo innamorare i tifosi. Domani al Grande Torino arriverà il Monza, martedì ci sarà il Como: un Bragança così autorizza a sognare.

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