Romeo Anconetani: affari e intrighi del "Signor 5%", che portò a Pisa Dunga e Simeone
Dalle mediazioni negli anni '50 alla presidenza del Pisa: dopo la radiazione per illecito, si reinventò un nuovo ruolo per rientrare nel mondo del calcio. E da numero uno dei nerazzurri iniziò una scalata dalla C alla A, portando in riva all'Arno grandi campioni usando le 40mila schede di calciatori scritte a mano da lui
Negli anni Cinquanta lo chiamavano il 'Signor 5%'. Lo strano soprannome era dovuto alla percentuale che percepiva per l’acquisto o la cessione di un calciatore. All’epoca non c’erano ancora i procuratori. I calciatori - quando passavano da una squadra all’altra - non avevano alcun diritto. I loro cartellini erano di proprietà delle società. A facilitare questi trasferimenti c’erano i cosiddetti 'mediatori'. Erano dei 'facilitatori' che aiutavano le due parti a trovare un accordo, appianavano i dissidi, conciliavano. Come nella compravendita dei cavalli, queste figure, che in teoria non avrebbero dovuto avere diritto di cittadinanza nel mondo del calcio, percepivano una provvigione per l’attività di intermediazione. Il migliore di tutti si chiamava Romeo Anconetani e tutti noi l’avremmo conosciuto - molti anni dopo - come il vulcanico, irascibile e imprevedibile presidente del Pisa, club che tenne al guinzaglio dal 1978 al 1994, per sedici anni, i più belli. Anconetani rilevò il club in Serie C e nel 1982 lo portò in Serie A, categoria che frequentò per sei stagioni, distinguendosi per il piglio da padre-padrone, per la posa da tribuno della plebe, per i tanti sconosciuti lanciati nel grande calcio - un giovanissimo 'Cholo' Simeone, il danese Bergreen acquistato per 280 milioni di lire e venduto alla Roma per quattro miliardi, il cannoniere olandese Kieft, il brasiliano Dunga che alzò la coppa del mondo nel ’94, l’enfant prodige Piovanelli preso gratis e ceduto alla Juve per sei miliardi - e per i riti propiziatori nel pre-partita, con il più celebre che lo vedeva spargere scaramanticamente chili di sale sul terreno di gioco. Ma tutto questo avvenne nella sua seconda vita.