Ferreira Pinto: "A 46 anni mi diverto ancora tra i dilettanti. Ronaldinho al Ravenna? È fermo da troppo..."
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Ferreira Pinto: "A 46 anni mi diverto ancora tra i dilettanti. Ronaldinho al Ravenna? È fermo da troppo..."

Venerdì 23 ottobre 2026
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L'ex Atalanta, 46 anni, continua a giocare in Promozione. L’anno scorso 24 presenze con 7 gol, quest’anno dopo sei giornate, ha segnato domenica scorsa a Basiano, nel milanese, il gol che è valso il pareggio (1-1)

L'ex Atalanta, 46 anni, continua a giocare in Promozione. L’anno scorso 24 presenze con 7 gol, quest’anno dopo sei giornate, ha segnato domenica scorsa a Basiano, nel milanese, il gol che è valso il pareggio (1-1)

Stefano Spinelli 23 ottobre - 12:46 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

In attesa di Ronaldinho, che a novembre dovrebbe esordire in Serie C con il Ravenna a 46 anni, c’è un altro brasiliano che alla stessa età sta ancora giocando, in Promozione, con addosso la maglia numero 10. E soprattutto continua a fare gol. Risponde al nome di Adriano Ferreira Pinto (classe 1979) che dopo una carriera nel calcio professionistico durata 13 anni, ne sta vivendo un’altra nei Dilettanti, sempre in provincia di Bergamo, “la città della mia vita dove sono stato benissimo fin dal primo giorno e dove sono rimasto a vivere”. Dopo la Serie A con l’Atalanta e un paio di parentesi in B e C con Varese e Lecce, ha giocato per undici anni in Serie D con il Ponte San Pietro mettendo insieme 314 presenze e 80 gol. Poi, nell’estate 2025, a 44 anni, anziché smettere con il calcio ha firmato con l’Almé, club di Promozione, con cui è alla seconda stagione: “Una società modello con due presidenti fantastici come lo era il Ponte San Pietro”. L’anno scorso 24 presenze con 7 gol, quest’anno dopo sei giornate, ha segnato domenica scorsa a Basiano, nel milanese, il gol che è valso il pareggio (1-1) per la sua squadra. Un tap-in su corta respinta del portiere, ma per segnare anche in quel modo bisogna essere lì. E soprattutto battere in velocità il difensore avversario che correva con lui e che aveva 20 anni di meno. Ma come ha fatto? “Con la voglia e la forza di volontà che mi ha sempre contraddistinto”. Per l’ex centrocampista dell’Atalanta è già il secondo centro in questo campionato. Il suo Almé però non ha ancora vinto una partita (4 pareggi e 2 sconfitte) e ha finora segnato solo quattro gol, ma confida nelle sue doti per risollevarsi al più presto: “Di sicuro ci riprendiamo perché questa è una squadra che ha dei valori. Siamo partiti male ma il campionato è appena iniziato”. 

Molti dei suoi compagni potrebbero essere suoi figli. Com’è il rapporto con loro all’interno dello spogliatoio? 

“La mia forza è vivere il calcio con amore e passione e cerco di insegnare ai ragazzi queste cose aldilà del percorso che faranno nel calcio e nella vita. Ho un buon rapporto con loro, non voglio comandare ma mettere al loro servizio la mia esperienza. Fargli capire che nel calcio ci sono momenti che vanno gestiti, sia dopo una partita da 8, sia dopo una da 4. E poi dare l’esempio, io non salto un allenamento e mi sento ancora bene”. 

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E a proposito di figli, i suoi due giocano nelle giovanili del Ponte San Pietro. Promettono bene? 

“Per ora stanno facendo il loro percorso e si stanno divertendo: José Carlos, classe 2010, è un terzino che ha qualità e qualche volta si è già allenato con la Prima Squadra del Ponte; il secondo, Thiago, è del 2013 ed è un esterno offensivo come me. La cosa importante è che ci mettano cuore e passione, poi il tempo dirà dove potranno arrivare”. 

Avrà sicuramente sentito che Ronaldinho è stato tesserato dal Ravenna in Serie C e a novembre dovrebbe esordire. Avete la stessa età, che difficoltà troverà secondo lei? 

“Ronaldinho è un grande ma è fermo da troppo tempo. Quella è stata un’operazione pubblicitaria fatta da un bravo dirigente come Braida. A livello tecnico sarà comunque molto utile per i ragazzi del Ravenna perché quando lui sarà lì potrà aiutare e spronare il gruppo, poi qualche minuto in campo lo farà. Tutti hanno parlato di questa cosa e ha dato al Ravenna una visibilità enorme”. 

È sempre tifoso dell’Atalanta? Come vede il nuovo corso con Maurizio Sarri? 

“Certo che sì, quando posso vado allo stadio. Dopo dieci anni con Gasperini dove l’Atalanta ha fatto la storia vincendo un trofeo in Europa e partecipando tante volte alla Champions League, la società, che nel frattempo è cambiata, è ripartita con un nuovo allenatore che ha un’idea diversa di gioco ma un percorso importante alle spalle. Io dico che ci vuole tempo e bisogna aspettare. I tifosi si sono abituati bene ma devono capire che Sarri deve poter lavorare per trasmettere al gruppo le sue idee. E se avrà tempo farà sicuramente bene”. 

E Ferreira Pinto cosa farà nel suo futuro? 

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“Vorrei fare l’allenatore e già adesso, finito il mio allenamento, seguo le squadre giovanili dell’Almé. Amo troppo stare sul campo con i ragazzi, ma non so ancora se questo sarà il mio ultimo anno da giocatore”.

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