Dalla panchina della Polonia a studente di leadership ad Harvard: Nikola Grbic torna sui libri
Il ct della nazionale polacca di volley, campione olimpico da giocatore e bicampione europeo da allenatore si racconta dopo l'inizio del prestigioso corso: "Voglio gestire i campioni con totale trasparenza". L'obiettivo? Non stravolgere il suo metodo, ma renderlo straordinario
Il ct della nazionale polacca di volley, campione olimpico da giocatore e bicampione europeo da allenatore si racconta dopo l'inizio del prestigioso corso: "Voglio gestire i campioni con totale trasparenza". L'obiettivo? Non stravolgere il suo metodo, ma renderlo straordinario
Cecilia Carabelli 23 ottobre (modifica alle 14:34) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleOro e bronzo olimpico, trionfi europei e una bacheca straripante tra campo e panchina. Nikola Grbic ha già spiccato il volo nell'Olimpo del volley, prima dominando in campo da fuoriclasse, poi trascinando la Polonia sul tetto d'Europa e a medaglie pesantissime; eppure ha deciso di non adagiarsi sugli allori. L'allenatore serbo, che da giocatore ha speso quasi tutta la sua carriera nelle migliori squadre italiane, ha, infatti, scelto di rimettersi sui libri, iniziando un percorso di studi nella scuola di management più prestigiosa del pianeta: Harvard. Nessun segreto tattico da svelare, stavolta: la nuova missione di Grbic è imparare l'arte sopraffina della leadership globale.
VIDEO: A soli 13 anni è alto 2 metri 10: il giovane talento qatarino fa paura!Harvard e il corso di leadership
—Dieci medaglie in dieci tornei sulla panchina della Polonia non sono bastate a spegnere la fame di miglioramento del tecnico serbo, che da fine settembre ha deciso di investire nella sua crescita personale, dentro e fuori dal campo. Il corso si chiama "Programma per lo sviluppo della leadership" ed è mirato a potenziare le capacità decisionali, la gestione dei gruppi e la visione strategica. Come da lui riportato in un'intervista con Marek Zochowski della Radio Polacca, Grbic non ha alcuna intenzione di cambiare carriera, ma desidera perfezionare le sue competenze: "Sto cercando di affinare le mie capacità perché so quanta responsabilità ho nel gestire tanti grandi atleti. L'obiettivo è prendere decisioni in modo che, anche se alla fine qualcuno dovesse rimanere deluso, sia stato trasparente da far comprendere a tutti le mie motivazioni".
non solo pallavolo
—Niente lavagne tattiche o schemi di ricezione, quindi: l'avventura di Grbic ad Harvard ha tutto un altro sapore. L'obiettivo principale è il confronto diretto con professionisti di altri settori che affrontano ogni giorno la gestione di gruppi complessi. "Molti mi hanno aiutato a vedere le cose da prospettive diverse, a capire modi differenti di pensare e di vedere le cose", ha spiegato il tecnico. "Per me è importante rimanere in contatto con persone che si trovano in una situazione simile alla mia e che desiderano imparare qualcosa di nuovo". Del resto, per il commissario tecnico della Polonia il successo è un cantiere aperto, un processo inesauribile che non si accontenta delle medaglie passate: "Ad aprile ero a Stanford, dove ho seguito un corso di sviluppo della leadership di una settimana", racconta. "Questo corso durerà, invece sei mesi e sarà più intensivo. Forse solo grazie a questo percorso di apprendimento, però, potrò dire di star facendo dei salti di qualità e di star crescendo ancora di più". Forte della sua esperienza, Grbic sa di essere già un tecnico di altissimo livello, ma è proprio partendo da queste fondamenta che vuole evolversi e crescere ulteriormente. Ad Harvard la missione è una sola: non stravolgere la sua identità di allenatore, ma renderla semplicemente straordinaria.
Leggi anche "Mi manda papà": quando la schiacciata è scritta nel DnaIl volley italiano alla conquista del mondo: accordi, sponsor e diritti tv internazionali© RIPRODUZIONE RISERVATA