Nuove terapie per tumore al pancreas raddoppiano la sopravvivenza
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Nuove terapie per tumore al pancreas raddoppiano la sopravvivenza

Venerdì 23 ottobre 2026
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Un nuovo farmaco sperimentale ha raddoppiato la sopravvivenza dei pazienti con tumore al pancreas metastatico, ma la strada è ancora lunga

Un nuovo farmaco sperimentale ha raddoppiato la sopravvivenza dei pazienti con tumore al pancreas metastatico, ma la strada è ancora lunga

Daniele Particelli 23 ottobre - 09:04 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Il tumore al pancreas è ancora oggi uno dei tipi di cancro più aggressivi e mortali. E i motivi sono diversi: è difficile da diagnosticare precocemente, è rapido nella progressione ed è anche scarsamente responsivo alle terapie disponibili. Ogni anno, secondo le stime più recenti, il tumore al pancreas causa circa 15.000 decessi soltanto nel nostro Paese.

Le opzioni terapeutiche per i pazienti con malattia metastatica sono ancora limitate e spesso gravate da effetti collaterali importanti e con risultati di sopravvivenza scoraggianti. Una nuova speranza sembra arrivare da un farmaco sperimentale che, stando ai primi risultati, sarebbe riuscito a raddoppiare la sopravvivenza dei pazienti con tumore al pancreas metastatico già sottoposti a precedenti trattamenti, con meno effetti collaterali rispetto alla chemioterapia.

I risultati dello studio

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Lo possibile svolta arriva dallo studioResolute, che ha coinvolto 500 pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico, la forma più comune di tumore al pancreas, tutti già trattati in precedenza con altre terapie. I risultati sono molto promettenti: i pazienti trattati con daraxonrasib, somministrato in compresse, hanno raggiunto una sopravvivenza media di oltre 13,2 mesi, rispetto ai 6,7 mesi ottenuti con la chemioterapia tradizionale. Si tratta di un risultato che, secondo gli oncologi presenti al congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO), dove è stato presentato lo studio, rappresenta il maggiore successo nel trattamento di questa neoplasia registrato in diversi decenni.

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"Sono poche le terapie disponibili per i pazienti affetti da cancro del pancreas metastatico precedentemente trattato, e quelle esistenti presentano un'efficacia modesta e una tossicità sostanziale", ha spiegato Brian Wolpin del Gastrointestinal Cancer Center presso il Dana-Farber Cancer Institute di Boston, secondo il quale "lo studio Resolute è stato concepito per definire un nuovo standard di cura per questi pazienti, più efficace e con minori effetti collaterali".

Come funziona la terapia

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In più del 90% dei casi, l'adenocarcinoma duttale pancreatico è favorito dalla mutazione del gene KRAS, che nella sua forma alterata stimola la proliferazione incontrollata delle cellule tumorali. Il daraxonrasib si è dimostrato efficace sia nei tumori con questa mutazione - bloccando direttamente l'azione del gene KRAS - sia nei casi in cui la mutazione non è presente.

"Stiamo osservando livelli di sopravvivenza ed efficacia senza precedenti nel trattamento di seconda linea. La 'rivoluzione' legata alla mutazione KRAS è ormai realtà e questo studio ne costituisce la prova: colpire il gene KRAS nel cancro del pancreas è fattibile ed efficace", ha affermato Rachna Shroff, capo della Divisione di Ematologia-Oncologia presso la University of Arizona Cancer Center ed esperta in tumori gastrointestinali.

Un farmaco ancora in fase sperimentale

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Il daraxonrasib è ancora in fase sperimentale, ma negli Stati Uniti è già accessibile ai pazienti attraverso il programma di Expanded Access, un percorso che permette di accedere a farmaci non ancora approvati commercialmente in casi di necessità clinica documentata, proprio in virtù dei benefici riscontrati. Il farmaco è anche in fase di studio per il trattamento di prima linea del tumore al pancreas non ancora metastatico e per altri tumori correlati a mutazioni del gene KRAS.

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Al momento i ricercatori stanno lavorando in parallelo per comprendere come i tumori possano sviluppare resistenza al trattamento e per identificare terapie da combinare con il daraxonrasib al fine di potenziarne ulteriormente l'efficacia. La strada da fare, però, è ancora lunga.

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