La storia del Fiat Ducato, 45 anni di lavoro
Lanciato il 23 ottobre del 1981, il furgone Fiat aveva caratteristiche innovative come il motore anteriore trasversale e la trazione anteriore che permettevano di aumentare le capacità di carico. Considerando l’utilizzo di diversi marchi, grazie agli accordi con altri costruttori, ha superato complessivamente 7,3 milioni di esemplari venduti in tutto il mondo
Lanciato il 23 ottobre del 1981, il furgone Fiat aveva caratteristiche innovative come il motore anteriore trasversale e la trazione anteriore che permettevano di aumentare le capacità di carico. Considerando l’utilizzo di diversi marchi, grazie agli accordi con altri costruttori, ha superato complessivamente 7,3 milioni di esemplari venduti in tutto il mondo
Il primo Fiat Ducato del 1981
Il 23 ottobre del 1981 è un giorno importante nella storia della mobilità delle merci e delle persone. Perché è il giorno in cui dalle linee di produzione dello stabilimento Sevel (Società europea veicoli leggeri) di Atessa, nella Val di Sangro abruzzese (Chieti), esce il primo esemplare di un nuovo veicolo commerciale. È figlio di un’alleanza strategica siglata alla fine degli anni Settanta tra il gruppo Fiat e Psa, la società nata dall’unione di Peugeot e Citroën, che hanno unito le loro forze per dar vita a una piattaforma comune in grado di ridurre i costi di progettazione e sviluppo del nuovo furgone. L’intento è di produrre il maggior numero possibile di veicoli gemelli, leggermente differenti sul piano estetico e commercializzati con i tre marchi principali del gruppo. Quello che reca il logo Fiat si chiama Ducato e ha davanti a sé una lunghissima carriera, tanto da festeggiare ora 45 anni dalla nascita. Davanti a sé, al debutto, ha un compito importante: raccogliere l’eredità di due storici veicoli commerciali del brand italiano, il 238, lanciato nel 1967 per sostituire il Fiat 1100 T e diventato rapidamente popolare, e il 242, di dimensioni maggiori, prodotto dal 1974 (e fino al 1987) come frutto del primo accordo di joint venture tra la Fiat e la Citroën (che lo vendeva con il proprio marchio come C35). Rispetto ai suoi antenati, il Ducato - che portava la sigla di progetto 280 - utilizzava un’architettura tecnica rara all’epoca tra i veicoli commerciali, solitamente progettati con motori longitudinali e trazione posteriore: qui il propulsore non solo era anteriore, così come la trazione, ma era anche collocato trasversalmente. Installare tutto il sistema propulsivo sull’asse anteriore significava guadagnare spazio utile nella parte posteriore: inoltre, l’assenza dell’albero di trasmissione e del differenziale posteriore consentiva di abbassare la soglia del vano di carico, ottenendo poi, con l’adozione nel 1984 di ammortizzatori posteriori inclinati, un piano completamente piatto. Quanto di meglio, insomma, per ottimizzare le capacità di trasporto e rendere la vita degli addetti alla logistica un po’ meno faticosa.
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