Antonelli: "Un sogno essere leader del Mondiale, ma non cambio approccio. Quest'anno ho imparato a..."
Il bolognese alla vigilia del weekend di Austin: "In questa stagione sono più sereno, riesco a gestire le difficoltà. Il titolo? Vado avanti una gara alla volta"
Il bolognese alla vigilia del weekend di Austin: "In questa stagione sono più sereno, riesco a gestire le difficoltà. Il titolo? Vado avanti una gara alla volta"
Marco Giorgini 22 ottobre (modifica alle 22:19) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAlla vigilia del weekend di Austin, dove avrà a disposizione il primo match point iridato della carriera, Kimi va avanti per la sua strada, senza pensare a quello che verrà e alle chance mondiali, perché dopo tutto per sue stesse parole "Devono succedere cose catastrofiche agli altri e io dovrò avere un weekend perfetto". Una conferenza stampa che sembra quasi uno scherzo del destino: lui, Antonelli, seduto in mezzo a chi con quella tuta ha scritto la storia prima di lui, Hamilton e Bottas. Due che sono stati compagni per 5 anni e che hanno portato alla casa di Stoccarda 5 Mondiali Costruttori consecutivi, dal 2017 al 2021. " Solo poter pensare di diventare Campione del Mondo è qualcosa di incredibile - esordisce Kimi - È chiaro che devono succedere alcune cose ma non ci penso. Ho parlato con Bono (Peter Bonnington, il suo ingegnere di pista ndr) e gli ho detto divertiamoci. Non cambierò il mio approccio, continuerò a pensare una gara alla volta perché so che se farò le cose bene poi il risultato arriverà". Serenità e consapevolezza, come quelle che ha trasmesso rispondendo alla domanda sulla possibilità di raccogliere l'eredità di Hamilton, riportando il titolo in Mercedes 6 anni dopo l'ultimo di Lewis: "Seguire le orme di Lewis sarebbe un sogno che ho sin da piccolino. Lo è già ritrovarmi in questa posizione. Devo continuare a spingere e non fermarmi, il titolo sarebbe un traguardo incredibile".
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—Due generazioni a confronto, Antonelli e Hamilton, separati da 21 anni di differenza. L'inglese si è già trovato innumerevoli volte nella situazione di Kimi e sa perfettamente cosa si prova: "Sono molto fiero di lui - ha esordito Lewis - Non ha bisogno di consigli, sta mostrando tutto il suo talento e la freddezza che ha nell'approcciare i weekend di gara. L'ho visto crescere e sono molto orgoglioso di come si comporta con gli altri piloti e con la stampa. Se non è il mio team a vincere sono felice che sia lui". La differenza principale col Kimi della passata stagione sta proprio nella gestione dei momenti complicati, come l'incidente nelle Fp3 del primo GP stagionale in Australia. Una maggiore serenità, derivata dall'esperienza non facile ma sicuramente formativa dello scorso campionato: "Quest'anno mi sono sentito meglio sin da subito, ho imparato ad approcciare i weekend in maniera più tranquilla. Sto cercando di divertirmi: forzo meno la guida per ottenere il tempo. L'obiettivo è sempre aiutare il team ad estrarre le performance migliori possibili dalla vettura. Quest'anno credo di essere cresciuto come pilota e credo che siamo cresciuti come team proprio nel gestire quei momenti". E per finire una domanda su papà Marco: "Mio padre è come la mia roccia, come lo sono mia madre e la mia famiglia. Sa sempre come prendermi e imparo tanto da lui". Non resta che darsi appuntamento con la pista, e con la storia.
Leggi anche Milano non sa più vincere. Il Barcellona passa al Forum: è la sesta sconfitta in sette partiteHamilton: "Io fiero di Kimi, merita il Mondiale". E poi scende in campo pro Palestina© RIPRODUZIONE RISERVATA